Avogadro, Amedeo

 

 

 

(Torino 9.8.1776 - ivi 9.7.1856) Fisico e chimico italiano. Nel 1795 si laurea in giurisprudenza e l’anno successivo consegue il titolo di dottore in diritto ecclesiastico. In seguito seguirà la sua vocazione per gli studi riguardanti la scienze fisiche e matematiche e frequenterà i corsi tenuti dal fisico Vassalli-Eandi. Nel 1809 verrà chiamato a insegnare al Regio Collegio di Vercelli "filosofia positiva", ossia fisica e matematica. Sarà titolare della prima cattedra di fisica sublime (fisica matematica) nell’Università di Torino, cattedra che in seguito verrà abolita per motivi politici. Fu ripristinata nel 1832 e affidata a = A.L. Cauchy per venire poi restituita ad Avogadro solo nel 1834. Ricoprirà numerosi incarichi pubblici e introdurrà in Piemonte il sistema metrico decimale in qualità di presidente della commissione pesi e misure; farà anche parte del consiglio superiore di istruzione. Avogadro si occupò inizialmente di polarizzazione nei dielettrici anticipando, seppure in modo incerto, il concetto di campo successivamente sviluppato dal fisico inglese = M. Faraday. Agli inizi dell’Ottocento Avogadro contribuisce allo studio delle proprietà acido-base delle sostanze, formulando una nuova concezione elettrochimica della acidità e della basicità ritenute proprietà antagoniste e relative. Ogni sostanza poteva fungere da acido o base rispetto a un’altra sostanza posta al di sopra o al di sotto della scala elettrochimica degli elementi e delle sostanze. Queste idee saranno adottate successivamente da = J.J. Berzelius nella formulazione della teoria dualista. Nel 1811 nacque l’ipotesi di Avogadro dalle sue considerazioni teoriche in seguito alle enunciazioni, nel 1808, della legge delle combinazioni gassose di = L.J. Gay-Lussac. Nel 1811 e nel 1814 pubblicò due famose memorie sul "Journal de physique" di Jean-Claude de Lamétherie (1743-1817). La prima porta il titolo Essai d’une manière de déterminer les masses relatives des molécules élémentaires des corps, et les proportions selon lesquelles elles entrent dans ces combinaisons; la seconda il titolo: Mémoire sur les masses relatives des corps simples, ou densités presumées de leurs gaz. In esse Avogadro formulò i criteri di distinzione fra atomi e molecole ed enunciò la sua ipotesi che costituisce uno dei principali fondamenti della chimica: "Volumi uguali di gas nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione contengono un eguale numero di molecole". Se ne deduce subito che lo stesso rapporto in peso che corre tra volumi uguali di gas diversi, nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione, corre pure tra i pesi delle molecole. La legge quindi offre un mezzo semplice e sicuro per determinare il peso molecolare (detto anche massa molecolare) dei gas e delle sostanze che possono essere trasformate in vapore senza decomporsi. Questa ipotesi fu, tuttavia, molto avversata dai suoi contemporanei, ma venne pienamente accettata dal 1860, quando comincerà a essere considerata come l’ipotesi unificante di una estesa mole di risultati sperimentali. Il merito va riconosciuto a = S. Cannizzaro che la pose alla base del suo ragionamento di determinazione di pesi atomici, da lui presentato al congresso di Karlsruhe, svoltosi nello stesso anno. Successivamente Avogadro eseguì altre originali esperienze di tipo elettrochimico sui metalli e pubblicò numerose importanti ricerche sui calori specifici. Il nome di Avogadro rimane indissolubilmente legato alle due memorie del 1811 e del 1814, che, per quanto in esse esposto, lo rendono uno dei pilastri fondamentali della chimica.

Ritorna alla home page
Ritorna a Introduzione alla storia della chimica
Ritorna a rubrica minibiografie