Gerhard, Charles Frédéric

 

 

 

(Strasburgo 21.8.1816 - Parigi 19.8.1856) Chimico francese. Il padre ne voleva fare un collaboratore della sua industria chimica e lo inviò prima a Karlsruhe dove studiò chimica e poi a Lipsia dove si dedicò a studi commerciali. Qui conobbe Otto Linné Erdmann (1804-69), che lo incoraggiò allo studio della chimica; nel 1835 pubblicò nel "Journal für praktische Chemie", fondato dallo stesso Erdmann, una memoria sulle formule dei silicati naturali che gli creò molte simpatie tra i chimici tedeschi, tra i quali pare vi fosse = J. von Liebig. Infatti poco dopo si recò nel laboratorio di Giessen, dove si trattenne sei mesi. Qui egli tradusse un volume di Liebig di introduzione allo studio della chimica, che pubblicò a Parigi (Introduction à l’étude de la chimie, Mathias, 1837) che per il giovane chimico alsaziano costituiva una specie di mecca delle scienza. Fu accolto nel laboratorio di = J.B.A. Dumas (1838) e ne seguì anche l’insegnamento. Nel 1839 pubblicò una memoria sull’ellerina e subito dopo un’altra sulla costituzione dei sali organici e i loro rapporti con i sali ammoniacali; in quest’ultimo scritto egli subisce l’influenza di Dumas e discute la densità di vapore, le reazioni di nucleo e di copula. In collaborazione con Cahours pubblicò una memoria sull’Essenza di cumino e da solo le Ricerche sulla qualificazione chimica delle sostanze organiche. Ricordiamo le sue ricerche sul cumene, sulla clinolina, sull’acetamilide, sulle anidridi organiche, ecc. Nel 1853-56 pubblicò un Trattato di chimica organica nel quale introdusse i concetti di "serie omologhe" e di "gruppi funzionali". È stato uno dei chimici più eminenti della prima metà del XIX secolo, che ha legato per sempre il suo nome alla storia della chimica con la creazione del primo sistema originale di classificazione di composti organici fondato sul concetto di "radicale" e di "tipo chimico" e sulla "sostituzione". La sua teoria dei tipi, ripresa da J.B.A. Dumas, consisteva nel supporre che tutte le molecole organiche appartenessero a una tra le poche famiglie, e tipi, di composti. La teoria di G. giocò un ruolo rilevante, con l’idea di "radicali", nel portare ordine, seppur nei suoi limiti nello spiegare le reazioni della chimica organica e della chimica del tempo. Non va poi taciuto un limite della sua concezione della chimica organica laddove indicava la necessità di una forza vitale per la sintesi dei composti organici. Sarà successivamente smentito dai risultati delle sintesi di = P.-E.-M. Berthelot dell’acetilene da idrogeno e carbonio. Un suo grande merito fu l’avere ripreso, dopo vent’anni di abbandono, la teoria atomistica che era stata discreditata da insuccessi nelle verifiche sperimentali.

 

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