Una sola umanità, una sola pace. Tante nazioni, infinite guerre

"Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace"

Costituzione dell'UNESCO, 1947

 

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Galleria della propaganda di guerra

Presentazione della Galleria

 

 

Italia: 1915-1920 (1)

Italia: 1915-1920 (2)

L'Italia fascista: 1920-1945 L'Italia fascista e l'Africa Mussolini, Duce del fascismo Cartoline da Mussolini

Mussolini post mortem

Francia

Germania

Inghilterra

Stati Uniti

Russia/Unione Sovietica

 

Guerre e nazioni sono diverse, ma i temi della propaganda di guerra sono sempre gli stessi: i propri soldati sono eroi, i soldati nemici sono dei macellai. Da questo punto di vista la galleria di immagini può essere visitata in qualsiasi ordine. Seguendo la navigazione indicata al fondo di ogni pagina si seguirà anche il modo con cui la galleria è stata costruita nel tempo. In ogni caso si può scegliere dagli indici specifici di ogni nazione. Forse il visitatore della galleria vorrà vedere anche opere di artisti sulla guerra e contro la guerra.

 

Otto Dix, 1924, Assalto con i gas

 

Testi sulla propaganda di guerra

B. Ballardini La disinformazione

Pablo Picasso, 1937, Particolare di Guernica: il braccio del guerriero caduto, la spada spezzata e il fiore

 

 

Per non dimenticare il genocidio degli Armeni

 

Per non dimenticare una 'nostra' guerra recente

 

 Per non piangere soltanto

 

 

 

  Usate il motore di ricerca!

 


Colophon ad uso dei motori di ricerca. Questa galleria di immagini di propaganda della prima e della seconda guerra mondiale, della guerra civile spagnola, del regime fascista in Italia, del regime nazista in Germania, del comunismo in Unione Sovietica è stata avviata nell'agosto 2004. In rete sono disponibili moltissime immagini fotografiche della prima e della seconda guerra mondiale, della guerra civile spagnola, del regime fascista in Italia, del regime nazista in Germania, del comunismo in Unione Sovietica. Le immagini di guerra sono spesso terribili, e corrispondono perfettamente all'opinione che una immagine può valere più di un lungo discorso. Minerva ha fatto una scelta diversa. Anche le fotografie sono una interpretazione del reale, ma lo sono ancora di più gli infiniti materiali di propaganda di guerra prodotti dai governi dell'Italia, della Francia, dell'Inghilterra, degli Stati Uniti, dell'Unione Sovietica. Manifesti, poster, affiches, cartoline, persino francobolli sono diventati di volta in volta veicoli di propaganda. La propaganda di guerra ha prodotto una grande quantità di immagini della prima e della seconda guerra mondiale, della guerra civile spagnola, del regime fascista in Italia, del regime nazista in Germania, del comunismo in Unione Sovietica; sono immagini fatte circolare a livello di massa con i mezzi di comunicazione del tempo: manifesti, poster, affiches, cartoline, francobolli. Ciascuno di questi mezzi di comunicazione aveva un pubblico e intenzioni di propaganda specifici. Manifesti, poster, e affiches erano affissi in luoghi privilegiati dagli addetti alla propaganda di guerra. Cartoline e francobolli avevano una circolazione diversa, eppure significativa: le cartoline erano scelte dal pubblico, i francobolli erano imposti dai governi. La prima guerra mondiale, la seconda guerra mondiale, la guerra civile spagnola, il regime fascista in Italia, il regime nazista in Germania, il comunismo in Unione Sovietica non hanno soltanto portato i governi a premere sull'opione pubblica dei rispettivi Paesi, ma hanno ispirato l'opera di molti artisti. Spesso gli artisti si sono pronunciati contro la guerra e la violenza - come nel caso di Picasso e di Guernica. In altri casi sono giunti a celebrare la guerra per motivi patriottici, politici o filosofici. Una galleria di questa sezione di Minerva è dedicata alle immagini delle opere artistiche pro o contro la prima guerra mondiale, la seconda guerra mondiale, la guerra civile spagnola, il regime fascista in Italia, il regime nazista in Germania, il comunismo in Unione Sovietica.


 

Animazione di Rüdiger Appel