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Supplementi al Dizionario di Chimica e Chimica Industriale |
| Microscopia elettronica a scansione e microanalisi EDS |
La microscopia elettronica a scansione
Nel microscopio elettronico a scansione (SEM) una "sonda" molto sottile di elettroni con energia fino a 30 keV viene focalizzata sulla superficie del campione allinterno del microscopio e viene indotta a esercitare una scansione in forma di una successione di linee parallele. Alcuni fenomeni si verificano sulla superficie sottoposta allimpatto degli elettroni; i più importanti per la microscopia elettronica sono: 1) lemissione di elettroni secondari con energie di qualche decina di eV, 2) la riemissione o riflessione di elettroni ad alta energia o retrodiffusi appartenenti al raggio primario.
La configurazione e la disposizione dei rivelatori dei due tipi di elettroni emessi è tale che vengono sfruttate al meglio le peculiarità del meccanismo di emissione. In particolare gli elettroni secondari vengono utilizzati per la costruzione di immagini ingrandite fino a 200.000x e risolte fino a 5nm grazie al fatto che a causa della bassa energia di cui sono dotati provengono dagli strati più superficiali del campione mentre gli elettroni primari servono allidentificazione della presenza di composti diversi in un campione eterogeneo essendo la intensità con cui emergono è una funzione diretta del numero atomico medio della sostanza investita dal raggio primario. La corrente elettronica emessa è raccolta dai rivelatori e amplificata contemporaneamente alla scansione del fascio elettronico sul campione, le variazioni nella forza del segnale risultante sono usate per variare la brillantezza della traccia del raggio elettronico che fa una scansione su uno schermo fluorescente sincronica con il raggio elettronico sul campione.
Lingrandimento prodotto dal microscopio elettronico a
scansione è il rapporto tra le dimensioni tra limmagine finale prodotta ed il campo
esplorato dal fascio elettronico sul campione. Normalmente lingrandimento può
andare da 10 a 200.000x ed il potere risolutivo può spingersi fino a 4nm ( 40 Ångstrom).
La microanalisi
Lanalisi chimica (microanalisi) nel microscopio elettronico (SEM) a scansione viene realizzata misurando lenergia e la distribuzione delle intensità dei raggi X generati dal fascio elettronico sul campione utilizzando un rivelatore a dispersione di energia EDS ( spettrometria per dispersione di energia). Lanalisi che viene prodotta può essere sia dellarea che in quel momento viene ingrandita, oppure, fermando la scansione del fascio elettronico, di un punto di interesse sulla superficie del campione (microanalisi). Dato che la porzione di spazio eccitata dal fascio elettronico, che produce lo spettro X, è un intorno del punto di pochi micron, il SEM+EDS è un potente mezzo di indagine su solidi chimicamente disomogenei a scala microscopica.
(Le due precedenti schede sono a cura del Centro Interdipartimentale di servizi di Microscopia Elettronica e MicroAnalisi M.E.M.A., dellUniversità di Firenze)
Come funzionano gli strumenti per Microscopia elettronica (SEM) e microanalisi (EDS)
Uno schema del funzionamento di un microscopio elettronico a scansione (SEM)
lI laboratorio SEM-EDS dell'Università di Torino

Il Laboratorio di Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) e di Spettrometria per Dispersione di Energia (EDS) gestito dal Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Universita' di Torino. I responsabili del Laboratorio torinese sono Emanuele Costa e Roberto Cossio.
In un laboratorio SEM-EDS oltre a ricerche di interesse strettamente scientifico possono essere condotte indagini che pur essendo di routine non sono per questo meno interessanti:
# Osservazioni morfologiche di campioni di vario interesse, sia geologici che metallurgici, ceramici, elettronici e biologici (cristalli, microfossili, pollini, sabbie e suoli)
# Analisi qualitativa ed elaborazione di spettri a raggi X di campioni lucidi, semilucidi e grezzi
# Microanalisi quantitativa di materiali naturali e sintetici lucidati o grezzi
# Osservazioni con rivelatore di elettroni retrodiffusi
# Analisi di amianti e altri minerali e/o materiali fibrosi, sia in campioni massivi sia come fibreaerodisperse o su campioni biologici
# Acquisizione qualitativa e quantitativa di mappe RX multielemento su campioni di varia natura
Analisi morfologiche e microfotografia
I campioni che devono essere osservati al SEM per la determinazione della morfologia e
della microstruttura devono essere montati e trattati in modo opportuno. Ad esempio i
campioni devono essere anidri, o comunque lacqua in essi contenuta non deve essere
rilasciata nel momento in cui il campione viene portato in vuoto.
