Cannizzaro, Stanislao

 

 

 

(Palermo 13.7.1826 - Roma 10.5.1910) Chimico. Riceverà la sua formazione chimica a Pisa dove insieme a = R. Piria suo maestro, = C. Bertagnini e S. De Luca costituirà il primo nucleo di una futura scuola nazionale di chimica. Condannato a morte per aver partecipato ai moti siciliani del 1848, Cannizzaro fugge a Parigi. Tornato in Italia, dal 1851 al 1855 fu insegnante di chimica nel Collegio nazionale di Alessandria. Si occupa della sintesi della metilcianammide. Nel 1853 porterà a termine la sua celebre ricerca sulla dismutazione della aldeide benzoica successivamente detta reazione di Cannizzaro Sarà lo stesso Cannizzaro a chiarire che si trattava di una reazione di ossidoriduzione in cui l’aldeide benzoica per metà si ossidava ad acido benzoico e per metà si riduceva ad alcol benzilico. Quest’ultima sostanza era il primo alcol scoperto della categoria dei composti aromatici. Cannizzaro applica successivamente questa reazione ad altre aldeidi, con la conseguente scoperta dei corrispondenti alcoli: amidico, toluico e cuminico. Nel 1855 diventa titolare della cattedra di chimica all’Università di Genova. È di questo periodo (1856-60) la pubblicazione dell’opera Sunto di un corso di filosofia chimica (1858) in cui Cannizzaro sviluppa le sue idee sulla costituzione dei corpi, sulla loro struttura e proprietà alla luce della teoria atomica. Nel Sunto scritto sotto forma di lettera all’amico De Luca, al fine di limitarne l’importanza riducendo l’impatto negativo sul suo maestro (di dichiarata tendenza positivistica – che allora sembrava in contraddizione con l’esistenza di atomi e molecole – e sostenitore delle teorie dei radicali e dei tipi), è contenuta la cosiddetta "legge degli atomi" secondo la quale "le varie quantità dello stesso elemento contenute in diverse molecole sono tutte multiple intere di una medesima quantità la quale entrando sempre intera, deve a ragione chiamarsi atomo". Nel Sunto è anche contenuto un contributo alla teoria delle valenze: in esso Cannizzaro arriva a proporre un avanzamento decisivo di questo concetto, ammettendo la polivalenza e la valenza variabile degli elementi. Sempre nel Sunto indica i metodi per la determinazione dei pesi atomici di molti elementi, metodi che furono utilizzati successivamente per la classificazione periodica degli elementi da = J.L. Meyer e da = D.I. Mendeleev.

Ciò che ha reso celebre Cannizzaro, e che lo fece considerare uno dei più grandi chimici del XIX secolo, è stata la base teorico-sperimentale da lui posta per il sistema atomico moderno, alla quale giunse partendo dall’ipotesi di = A. Avogadro e applicandola alla determinazione dei pesi molecolari. Nel 1858 aveva svolto le sue idee sulla chimica atomistica nel suo Sunto di un corso di filosofia chimica, idee in seguito esposte a Karlsruhe (1860), in un intervento il cui testo fu pubblicato da = R. Anschütz (1929) in un’opera dedicata a = F.A. Kekulé von Stradonitz. In tale congresso Cannizzaro spiegò come le anomalie riscontrate allora nell’applicazione della legge di Avogadro fossero soltanto apparenti contraddizioni alla legge stessa, dovute ai fenomeni di dissociazione termica, ciò che valse a far sì che la legge stessa, a lungo avversata, venisse alfine riconosciuta vera e universalmente accettata. Cannizzaro dettò il metodo più generale e più esatto per la determinazione del peso atomico degli elementi, basandosi sulla considerazione che, in un composto, un elemento ne farà parte anche con un solo atomo ma non meno di un atomo, poiché questo è indivisibile (almeno con i comuni mezzi chimici all’epoca conosciuti). La determinazione del peso atomico di un elemento si riduce a calcolare la più piccola quantità che di quell’elemento si trova nella molecola dei suoi composti. Cannizzaro riuscì a determinare l’esatto peso atomico di 21 elementi. Il metodo proposto da Cannizzaro per la determinazione dei pesi atomici consentì di scrivere con precisione le formule chimiche e di esprimere in chimica calcoli precisi e attendibili. L’opera di Cannizzaro è stata un contributo fondamentale e irrinunciabile per lo sviluppo della chimica. Nel ritorno da Karlsruhe, Cannizzaro fece, in carrozza, un certo tratto di strada con Mendeleev e = A. Werner, i quali presero spunto, in seguito, dalle idee di Cannizzaro per la loro classificazione degli elementi.

Nel 1870 assieme a = F. Selmi, = E. Paternò e altri Cannizzaro decide di fondare una rivista periodica interamente dedicata alla chimica: la "Gazzetta Chimica Italiana", di cui sarà direttore. Dalla sua scuola uscirono scienziati di grande valore fra cui = G. Ciamician e A. Miolati. Verrà da Cannizzaro la proposta di chiamare ossidrile il gruppo –OH del quale lo stesso Cannizzaro distinguerà il comportamento negli ossidrili alcolico, fenolico e acido. Cannizzaro si occupò anche della xantoserina di cui determinerà la formula di struttura. Fu senatore e uomo politico e svolse un’intensa attività politica e parlamentare. Sarà inoltre promotore della ricerca scientifica e dell’istruzione pubblica e tenace difensore della laicità dello Stato.

 

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