Theatrum Chemicum

Personae: Harold W. Kroto

 

 

Harold W. Kroto

n. 1939

Premio Nobel per la chimica 1996

con Robert F. Curl Jr.

e con Richard E. Smalley

Premio Nobel 1995    Premio Nobel 1997

 

Harold W. Kroto è stato uno dei 110 premi Nobel che hanno sottoscritto l'appello promosso da John Polanyi in difesa della pace e dell'ambiente. Nel punto centrale della dichiarazione dei 110 premi Nobel si legge: "La sola speranza per il futuro riposa nella collaborazione internazionale, legittimata dalla democrazia. È tempo di voltare le spalle alla ricerca unilaterale di sicurezza, in cui noi cerchiamo di rifugiarci dietro ai muri. Dobbiamo invece insistere nella ricerca dell'unità d'azione per contrastare sia il surriscaldamento del pianeta che un mondo armato".

 

  Harold W. Kroto, una scheda biografica

 

 

 

Harold W. Kroto nasce nel 1939 a Wisbech (Inghilterra) da una famiglia ebrea che era fuggita dalla Germania nel 1937. Frequenta la scuola di Bolton, dove è "attratto dagli odori e dagli scoppi che conferivano alla chimica un lieve ma carismatico elemento di pericolo oggi bandito dalle aule scolastiche". Incoraggiato da un insegnante di chimica, si iscrive all’Università di Sheffield, dove la sua vera passione, a parte il tennis, è l’arte: diviene art editor della rivista degli studenti, specializzato nella grafica delle copertine e delle locandine del giornale, e nel dipingere murales. Nel 1961 riesce tuttavia a laurearsi summa con laude in Chimica e nel 1964 a conseguire il dottorato con una tesi sulla spettroscopia dei radicali liberi prodotti dalla fotolisi a lampo.

Dopo un periodo come ricercatore presso il National Research Council canadese a Ottawa, dal 1964 al 1966, e un anno trascorso nei Laboratori Bell di Murray Hill, nel 1967 inizia la carriera accademica all’Università del Sussex, a Brighton, pensando che si sarebbe dato "cinque anni per provare a far ricerca e a insegnare, e se non ne veniva fuori niente di buono, si sarebbe riciclato nelle arti grafiche oppure si sarebbe occupato di divulgazione scientifica".

Ma nel 1970 aveva già fatto ricerche con la spettroscopia elettronica sui radicali liberi in fase gassosa, e stava passando alla spettroscopia Raman della fase liquida. Nel 1974, avendo finalmente ottenuto il tanto sospirato spettrometro a microonde, lo inaugura per studiare una molecola di HC5N (che ha messo Kroto sulla strada del C60). Studi radioastronomici e di laboratorio su lunghe molecole lineari di carbonio portano alla sorprendente scoperta che esse esistono nello spazio interstellare e anche nell’atmosfera di alcune stelle "fredde". Ciò conduce Kroto agli esperimenti (presso la Rice University) che simulano le reazioni chimiche nell’atmosfera delle stelle giganti rosse, i quali nel 1985 svelano per caso l’esistenza del C60.

Il C60 è l’elegante molecola a forma di pallone di calcio, battezzata Buckminsterfullerene in omaggio all’architetto americano che aveva inventato le cupole geodetiche che la molecola sembra replicare, sebbene su scala microscopica.

Con la scoperta del C60, Kroto ripone nel cassetto il sogno di creare uno studio specializzato nella grafica scientifica (alla quale si era dedicato da semi-professionista per anni). Decide invece di indagare i possibili risvolti del concetto di C60 e di sfruttarne le applicazioni in chimica di sintesi e nelle applicazioni della scienza dei materiali. Nel 1991 la Royal Society gli conferisce una cattedra di ricerca che gli consente di dedicarsi interamente a questi studi.

Nel 1995, con il produttore della BBC Patrick Reams, crea il Vega Science Trust, per produrre filmati scientifici di qualità tale da essere adatti alla programmazione televisiva. L’anno successivo è nominato cavaliere e riceve il premio Nobel per la Chimica insieme a Robert F. Curl  e a Richard E. Smalley.

Harold W. Kroto ha ricevuto numerose lauree honoris causa da università britanniche e straniere, e diversi premi e riconoscimenti fra i quali il Premio internazionale per i Nuovi materiali della American Physical Society (1992), il Premio Italgas per l’innovazione in Chimica (1992), la Longstaff Medal della Royal Society of Chemistry (1993) e il Premio Faraday per la divulgazione scientifica della Royal Society.

Scheda biografica tratta dal sito Hypothesis

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