Italia 1943-1945 Documenti Le perdite militari e civili seguite all'otto settembre |

Uomini e ragazzi sulle montagne sopra Verbania
Una testimonianza
significativa del 1945
"Il 13 giugno ebbe
inizio il rastrellamento nella "Valgrande". Dopo qualche giorno Superti che era
il comandante della mia formazione, diede il "si salvi chi può"; noi
raggiungemmo la Bocchetta di Campo, e di qui ci sbandammo.
In nove ci siam rifugiati in Val di Pogallo. Qui siamo rimasti per quattro giorni senza
mangiare, riparandoci in qualche modo dalla pioggia. Otto di noi eran rimasti sulla
Bocchetta.
Il quinto giorno una pattuglia di nazisti passò sul sentiero che corre sopra la valle, ed
un tedesco sceso ad attraversare il fiume ci scoprì.
Ci condussero a Pogallo. Durante la strada il tedesco che ci aveva scoperti cadde nel
fiume e noi con molte fatiche lo ripescammo fuori.
A Pogallo un ufficiale tedesco ci diede da mangiare e da fumare e ci promise di lasciarci
in vita.
Il giorno successivo, alle ore 10, prepararono il plotone di esecuzione; io ero il primo e
mi fecero levare le scarpe e la camicia e 6 tedeschi armati di ta-pum puntarono
larma pronti a far fuoco; ma un fascista che conoscevo quando ero ancora borghese e
con cui ero stato molto amico, mi riconobbe e si lanciò contro di me abbracciandomi.
Così riuscì ad ottenere che mi salvassero la vita.
Alpino Ruffo Aldo"
Il tragico calcolo dei caduti e delle vittime seguite all'8 settembre
Giorgio Rochat ha provato a ricalcolare il totale degli italiani deceduti per cause belliche nel periodo 1940-1945. Il totale è di circa 444.000 vittime di cui 397.000 maschi e 47.000 donne più altri 40.000 che moriranno dopo il 1945. Per quanto riguarda il periodo 1943-1945 più specificatamente abbiamo i seguenti decessi :
circa 20.000 militari nei combattimenti dopo l'8 settembre;
13.400 militari prigionieri dei tedeschi nei mari greci;
circa 10.000 nelle guerriglie balcaniche;
40.000 circa come prigionieri in Germania;
orientativamente circa 10.000 morti come prigionieri degli Alleati;
3.000 nei reparti regolari dell'esercito del Sud;
40.000 tra partigiani, fucilati e deportati;
10.000 civili circa uccisi nelle rappresaglie;
7.300 circa ebrei;
16.000 tra i deportati politici in Germania;
40.000 vittime dei bombardamenti anglo-americani;
3.000 morti della RSI;
12.000 uccisi al momento della Liberazione;
Totale: 224.700 circa.