Dizionario di Chimica e di Chimica Industriale

U

UHT – Ureiche, resine

 

Un sistema periodico ...

 

 

UHT
Ultra High Frequency: un metodo di sterilizzazione degli alimenti. Il trattamento degli alimenti avviene per tempi molto brevi a temperature elevate, in modo tale da distruggere le forme microbiche senza danneggiare eccessivamente il prodotto alimentare.

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ULTRAFILTRAZIONE
Processo di separazione di sostanze a medio peso molecolare o di polimeri dalle loro soluzioni per filtrazione sotto pressione attraverso membrane di adeguata fine porosità.

UMICI, ACIDI 

Detto di acidi idrossicarbossilici, originantisi dalla decomposizione di organismi animali e vegetali, presenti nell'humus. Chimica. Gli  acidi umici hanno una struttura pressoché ignota, probabilmente polimera. Sono presenti, oltre che nell'humus, nelle torbe; i loro sali con i metalli alcalini sono solubili in acqua a differenza di quelli con i metalli polivalenti. Danno luogo a dispersioni colloidali in acqua.

 

URACILE 

 2,4-diidrossipirimidina che fonde a 335 °C circa, una delle basi pirimidiniche contenute negli acidi nucleici.

 

URANIO  

Metallo radioattivo, il più pesante degli elementi naturali. Chimica. L'uranio  è l'elemento chimico di simbolo U, di numero atomico 92 e di peso atomico 238,03. Venne scoperto nel 1789 da Klaproth nella pechblenda e isolato nel 1842 da Péligot. È un solido dal tipico aspetto metallico, molto simile al ferro, di densità 19,07, che fonde a 1.132 °C. È dotato di una grande reattività chimica, si ossida con facilità e brucia per riscaldamento. Si combina più o meno facilmente col cloro, con lo zolfo, con l'azoto. Col carbonio dà il carburo UC2, che può essere decomposto dall'acqua generando idrogeno e idrocarburi. Si conoscono numerosi ossidi di uranio, e i più comuni sono: il biossido UO2; solido bruno che ha proprietà basiche e si ottiene per calcinazione di numerosi sali di uranio; l'ossido salino, od ottaossido di triuranio, U3O8, che esiste allo stato naturale (pechblenda), è di colore verde cupo ed è l'ossido più stabile sopra i 750º; il triossido UO3, ottenuto per calcinazione dell'uranato di ammonio, di colore arancione, è anfotero e può dar luogo a sali di uranile e a uranati.

Estrazione. Il principale minerale di uranio è la pechblenda U3O8. Molto più rari sono la carnotite e l'autunite. Si utilizzano anche minerali molto poveri che vengono concentrati prima del vero e proprio processo di estrazione. Nel trattamento della pechblenda, relativamente complesso, l'uranio viene trasformato in uranato di sodio, e successivamente in uranato di ammonio. Questo viene purificato con un procedimento di estrazione con solventi selettivi o con passaggio su resine scambiatrici di ioni e poi trasformato nell'ossido UO2 o nel tetrafluoruro volatile UF4. Il fluoruro si riduce infine a metallo con magnesio o con calcio. Il processo di ottenimento è reso complicato perché il materiale per uso nucleare deve contenere meno di una parte per milione di boro, cadmio, gadolinio, afnio e samario. Infatti il metallo viene oggi prodotto soprattutto come materiale fissile per la produzione di energia nucleare. 

Radioattività. L'uranio fu il primo elemento di cui H. Becquerel scoprì la radioattività. L'elemento naturale è costituito da tre isotopi; il più abbondante dei tre, l'uranio 238, si disintegra dando origine alla famiglia radioattiva del radio, mentre dall'uranio 235 deriva quella dell'attinio. Se un campione di uranio contiene più dello 0,7202% di uranio 235, viene considerato uranio arricchito. Il processo di arricchimento dell'uranio, inteso ad aumentare la percentuale dell'uranio 235 contro quella dell'uranio 238 rispetto alle condizioni con cui si estraggono in natura, si basa su due metodi. Il metodo della diffusione gassosa consiste nel far passare l'esafluoruro di uranio ottenuto dopo vari procedimenti dall'uranio estratto, attraverso migliaia di setti porosi (barriere); nella fase di attraversamento l'uranio 238 più pesante è trattenuto più facilmente dai setti porosi che non il 235, più leggero. Perciò dopo un numero sufficientemente elevato di setti si è in grado di ottenere una buona separazione fra l'uranio 235 e quello 238, cioè una buona “purificazione” dell'uranio 235. Gli elevati costi che questo processo comporta sono da addebitare alla complessità tecnologica degli impianti per la diffusione gassosa (si pensi, per es., al fatto che l'esafluoruro di uranio è un gas altamente corrosivo per cui i metalli con i quali viene a contatto devono essere trattati in modo speciale) e al notevole consumo di energia elettrica necessaria per farli funzionare. Un processo per l'arricchimento notevolmente più economico è quello basato sulla centrifugazione ultraveloce, o ultracentrifugazione, consistente nel far entrare l'esafluoruro di uranio in un contenitore che gira a elevatissima velocità. Con questo procedimento l'uranio 238 più pesante viene spinto verso la periferia del recipiente, mentre l'uranio 235, più leggero, si deposita nella parte centrale, dove viene raccolto. Le difficoltà che si sono incontrate nella costruzione degli impianti per la centrifugazione ultraveloce dell'uranio sono di natura tecnologica legate essenzialmente alle eccezionali sollecitazioni alle quali sono sottoposti i materiali impiegati per la costruzione. La maggior economicità di questo tipo di impianti per l'arricchimento è dovuta al fatto che essi richiedono un consumo di potenza elettrica di circa l'85-90% inferiore a quello richiesto per il funzionamento di quelli basati sulla diffusione gassosa.

Sotto l'azione dei neutroni l'uranio può subire la fissione o trasformarsi in plutonio. L'uranio naturale è impiegato nei reattori o nelle pile nucleari; l'isotopo 235 viene utilizzato per la fabbricazione delle bombe atomiche.

Un sistema periodico per immagini

Immagini sull'uranio

Fatti e dati dell'uranio

UREA
La tecnologia più usata per la produzione di urea (H2N-CO-NH2) è quella basata sulla reazione tra ammoniaca e anidride carbonica (CO2) che avviene a pressione e temperatura elevate. Viene impiegata come fertilizzante azotato e nella produzione delle resine ureiche termoindurenti.

UREICHE, RESINE
Resine termoindurenti; derivate da urea e formaldeide, appartenenti al gruppo delle resine amminiche.Di facile lavorabilità, sono utilizzate per la realizzazione di elettrodomestici, oggetti di arredamento, impianti igienici e come leganti nell’industria del legno.


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