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Il delicato problema della vendita di medicinali on-line

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FARMACI E INTERNET

Tiziana Spizuoco

 

Internet è una rivoluzione, paragonabile, forse alle grandi trasformazioni della storia dell’umanità, poiché modifica profondamente, la società, l’economia, il modo in cui i privati producono i loro business o acquistano e scambiano informazioni. Passata la fase dell’euforia adesso ci si muove verso la fase della concretezza che vede internet e le sue articolazioni, come uno strumento capace di assicurare vantaggi competitivi, efficacia e produttività alle aziende di ogni dimensione. La farmacie in rete, è infatti uno dei risultati dell’avvento della new-economy. Questa, infatti, rompendo con le logiche oligopoliste, entra di diritto nel mondo dell’e-commerce, sollevando, però problemi giuridici che muovono dalla questione della transnazionalità, che limita fortemente interventi normativi di tipo municipale; la velocità dello scambio, e infine la non fisicità che rende lo scambio privo di ogni forma di contatto, dal momento della negoziazione a quello della conclusione. Tutte queste caratteristiche nell’acquisto di un farmaco divengono molto più delicate, toccando un tasto che più di ogni altro riguarda la persona, come la salute. L’attuale sistema normativo sulla vendita del medicinale in rete è lasciata ad un vuoto normativo causata sia dall’assenza di una specifica normativa europea, sia dalla presenza a livello internazionale di diverse legislazioni farmaceutiche. Il delicato problema della vendita dei medicinali on line, in Europa e specialmente in Italia sta diventando un fenomeno in netta crescita. Nonostante sia illegale, già oltre duecento farmacie italiane si fanno pubblicità su Internet, e tra la vendita e la pubblicità non c’è molta differenza. I pericoli nei quali un utente inesperto può imbattersi, e per di più in una situazione di vulnerabilità e di malattia, sono molteplici.

L’utente all’acquisto, non avrà infatti, la certezza di ricevere un farmaco adatto alla sua patologia, di capirne le modalità di somministrazione, di conoscerne i possibili effetti collaterali che potrebbero successivamente insorgere. Queste informazione non avvengono in Rete, perché non c’è alcun contatto diretto con un medico o un farmacista che assicuri la correttezza della scelta, nessuno qualificato che possa rispondere. Inoltre l’utente non ha alcuna garanzia che i farmaci che riceve soddisfino i previsti criteri di qualità, sicurezza ed efficacia, malgrado quello che viene pubblicizzato sulla farmacia on line. Per di più un farmaco, proveniente da un altro paese, potrebbe avere un nome simile a quello di un farmaco italiano ma con un principio attivo diverso. Ma, soprattutto un farmaco può essere contraffatto, presentando confezioni autentiche, ma con prodotti privi di principio attivo efficacie. E ancora la pubblicità di un farmaco non può essere sottoposta ad alcun controllo e può quindi propagandare effetti miracolistici ben lontani dalla realtà. Il più delle volte poi, il farmaco viene fornito, senza prescrizione medica ma con una semplice assunzione di responsabilità od ottenendo la prescrizione direttamente in Rete con un costo aggiuntivo. Per la tutela di un consumatore disattento, dato il vuoto normativo, ci dobbiamo riferire alle discipline che regolamentano il commercio elettronico in generale. Anzitutto la direttiva 92/28/CEE sulla pubblicità dei medicinali per uso umano, la direttiva infatti, stabilisce il divieto di pubblicità dei farmaci soggetti a prescrizione medica dettando rigide regole per definirne i limiti. Il Codice di autodisciplina pubblicitario del 12 Maggio 1996, infatti afferma che la promozione dei prodotti medicinali e curativi,deve essere veritiera corretta e onesta, chi si avvale di essa deve essere in grado di dimostrare la veridicità delle affermazioni, per i medicamenti in particolare, la pubblicità non deve indurre a ritenere che il farmaco sia privo di effetti collaterali, o con efficacia superiore a quella degli altri o assimilando il medicinale a quella di un cosmetico o di un altro prodotto. La direttiva 97/7/CEE adottata in Italia con il Dlgs. 185, del 1999, sulla protezione dei consumatori nei contratti a distanza, indica le clausole che inderogabilmente devono contenere i contratti a distanza conclusi tra fornitori e consumatori, riguardo alle informazioni preliminari il diritto di recesso, modalità di esecuzione del contratto. Da ultimo segnaliamo la direttiva 2000/31/CEE sul commercio elettronico recepita in Italia con il Dlgs. 2003/70/CEE. L’eurodeputato Erick Meijer con un suo intervento Interrogazione Commissione Ue, G. U. 22.5.2001) auspicava al più presto l’applicazione di quest’ultima direttiva al mercato del farmaco in rete al fine di evitare ulteriori ed inutili complicazioni.

