Zinin, Nikolaj Nikolajevic

 

 

 

 

(Susa, Transcaucasia [oggi Azerbaijan] 25.12.1812 - San Pietroburgo 18.2.1880) Chimico organico russo. Si laureò in chimica presso l’Università di Kazan' (1836) con una tesi sull’affinità chimica, lavorando quindi (1837-40) presso il laboratorio di  J. von Liebig a Giessen e dedicandosi alla chimica organica. Conseguì il dottorato di ricerca presso l’Università di San Pietroburgo con una tesi basata sul lavoro da lui svolto a Giessen. Tra il 1841 e il 1847 fu professore di chimica tecnica presso l’Università di Kazan' e, tra il 1848 e il 1874, professore di chimica presso l’Accademia di medicina e chirurgia di San Pietroburgo. Nel 1858 fu eletto membro straordinario dell’Accademia delle Scienze di questa città e presso la stessa accademia lavorò per qualche anno dopo la sua nomina a membro ordinario (1865). Fu il primo presidente (1868-78) della Società russa di chimica. L’opera chimica di Zinin riguardò principalmente le reazioni di ossidazione e di riduzione di composti aromatici. Nella sua tesi di dottorato trattò il modo di ottenere il benzoino per condensazione del benzaldeide, e il benzile per ossidazione del benzoino. Nel primo periodo (tra il 1840 e il 1848) della sua attività elaborò un metodo generale per ottenere ammine aromatiche per riduzione di nitrocomposti con acido solfidrico o solfuro d’ammonio. Poté in tal modo descrivere la riduzione del nitrobenzene ad anilina, che sintetizzò per la prima volta (1842, una delle grandi scoperte nella storia della chimica), e dell’a-nitronaftalene nel corrispondente amminonaftalene. Con lo stesso metodo ottenne inoltre per la prima volta l’a-naftilammina (1842), la m-fenilendiammina (1843) e la m-naftilendiammina (1844). Nel 1845, per riduzione dell’azobenzene, scoprì la benzidina e studiò per primo le trasformazioni di azocomposti in idrazocomposti. Studiò i derivati del radicale allilico e gli esteri allilici degli acidi organici (1855), e ridusse il benzile (1860) a benzoino e deossibenzoino. Ottenne anche l’idrobenzoino dalla benzaldeide, dimostrando come l’ossidazione di questa restituisse benzoino e benzile (1863). Scoprì inoltre (1873) il lepidene, o tetrafenilfurano, e da questo i tre isomeri di ossilepidene e diossilepidene, avanzando le conoscenze relative alla serie del furani. La sua scoperta della reazione per ottenere numerosi amminoderivati si rivelò di notevole importanza per la produzione dell’anilina nell’industria dei coloranti sintetici, in sostituzione del vecchio metodo di estrazione dell’anilina dal catrame di carbon fossile. Da segnalare infine i suoi risultati relativi all’allile, del quale sintetizzò per primo l’alcol, gli esteri e vari acidi organici. Nel corso della guerra di Crimea Zinin studiò anche l’uso della nitroglicerina come esplosivo. Zinin fu il fondatore di un’intera scuola di chimici russi: tra questi,  A.P. Borodin, A.M. Butlerov e N.N. Beketov.

 

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