Cailletet, Louis Paul

 

 

 

(Châtillon-sur-Seine 21.9.1832 - Parigi 5.1.1913) Industriale, ingegnere minerario e fisico francese. Si occupò di metallurgia presso le fornaci della Costa d’Oro per l’industria paterna. Attivo anche nella ricerca scientifica, studiò numerose questioni relative alle proprietà fisiche e chimiche del ferro. Come molti prima di lui, iniziò esperimenti per ottenere la liquefazione dei gas sottoponendoli ad alte pressioni. Per il suo primo tentativo scelse l’acetilene (C2H2), perché era stato suggerito che a temperatura ambiente fosse sufficiente una pressione di circa 60 atmosfere per trasformarla in liquido. Prima che si raggiungesse questa pressione, si verificarono delle perdite e, nel momento in cui avveniva l’incidente, C. notò la formazione di una nebbiolina. Egli pensò immediatamente che la diminuzione di pressione aveva provocato un improvviso raffreddamento dell’acetilene e che egli quindi aveva assistito alla temporanea liquefazione di un gas. C. aveva così individuato una nuova tecnica per la liquefazione dei gas. Affrontò allora il problema considerato il più importante in quel campo: la liquefazione dei gas atmosferici. Cominciò con l’ossigeno (la cui liquefazione non era riuscita a = M. Faraday) perché esso poteva essere preparato abbastanza facilmente allo stato puro. Compresse il gas fino a 300 atmosfere e a –29 °C, e constatò che, al diminuire improvviso della pressione, si formava una nebbia di goccioline di condensazione (2.12.1877). La relazione di C. era stata appena letta davanti all’Accademia (24.12.1877) che essa ricevette l’annuncio che due giorni prima aveva ricevuto un telegramma da un fisico ginevrino, = R. Pictet, che annunciava di aver a sua volta liquefatto l’ossigeno. Pictet, a differenza di C., si era avvicinato alla liquefazione dell’ossigeno con una serie di stadi successivi, corrispondenti ciascuno alla liquefazione di un gas diverso, secondo un procedimento divenuto poi noto con il nome di "cascata". Il metodo di C. è da considerarsi del tutto inefficiente come metodo per la liquefazione dei gas. Esso fu a lungo considerato una curiosità storica, fino a quando, nel 1932, Francis Eugene Simon (1893-1956) lo rimise in uso dimostrando che nel caso specifico dell’elio esso poteva risultare semplice e conveniente. Più tardi, all’École Normale di Parigi, C. portò allo stato liquido l’idrogeno, l’azoto e l’aria, fino ad allora ritenuti non liquefacibili. Si disse allora che C. era l’uomo che "per la prima volta aveva portato l’atmosfera allo stato liquido". Fece ricerche sulla comprimibilità dei gas soggetti ad alta pressione costruendo nel 1882 una pompa capace di ottenere e mantenere pressioni di varie centinaia di atmosfere. La pompa di C. ispirò in seguito molti ricercatori fra i quali, nel 1891, = J. Dewar. C. si interessò anche di aeronautica, ideando uno strumento per la misurazione dell’altitudine di un aeroplano.

 Mendelssohn K., The Quest for Absolute Zero, 1966 (trad. it. Sulla via dello zero assoluto, 1966).

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