Mendeleev, Dmitrij Ivanovic

 

 

 

(Tobol'sk 7.2.1834 - San Pietroburgo 2.2.1907) Chimico russo. Chimico tra i più eminenti della seconda metà del XIX secolo, compì numerose ricerche sulle costanti fisiche dei composti (volume specifico, coefficienti di dilatazione, ecc.). Studiò l’isomorfismo e la compressione. Il suo nome è legato in modo perenne alla storia della chimica per la sua classificazione periodica degli elementi.

Nel 1869 M. svolse un complesso di considerazioni dal quale risultò una classificazione degli elementi che viene designata con il nome "Sistema periodico degli elementi". Infatti egli poté notare la periodicità di comportamento chimico, la variazione graduale delle proprietà con il crescere del peso atomico dei vari elementi, così che gli fu possibile disporli secondo gruppi e periodi.

Egli lasciò poi vuoti alcuni posti nella sua tabella, prevedendo non solo l’esistenza di elementi non ancora noti, ma anche le proprietà chimiche e fisiche.

Nell’anno successivo il chimico tedesco = J.L. Meyer espose idee quasi identiche a quelle di M. e dette una tabella del sistema periodico, tuttavia meno completa di quella di M. Infatti dall’esame della sua classificazione periodica egli dedusse che i caratteri fisici e chimici di un elemento sono determinati dal posto che esso occupa nella tabella e si possono dedurre da quelli dei quattro elementi che lo circondano. Con la scoperta dello scandio, del gallio e del germanio questa ipotesi ebbe una probante conferma sperimentale. Una lacuna, non prevista da M., è data dal gruppo zero dei gas nobili, ognuno dei quali conclude un periodo. Non essendo capaci di combinarsi con altri elementi, presentano valenza zero e si collocano razionalmente prima del gruppo I o dopo il gruppo VII. Tale loro peculiarità aveva impedito a M. di prevederne l’esistenza e le proprietà. Altro fatto non prevedibile erano le proprietà degli elementi radioattivi, a elevato peso atomico, scoperti dopo molti anni.

L’enunciazione del sistema periodico, nonostante la forma datagli da M. fosse necessariamente incompleta, fu una delle massime scoperte nel campo della chimica. Le deviazioni che vi furono in seguito riscontrate derivano dal fatto che la variabile indipendente, da cui dipendono le posizioni degli elementi e le loro proprietà, non è il peso atomico, come riteneva M., ma il numero atomico (numero di protoni o elettroni contenuto in un atomo). Questo è il numero d’ordine che l’elemento occupa nel sistema periodico. Può venire determinato in modo del tutto indipendente ("legge di Moseley"). Le scoperte successive sulla struttura dell’atomo e dei suoi componenti hanno dato al sistema periodico una importanza sempre più grande e profonda. M. fu insegnante di chimica all’Università di San Pietroburgo (dopo il 1856). Oltre agli studi precedentemente menzionati, studiò i giacimenti di carbon fossile del Donez ed elaborò una teoria degli idrati. Scrisse Principi di Chimica (1868-69), opera che nelle sue varie edizioni

 

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