I rapporti di Mussolini con Margherita Sarfatti

Testo tratto da un articolo di Paolo Colussi

 

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Nata a Venezia l'8 aprile 1880 da una ricca famiglia ebrea, Margherita Grassini (questo era il suo nome da nubile) trascorre un'adolescenza dorata. A 14 anni inizia la sua istruzione superiore con l'aiuto di alcuni dei più noti studiosi della città. Si appassiona alla storia dell'arte e alla poesia del Carducci. L'anno seguente un quarantenne professore socialista, conosciuto al mare, la corteggia e la spinge a leggere le opere di Marx e di altri teorici socialisti, con grande scandalo della famiglia. Nello stesso anno conosce l'avvocato ebreo Cesare Sarfatti, allora quasi trentenne, anch'egli socialista. La simpatia tra i due, osteggiata dalla famiglia, si trasforma presto in amore e non appena Margherita compie 18 anni hanno luogo le nozze.

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Quando Anna Kuliscioff fonda nel 1912 "La difesa delle lavoratrici", Margherita si impegna con scritti e con denaro alla riuscita dell'iniziativa. L'anno 1912 è l'"anno fatale". Il 1 dicembre Mussolini assume la direzione dell'“Avanti!” e si trasferisce a Milano. Margherita, turatiana e quindi avversa alla vincente corrente rivoluzionaria di Mussolini, si presenta per dare le dimissioni da collaboratrice del giornale. Nasce subito una simpatia reciproca che si trasforma presto in relazione amorosa. Scoppiano però anche furiose liti di gelosia perché Mussolini, ultramaschilista dichiarato, non intende interrompere le altre sue relazioni amorose. I rapporti tra i due restano così su un piano di "libertà socialista" per alcuni anni.

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Alla fine della guerra, Margherita, espulsa come Mussolini dal partito socialista per interventismo, collabora attivamente al “Popolo d'Italia”. Il legame con Mussolini si fa sempre più stretto, in politica e in amore. Nella riunione del 25 marzo in piazza San Sepolcro, Margherita è al suo fianco. Affronta con Mussolini le delusioni dei primi anni, i successi del '21 e '22, e la terribile prova del '24 in seguito al delitto Matteotti.

Durante tutti questi anni la loro relazione resta però ufficialmente segreta. Sposati entrambi, anche se nessuno dei due nasconde al rispettivo coniuge la relazione, ritengono tuttavia opportuno non ostentarla. A Milano, escono separatamente dalla redazione del “Popolo d'Italia” in via Paolo da Canobbio per ritrovarsi in Corso Venezia e da lì raggiungono un rifugio segreto.

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Negli anni ‘20 Margherita raggiunge il massimo della sua fama. Morto il marito Cesare nel 1924, inizia a scrivere la biografia di Mussolini. L'idea era stata di Prezzolini che aveva pensato a un lavoro in inglese capace di illustrare al mondo le caratteristiche del nuovo Primo Ministro italiano. Il libro esce infatti in Inghilterra nel settembre 1925 come The Life of Benito Mussolini. L'anno dopo la Mondadori lo stampa in italiano col titolo Dux. Seguiranno ben 17 ristampe in Italia mentre all'estero verrà tradotto subito in 18 lingue comprese il turco e il giapponese. In Giappone ne verranno vendute più di 300.000 copie.

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Margherita Sarfatti con la figlia Fiammetta

 

I rapporti con Mussolini sono sempre molto stretti. Margherita è ormai per tutti "la donna del Duce". Alla fine del 1926 si trasferisce a Roma dove incontra sistematicamente Mussolini nella sua prima abitazione di via Rasella. Nel 1928, quando Mussolini va ad abitare nella Villa Torlonia, Margherita lascia definitivamente la casa di Milano e trasloca con la figlia Fiammetta nelle vicinanze della Villa. I tempi però stanno cambiando. Le trattative per il Concordato con la Chiesa consigliano Mussolini di sposare in chiesa Rachele e poi di far arrivare a Roma questa famiglia "dimenticata". Nel '29, quando Rachele e i figli arrivano a Villa Torlonia, assistiamo alla buffa commedia delle due "mogli" che entrano ed escono alternativamente da porte diverse, guidate dall'abile regia del maggiordomo che deve impedire che si incontrino. Ormai però Margherita ha 50 anni, è ingrassata, ha un carattere dispotico. Dopo la morte di Arnaldo Mussolini, consigliere ascoltato di moderazione, il clima cambia e si involgarisce. Emergono gli Starace e i Farinacci che impongono al regime tutta la retorica "imperiale" che Margherita e altri avevano cercato di combattere. Toscanini, seguace di Mussolini dai tempi di San Sepolcro, lascia l'Italia. Margherita viaggia negli Stati Uniti tentando di allontanare Mussolini dalle seduzioni hitleriane per avvicinarlo a Roosevelt. Le cose però precipitano e, con l'entrata in famigliaa di Galeazzo Ciano, la freddezza di Mussolini nei suoi confronti diventa ostilità, mentre si avvicina il momento delle leggi razziali.

L'anno 1938 è dedicato alla fuga dall'Italia. Il figlio Amedeo, con l'aiuto di Raffaele Mattioli, trova una sistemazione in Uruguay. Margherita, dopo aver portato al sicuro in Svizzera le lettere di Mussolini, si trasferisce in novembre a Parigi e l'anno seguente raggiunge il figlio a Montevideo. Evita così, nella disgrazia, la ben più grave sventura che colpirà la giovane Claretta Petacci, entrata al suo posto nella vita del Duce a partire dal 1936.

Rientrata a Roma nel 1947, morirà al Soldo il 30 ottobre 1961 lasciando nel suo ultimo libro Acqua passata le memorie della sua vita e dei suoi amici. La parola "fascismo" compare nel libro una sola volta.

 

Il testo è estratto dall'articolo Margherita Sarfatti e il "Novecento", di Paolo Colussi, in Rete nel sito Storia di Milano

 

 

 

 

 

 

Una sola umanità, una sola pace. Tante nazioni, infinite guerre

 

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