Dizionario di Chimica e di Chimica Industriale

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War-Wol  

  

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WARFARIN
Nome con cui si indica comunemente la alfa-acetonil,benzil, 4,idrossicumarina, derivato cumarinico di sintesi largamente usato come rodenticida (Ratoxin, Co-Rax, Rodex, Dethmor). Dotato di azione anticoagulante, viene distribuito sotto forma di esche o in polvere. È molto pericoloso anche per l'uomo e tutti gli animali a sangue caldo a causa della sua elevata tossicità acuta.

Il warfarin viene utilizzatoin alcuni stati patologici: profilassi della formazione di emboli in corso di fibrillazione atriale o nella cardiopatia reumatica, profilassi della formazione di emboli dopo impianti di protesi valvolari cardiache meccaniche, trattamento e profilassi della trombosi venosa e dell'embolia polmonare, attacchi ischemici transitori.



Struttura Warfarin

 

 

 

WOLFRAMIO

E' sinonimo dell'elemento tungsteno. Il termine deriva da Wolfram, parola con cui l'elemento è designato in tedesco. Metallo di transizione, analogo al molibdeno.

Il wolframio è l'elemento chimico di numero atomico 74, di simbolo W, di peso atomico 183,85. Venne scoperto nel 1781 da Scheele e isolato nell'anno successivo da Bergman. È un metallo di colore bianco stagno, caratterizzato da notevole densità (19,3) e da un elevato punto di fusione (3.410 ºC). Resiste bene all'azione degli acidi, ma è attaccato dal cloro con formazione di cristalli grigio- azzurri di cloruro WCl6. Fra gli altri composti del wolframio, il più importante è il triossido WO3, polvere gialla preparata per calcinazione dell'acido wolframico. Questa è insolubile in acqua, ma con gli alcali dà luogo a wolframati, sali dell'acido wolframico H2WO4 o di poliacidi da esso derivati. Esistono anche acidi eterowolframici: fosfowolframico, arsenowolframico, silicowolframico, ecc. Riducendo con l'idrogeno i wolframati alcalini fusi si ottengono i bronzi di wolframio, polveri di aspetto metallico dal colore che varia dal giallo al rosso, al blu, impiegati per lavori di decorazione.

Preparazione

Fra i minerali la wolframite è il più largamente sfruttato, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Separato dal ferro per via magnetica e dopo concentrazione, il minerale subisce un trattamento con carbonato di sodio allo scopo di eliminare le principali impurezze (zolfo, arsenico, fosforo, silice). Quindi il wolframio viene decomposto per azione dell'acido cloridrico, allo scopo di ottenere il triossido, che viene poi ridotto dall'idrogeno a 1.200 ºC o dal carbone di legna a 1.400 ºC. Nel primo caso il wolframio si presenta sotto forma di barrette che, martellate e trafilate, possono essere trasformate in filamenti per lampadine a incandescenza. Nel secondo caso si ottiene la polvere di wolframio, che può essere impiegata tal quale o pressata e sinterizzata.

Applicazioni

Allo stato puro il wolframio è impiegato, a causa della sua elevata resistenza elettrica, della sua debole tensione di vapore ad altissime temperature e delle sue caratteristiche di materiale eccezionalmente refrattario, per la fabbricazione di filamenti di lampadine a incandescenza o di valvole radio, di resistori per forni elettrici in atmosfera neutra o riducente, di anticatodi per tubi di emissione di raggi X, di materiali per contatti elettrici al posto del platino, ecc. Per taluni contattori elettrici si impiegano pseudoleghe sinterizzate di wolframio e rame o di wolframio e argento. Il wolframio entra anche nella composizione di taluni acciai per magneti in percentuali del 5-8%. Allo stato di lega il wolframio ha la sua principale applicazione negli acciai e nelle leghe per utensili a taglio rapido, a causa dell'elevata durezza del carburo di wolframio, che si forma per reazione con il carbonio o con il carburo di ferro contenuto nel metallo. Un'addizione di wolframio in percentuali dal 2 al 10% agli acciai allo 0,4-1% di carbonio, con lo 0,5-3% di cromo, permette di ottenere acciai per utensili destinati alle lavorazioni meccaniche a freddo o alla costruzione di matrici per lavorazioni a caldo.

Gli acciai rapidi, che conservano le loro caratteristiche di taglio anche se riscaldati al rosso, contengono il wolframio in percentuali dal 2 al 18%. Le leghe del tipo stellite, che contengono il 10-25% di wolframio, vengono impiegate per la realizzazione di utensili, per il rivestimento di valvole e per parti di reattori nucleari.

Il carburo di wolframio fu preparato per la prima volta negli Stati Uniti nel corso della prima guerra mondiale, in lega con altri metalli. In seguito venne preparato soprattutto per sinterizzazione. Il carburo di wolframio è spesso addizionato di carburo di titanio e carburo di tantalio, il tutto agglomerato con cobalto. Dopo sinterizzazione si ottiene un prodotto di elevata durezza, caratteristica che permane anche a temperature dell'ordine degli 800 °C. È sempre impiegato sotto forma di placchette riportate, brasate su un corpo di acciaio comune. Si realizza in tal modo un utensile in grado di raggiungere alte velocità di taglio (110 m/min in acciaio a 60 kg/mm²) e di lavorare materiali durissimi che non potrebbero essere incisi da un utensile di acciaio rapido. Per la sua alta durezza il carburo di wolframio è indicato per la fabbricazione di filiere, di ugelli per sabbiatrici, di fioretti per perforatrici e per martelli pneumatici, di guide di scorrimento di macchine utensili, ecc.,

 

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