cyan magenta yellow black1Indice CI - Aprile 2001Editoriale. .. .Laggettivo sostenibile applicato al futuro, allo sviluppo e a diverse attività umane, oramai è stato cosìabusato in questi anni che è diventato di difficile comprensione. Nellambito delle associazioni interna-zionali, per sviluppo sostenibile sintende quello che lascia anche alle generazioni future, comprensive ditutti gli abitanti del pianeta, le stesse possibilità di sviluppo di quelle attuali. La sostenibilità quindi è una ri-chiesta lanciata ai cittadini di tutta la terra di preservare le risorse del pianeta e che caratterizza unattivitàindustriale con valenze etiche. Non credo che quando unindustria chimica dichiara di perseguire uno svi-luppo sostenibile intenda quello appena definito. Nel campo della produzione chimica linterpretazione piùaccettata, ma anche la più restrittiva, è quella della messa a punto di processi ecocompatibili, che possanoottenere il consenso di tutti gli attori coinvolti della società. Allinterno dellecocompatibilità ci sono la valuta-zione dimpatto ambientale ed il rispetto delle norme concernenti la sicurezza del processo. Questa è unin-terpretazione molto limitativa della sostenibilità perché occorre tenere conto anche delleffetto dei prodottisullecosistema durante il loro uso e le applicazioni in tutto il ciclo di vita ed è quindi necessario elaborareanche un loro life cycle assessmen (LCA). Un ulteriore aspetto della sostenibilità è lo sviluppo di processi abasso consumo di materie prime ed energia per lasciare risorse anche alle future generazioni. Anche lulti-mo aspetto della sostenibilità, che è quello dellutilizzo di materie prime rinnovabili ha le stesse finalità. An-che se ci sono incentivi governativi per il loro uso, come per esempio per lolio di colza utilizzato per il bio-diesel (bisognerebbe anche verificare il suo LCA), per le vaste disponibilità di combustibili fossili, dovrannopassare ancora molti anni prima che lutilizzo di materie prime rinnovabili possa diventare una strategiaeconomica di largo uso da seguire. Quando Federchimica nel suo programma di responsible care riporta irisultati cronologici dalcune emissioni gassose e liquide, dei consumi dacqua e di quelli denergia/kg diprodotto e mostra con orgoglio le diminuzioni di questi valori nel corso degli anni si rifà ad una strategia in-dustriale di sviluppo sostenibile nel senso appena espresso. In realtà nel nostro sistema industriale, pre-scindendo dalla voce materie prime rinnovabili, lo sviluppo sostenibile è lunico possibile, non ci sono ora-mai alternative, sia per ragioni economiche sia di rispetto delle legislazioni vigenti. La sostenibilità dei pro-cessi chimici deve comunque essere accompagnata da un minore costo rispetto a quelli convenzionali, sesi vuole conservare la chimica nelle nostre regioni. Questapparente quadratura del cerchio può essere ri-solta solo con una radicale innovazione sui processi e sui prodotti. Il trasformare reazioni di deidrogenazio-ne endotermiche in ossidazioni esotermiche, lutilizzo di processi a membrana per realizzare separazioni abasso costo energetico, lutilizzo dossigeno in alternativa allaria nelle ossidazioni per ridurre le emissionitossiche trascinate dallazoto o la formazione dossidi dazoto nei processi ad alta temperatura, cosi comelutilizzo di processi catalitici eterogenei, enzimatici o con microrganismi nel settore della chimica fine e del-le commodity sono scelte industriali innovative allinterno di una strategia sostenibile.Ci sono quindi due interpretazioni estreme dellaggettivo sostenibile: una planetaria e multigenerazionaleed unaltra più regionale che indica solo uno sviluppo industriale, dove ci sia il consenso di tutti gli attori enon cali dallalto sulla testa dei cittadini. Da che parte stare? Si possono sposare entrambi i significati, mapoi occorre muoversi coerentemente. Quando si sposa la visione planetaria non si può essere contrari aifitosanitari che salvano una gran parte dei raccolti, agli OGM che potrebbero aumentare la produttivitàagricola e diminuire la deperibilità delle derrate e infine alluso del PVC che porta lacqua a basso costo esenza perdite negli sperduti villaggi del terzo mondo. Fitosanitari, OGM e PVC possono salvare in futuromiliardi di vite umane, in un mondo in cui la popolazione aumenta vertiginosamente, che non ha acqua asufficienza e dove si allarga la desertificazione dei terreni. La preferenza per le materie prime naturali, i ti-mori esagerati per gli effetti futuri degli OGM, il rifiuto dei fertilizzanti chimici e dei fitosanitari sono posizionidi élite ricche e viziate o di comunità troppo condizionate dal principio di cautela. Questa visione forse unpo trionfalistica e terzomondista del ruolo della chimica, comunque, non può essere utilizzata da alibi perlindustria chimica, perché se la produzione chimica non avrà il pieno consenso dei cittadini non avrà futuronel nostro Paese. Sarà la ricerca che potrà dare una soluzione ai problemi futuri dellumanità e nello stes-so tempo permettere allindustria chimica di trovare il consenso in un ambito più locale. È bene ricordarsiche la natura non è cosi benigna come qualcuno crede: troppe volte labbiamo trovata distratta di fronte al-le sofferenze delluomo. Il ricordo, invece, della superficialità e dellarroganza mostrata da alcune aziendebiotecnologiche e chimiche nel passato nel considerare limpatto dei loro prodotti per lagricoltura sullam-biente, mi ha consigliato di chiedere altri punti di vista, qui di seguito riportati, sul rapporto fra sostenibilitàdello sviluppo e chimica.Ferruccio TrifiròLo sviluppo sostenibilefra una visione planetaria ed una elitaria