I campioni tridimensionali devono generalmente essere incollati su un adeguato supporto,
che puo essere costituito da un vetrino per microscopio o da una basetta in
alluminio gia dotata di perno di bloccaggio (stub). Per il fissaggio si adopera uno
speciale nastro biadesivo conduttivo, a base di grafite, oppure pasta collante a base di
grafite o argento. Il campione, qualora non sia conduttivo per propria natura, deve essere
reso conduttivo almeno nel suo strato superficiale mediante ricopertura con un sottile
strato di oro (coating o metallizzazione). In casi particolari si possono usare altri
metalli, oppure il carbonio sotto forma di grafite.
In funzione del materiale e della sua morfologia, e possibile raggiungere ingrandimenti di
anche 50.000 X. Di seguito si possono osservare alcune immagini digitali acquisite con il
SEM : cliccando sullimmagine ridotta si accede alla versione
originale, e si ha qualche sorpresa sul soggetto.
Analisi qualitativa e semiquantitativa -
elaborazione di spettri a raggi X di campioni naturali o grezzi - semilavorati
Si puo effettuare lanalisi SEM-EDS su campioni non lavorati, grezzi o
semilucidati, ma in tale caso lanalisi non garantisce la stessa precisione che si
ottiene analizzando dei campioni appositamente lucidati e preparati. Si possono
determinare gli elementi (maggiori, minori e tracce) a partire da Z = 5 (boro), con
differenti sensibilita in funzione della loro massa atomica e della matrice
analitica. I valori limite di detezione per gli elementi maggiori, nei sistemi X-EDS, sono
dellordine delle 2000 ppm (0.2%). Si possono utilizzare frammenti, piastrine,
porzioni di materiale, spezzoni di chip, polveri o granulati, che verranno montati su
appositi supporti.
Analisi quantitativa di campioni
lucidi
Nel caso siano disponibili campioni adeguatamente lucidati (sezioni lucide) dei materiali
in esame, o qualora tali materiali presentino per natura superfici lisce
(otticamente piane, corrispondenti alla lappatura industriale)
come ad esempio molti chip di materiale elettronico, si puo procedere
allanalisi quantitativa X-EDS del campione. I risultati sono ottenuti per confronto
con standard internazionali certificati. Gli elementi analizzabili sono, come nel caso
precedente, tutti gli elementi a partire da Z = 5 (boro). I piu comuni analizzati
routinariamente sono: F, Na, Mg, Al, Si, P, S, Ca, K, Ti, Cr, Mn, Fe, Co, Ni, Cu, Zn, Ba.
Su particolari campioni, è possibile analizzare praticamente tutti gli elementi, con
particolare riguardo alla standardizzazione per i seguenti: Sc, Ga, Ge, As, Se, Rb, Sr, Y,
Zr, Nb, Mo, Ru, Rh, Pd, Ag, Cd, Sn, Sb, Te, La, Ce, Pr, Nd, Sm, Gd, Dy, Er, Yb, Hf, Ta, W,
Os, Ir, Pt, Au, Tl, Pb, Bi, Th, U.
Analisi mineralogiche di sezioni
sottili e di campioni geologici
I Dipartimenti di Scienze della Terra e di Scienze Mineralogiche hanno fra i principali
interessi lanalisi chimico -mineralogica di campioni di varia natura, partendo dal
singolo granulo di minerale per arrivare allanalisi modale completa di una roccia
tramite osservazioni al microscopio ottico e al SEM-EDS. Si possono effettuare
determinazioni utili per geotermobarometria, analisi quantitative di minerali a
composizione variabile (zonatura), mappe qualitative e quantitative di minerali e rocce,
microfotografie in elettroni secondari, catodoluminescenza e elettroni retrodiffusi
(backscattering).

Immagine da elettroni retrodiffusi di clinopirosseno con zonature. Andesite, Stromboli, originale circa 50X
Mappe multielementali X-EDS
L acquisizione di mappe multielementali X-EDS, sia qualitative che quantitative, è
ormai diventata una procedura di routine per il nostro laboratorio. Queste mappe sono
indispensabili per determinare in dettaglio la zonatura chimica mostrata da minerali
naturali e/o sintetici, variazioni composizionali in granuli di leghe metalliche,
diffusione di elementi a contatto di differenti layers etc. Le mappe vengono acquisite in
risoluzione 512 x 384.
Si possono scegliere gli elementi da acquisire oppure si possono acquisire le mappe di
tutti gli elementi riscontrati. Le mappe richiedono un tempo di acquisizione di alcune
decine di minuti, ma e possibile spingere lacquisizione fino a tempi di
qualche ora per esigenze particolari. Le mappe vengono fornite come immagini elettroniche
B/N o a falsi colori, suscettibili di ulteriori elaborazioni da parte dellutente
(addizione, sottrazione del fondo, etc.)
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Distribuzione del Ca (a sinistra) e del Mn (a destra) in un cristallo di granato |
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(Il testo e le immagini sul Laboratorio dell'Università di Torino sono a cura di Emanuele Costa)
12 Diapositive sulla microscopia elettronica applicata allo studio dei microorganismi
Due immagini di nanotubi di ossido di vanadio