Bunsen, Robert Wilhelm von

 

 

 

(Gottinga 30.3.1811 - Heidelberg 16.8.1899) Chimico e fisico tedesco. Fu professore di chimica a Cassel (ove successe a = F. W÷hler), a Marburgo (1838) e dopo un breve periodo a Breslavia pass˛ a Heidelberg (dal 1852). Fu uno dei pi¨ eminenti chimici del XIX secolo e ha lasciato numerose, fondamentali e innovatrici ricerche, effettuate in diverse branche della chimica. Uomo di rara modestia – eguagliata forse solo dalla sua proverbiale distrazione – non assurse a caposcuola come = J. von Liebig e altri maestri. Scoprý l’ossido di cacodile e studi˛ molti derivati organici arsenicali che all’epoca confermarono le rivoluzionarie teorie chimiche proposte da = A.L. Lavoisier e da = J.J. Berzelius. Con = H.E. Roscoe, suo allievo, compý importanti ricerche, nell’ambito della fotochimica, che = F.W. Ostwald definý classiche, cercando di stabilire con misure (su miscugli di cloro e idrogeno) l’intensitÓ dell’azione chimica di vari tipi di luce. Sviluppando le idee di = J. von Fraunhofer, Bunsen e = G.R. Kirchhoff, grazie all’idea di quest’ultimo di utilizzare il prisma e al fatto che gli elementi resi incandescenti emettono radiazioni caratteristiche, inventarono lo spettroscopio, strumento di vastissima applicazione e che consentý di stabilire, tra l’altro, la costituzione chimica dell’atmosfera, ma anche quella delle stelle e del Sole. Problemi che sembravano, allora, insolubili. Era nata l’astrofisica. Per mezzo dell’analisi spettrale (da lui resa, insieme a Kirchhoff, uno dei mezzi di riconoscimento pi¨ sensibili degli elementi chimici) Bunsen scoprý il cesio (1850) e il rubidio (1861) nelle acque madri delle sorgenti salate di DŘrkheim. Il rubidio metallico fu isolato nello stesso anno da Bunsen elettrolizzando il cloruro di rubidio fuso. Bunsen fu abilissimo sperimentatore: ide˛ molti apparecchi e metodi sperimentali pratici che permisero a lui, e a quanti lo seguirono nella ricerca scientifica, di perfezionarne la tecnica: ricordiamo, tra gli altri, il becco di Bunsen, lampada da laboratorio, per l’analisi a secco o per riscaldare soluzioni o per calcinare; un aspiratore, a caduta d’acqua; un calorimetro a ghiaccio e uno a vapore; un fotometro e una fibra che prese il suo nome.

 

Zn + H2SO4 + 2HNO3 --Ó ZnSO4 + 2H2O + 2NO2.

 

La forza elettromotrice Ŕ di 1,9-2 V.

 

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