Ma come funziona una farmacia on line? Questa domanda ci mostra un po’ il volto scuro di Internet, farmaci che secondo il nostro SSN si possono acquistare solo dietro prescrizione medica, i così detti farmaci etici, in Rete si acquistano con un clik. Come per esempio il Viagra: la pillola blu della virilità in vendita in quasi tutte le farmacie virtuali. Il sito svizzero Farmamondo chiede per l’ordine di inviare una ricetta via fax, ma i siti inglesi consentono al cybernauta di autoprescriversi il Viagra compilando un semplice modulo on line. Ci sono poi drugstore virtuali che sono forniti di numerosi medicinali: dagli psicofarmaci più comuni, dallo Zoloft al Prozac (antidepressivi), dal Tavor (tranquillante) agli ipnoinduttori. E’ sufficiente scorrere la lista dei farmaci in vendita e leggere il nome del medicinale da acquistare. Questa spesa si può fare in teoria su siti che richiedono la ricetta, ma in mancanza offrono il link al modulo per farsi la ricetta da sé, e in quei supermercati del farmaco che non richiedono nemmeno una parvenza di ricetta. Altri farmaci poi sono acquistabili in rete il Lasix, un diuretico dagli effetti dimagranti, il Lamictal un antiepilettico e tranquillante, con la sola garanzia della carta carta di credito, di un bonifico bancario o con un semplice bollettino di conto corrente.

In questo clima di insicurezza si è inserita l’Organizzazione Mondiale della Sanità con una guida da adottare su scala nazionale alla quale hanno contribuito autorità nazionale di controllo sui farmaci, esperti in informazione sui farmaci, organizzazioni di consumatori e rappresentanti dell’industria farmaceutica dove vengono elencate una serie di informazioni utili al cliente della farmacia on line: la qualità, l’efficacia e la sicurezza potrebbero non essere garantite, e quindi dannosi per la vostra salute; i farmaci conlo stesso nome possono essere diversi in paesi diversi; ed infine evitare di autiprescriversi il medicinale ma consultare il medico di fiducia e procurarsi il farmaco per vie legali.

Le considerazioni che abbiamo esaminato, non ci fanno disconoscere i vantaggi che questo commercio potrebbe portare. Pensiamo ad esempio alla cura delle così dette malattie rare, ed alla difficoltà nel reperire e conoscere il farmaco adatto alla patologia, definiti come “farmaci orfani”. Internet potrebbe rappresentare nella maggior parte dei casi, l’unico veicolo di informazione e scoperta del rimedio. La cultura del farmaco, si sottrae alla logica della globalizzazione, il medicinale porta con sé una formazione, una preparazione, che non si ferma alla semplice assunzione del rimedio. Ci sono regole igienico- sanitarie, da seguire, durante la cura, un alimentazione opportuna, il costante riferimento con il medico curante. Tutto questo e tanto altro definiscono il farmaco nella sua totalità e completezza. Come, allora, avvalersi della Rete nel e-commerce farmaceutico? L’attenzione delle istituzioni europee è stata stimolata, come abbiamo visto, ma senza giungere ad un definitivo quadro normativo. Una possibile soluzione, avanzata da un membro della nostra camera dei deputati è la certificazione di qualità della farmacia che opera in rete, “bollino blu”, per riconoscere le farmacie legali senza rischiare di mettere a rischio la propria salute. Tale certificazione, contenuta nella circolare del 13 marzo 2001, n. 3 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed aperta alle aziende che offrono servizi in Rete, viene rilasciata attraverso una valutazione di funzionalità, efficienza e portabilità. Questa autenticazione assicura al consumatore e per il consumatore che il servizio offerto incontra le sue necessità in termini di lealtà e fiducia, con i principi di trasparenza, privacy e sicurezza. Il risultato della nostra ricerca ci dà la possibilità di pensare alla possibile realizzazione di servizi farmaceutici on line che dispensino medicinali in garanzia e sicurezza e siano allo stesso tempo un centro forte di informazione per il paziente che a loro si rivolge.

 
Tiziana Spizuoco si è laureata in Teoria dell'Interpretazione ed Informatica Giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" con una tesi dal titolo " Problemi Giuridica della vendita dei farmaci on-line". E' Iscritta come Praticante legale presso la Corte di Appello di Roma
 

Testo tratto il 30 gennaio 2005 dal sito Lucerna Juris


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