Frankland, Edward

 

 

(Catteral, Churchtown, Lancashire 18.1.1825 - Golaa, Gudbrandsdalen, Norvegia 9.8.1899) Chimico inglese. Iniziò la carriera come apprendista farmacista a Lancaster (1840-45). Nel 1845 fu ingaggiato presso il laboratorio di Lyon Playfair (1818-1898), presso il Museo statale di geologia economica di Londra. A Londra Frankland incontrò il chimico organico tedesco Adolf Wilhelm Hermann Kolbe (1818-1884), inviato in Inghilterra da = R.W. von Bunsen come consulente del suo governo nelle ricerche sull’esplosione dei gas nelle miniere di carbone. Fu proprio Kolbe a istruire Frankland nelle tecniche di analisi chimica dei gas e, nel 1847, Frankland seguì Kolbe per entrare per breve tempo a Marburgo nel laboratorio di von Bunsen. Tra il 1847 e il 1848 insegnò presso il Queenwood College, la scuola quacchera dello Hampshire, già colonia socialista del riformatore sociale inglese Robert Owen (1771-1858). Qui ebbe tra i suoi colleghi il fisico J. Tyndall, con il quale instaurò un rapporto di duratura amicizia. Tra il 1848 e il 1849 fu presso l’Università di Giessen nel laboratorio di = J. von Liebig. Tornato in Inghilterra, fu dapprima professore di chimica presso il Civil Engineering College di Putney, Londra (1850-51), quindi a Manchester (1850-57). Tornato a Londra, insegnò chimica presso l’Ospedale Saint Bartholomew e presso la Royal Institution. Nel 1865 succedette infine ad = A.W. von Hofmann, alla cattedra di chimica presso il Royal College of Chemistry, cattedra che tenne fino al 1885. Tra il 1871 e il 1873 Frankland fu presidente della London Chemical Society ed ebbe una parte importante nella fondazione del Royal Institute of Chemistry, che qualificava alla professione di chimico, e del quale fu il primo presidente. Morì in Norvegia, nel corso di una vacanza.

Frankland diede fondamentali contributi in ogni ramo della chimica, dalla chimica fisica, alla biochimica, alla chimica industriale. Iniziò la sua carriera come chimico organico. Tra essi va innanzi tutto menzionata la scoperta dei composti metallorganici, dando origine alla branca della chimica che, progredita attraverso l’opera di chimici come lo stesso Bunsen, Charles Friedel (1832-99), Albert Ladenburg (1842-1911), = F.S. Kipping, = F.A.V. Grignard e Charles August Kraus (1875-1967) e che nel XX secolo avrebbe dato origine (tra l’altro) all’industria dei composti del silicio. Nel 1847 Frankland, in collaborazione con Kolbe, era riuscito nella sintesi dell’acido propionico dal cianuro di etile. Entrambi, indipendentemente tentarono di isolare i radicali alchilici dagli acidi. Il contributo di Frankland alla definizione del concetto di valenza venne proprio indotto in maniera accidentale da queste sue ricerche. Nonostante i numerosi tentativi, Frankland registrò solo un apparente, parziale successo facendo reagire lo zinco con ioduri alchilici. Tra i sottoprodotti di queste reazioni, Frankland individuò (1850) un composto altamente reattivo, infiammabile al contatto dell’aria, lo zincodimetile Zn(CH3)2, che costituì anche il primo composto metallorganico individuato nella storia della chimica. Frankland proseguì le ricerche cercando di preparare composti analoghi con lo stagno e il boro, ma dovette constatare che tali composti (che lui aveva considerato come radicali liberi) possedevano differenti poteri di combinazione rispetto al metallo libero. Ne dedusse che la combinazione del gruppo alchilico con il metallo influenzava il potere di combinazione di quest’ultimo. Così, lo stagnodietile Sn(C2H5)2 era in grado di formare un solo ossido, mentre lo stagno di per sé era in grado di formare almeno due ossidi differenti. Anche se non arrivò a definire perfettamente il concetto di valenza, nel 1852 Frankland presentò alla Royal Society di Londra un lavoro teorico, nel quale esaminava le analogie tra chimica organica e chimica inorganica, osservando come in entrambe le classi di composti gli elementi possedessero "poteri di combinazione" costanti. Dopo le ricerche di A.F. Williamson sull’eterificazione e quelle di = F. Kekulè von Stradonitz sui composti del carbonio, il concetto di valenza finì per imporsi (intorno al 1865) in tutta la chimica. A ciò Frankland dette un ulteriore contributo, sia formulando esplicitamente (1866) l’idea di "legame chimico", sia con la redazione delle Lecture Notes for Students (Embracing Mineral and Organic Chemistry) (Londra, 1866, 2" ed. 2 voll.: Inorganic Chemistry, 1870; Organic Chemistry, 1872, 18813, 19014), opera nella quale adottò le formule di struttura suggerite da = A.C. Brown, facilitando notevolmente la nascita della teoria della struttura che avrebbe radicalmente trasformato la chimica del XIX secolo. Frankland inoltre comprese appieno l’importanza della possibilità di influire sulla lunghezza delle catene dei composti organici di serie omologhe attraverso i composti metallorganici. In queste ricerche poté anche contare sul decisivo apporto del chimico dilettante Baldwin F. Duppa (1828-1873), brillante sperimentatore nonostante la tubercolosi che ne minava la salute. Un altro notevole contributo dell’opera di Frankland venne dal suo interesse per le questioni tecniche connesse al carbone e al gas di carbone e, in generale, per le tecniche di combustione e illuminazione. Nel 1861, nel corso di una permanenza sulla cima del monte Bianco insieme a Tyndall, Frankland notò come le candele accese dessero una luce molto più flebile rispetto a quella osservata a valle, anche se la velocità di combustione dello stoppino restava costante. Questa osservazione lo condusse all’analisi sperimentale dell’effetto della pressione nei fenomeni di combustione, che gli permise di dimostrare sperimentalmente come le variazioni di pressione inducessero importanti modificazioni nel potere di illuminazione delle fiamme. Frankland, che si dilettava anche di astronomia, contribuì inoltre alla scoperta delle righe spettrali dell’elio nella luce solare, da parte di = J.N. Lockyer, righe che peraltro Frankland non ritenne appartenere al nuovo elemento. Da rilevare anche il lavoro che, in collaborazione con = A.F. Fick e = J. Wislicenus, condusse Frankland alla confutazione dell’ipotesi di von Liebig dell’ossidazione di tessuti azotati come fonte primaria dell’energia muscolare. Per provare tale confutazione, Fick e Wislicenus salirono (1866) il monte Faulhorn (in Svizzera), dopo essersi sottoposti a una dieta libera da proteine, misurando il contenuto di azoto nelle loro urine al ritorno, e deducendo dal mancato aumento del contenuto stesso che la fonte primaria dell’energia muscolare doveva in realtà essere costituita dall’ossidazione di composti non azotati. Frankland confermò nello stesso anno i loro dati con misure basate sul potere calorifico di carboidrati e grassi. Da rilevare infine che Frankland, in collaborazione con Henry Edward Armstrong (1848-1937) sviluppò un metodo di analisi dell’acqua potabile (1867). Il metodo fu applicato nella sua redazione dei Reports of the Rivers Pollution Commission (1868) (6 voll., Londra, 1870-74) e nella sua opera Water Analysis for Sanitary Purposes (Londra, 1880, 1890).

o Experimental Researches in Pure, Applied and Physical Chemistry, Londra, 1877; How to Teach Chemistry; Hints to Science Teachers and Students, Londra-Filadelfia, 1875.

 

 

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