Cleve, Per Teodor

 

 

 

(Stoccolma 10.2.1849 - Uppsala 18.6.1905) Mineralogista, chimico, biologo e oceanografo svedese. Studiò inizialmente chimica e botanica presso l’Università di Uppsala, nonché mineralogia sotto la guida di C.G. Mosander. Assistente presso l’Istituto di mineralogia di Uppsala dal 1860, conseguì il dottorato di ricerca in mineralogia nel 1863, con una tesi sull’analisi chimica dei minerali. Tra il 1866 e il 1867 viaggiò in Inghilterra, Francia, Italia e Svizzera. Nel 1868 fu nominato assistente di chimica presso l’Università di Uppsala e professore di chimica presso l’Istituto tecnologico di Stoccolma. Qui rimase fino al 1874, quando gli fu assegnata la cattedra di chimica generale e agraria dell’Università di Uppsala. Tra il 1900 e il 1905 fu presidente del comitato per l’assegnazione del premio Nobel per la chimica dell’Accademia svedese delle scienze.

Le ricerche di C. riguardarono inizialmente l’ammoniaca e i suoi composti, in particolare i composti metallici complessi. C. si interessò quindi all’analisi dei metalli delle terre rare, come l’itterbio, l’erbio, il lantanio e ciò che allora era noto come "didimio". Preparò numerosi composti di tali metalli, individuando importanti conferme della predizione di = D.I. Mendeleev che li riteneva composti trivalenti. Sospettò (1874) la non elementarità del didimio, confermata (1885) dalle successive indagini di = C. Auer von Welsbach, che ne separò il neodimio e il praseodimio. Nel 1879 riuscì a isolare una quantità di scandio (scoperto in quell’anno da Lars Frederick Nilson, 1840-99), tale da consentire la determinazione del relativo peso atomico. Nello stesso anno le sue ricerche sulle terre rare videro la scoperta di due nuovi elementi, l’olmio e il tullio, nonché un importante studio sul samario, scoperto proprio in quell’anno da Paul-Émile Le Coq de Boisbaudran. Le ricerche di C. si diressero con successo anche verso la chimica organica, in particolare verso la chimica del naftalene, con la scoperta di 6 dei 10 possibili dicloruri relativi. Scoprì inoltre gli acidi amminosulfonici, per qualche tempo detti acidi di C. Negli ultimi 15 anni della sua carriera, C. tornò a occuparsi di biologia, dedicando due monografie alle alghe svedesi, divenendo con il tempo un’autorità internazionalmente riconosciuta in materia. Ideò anche un metodo di datazione dei depositi nelle stratificazioni delle glaciazioni più recenti, basato sulla flora di tipo "diatomea" rilevabile in essi. I suoi studi in materia lo condussero all’ipotesi di caratterizzare le correnti oceaniche attraverso il plancton da esse trasportato. La sua monografia in merito, The Seasonal Distribution of Atlantic Plankton in Organisms divenne uno dei testi di base della moderna oceanografia.

 

Ritorna alla home page
Ritorna a Introduzione alla storia della chimica
Ritorna a rubrica minibiografie