Auer von Welsbach, Karl

 

 

 

(Vienna 1.9.1858 - Treibach 4.8.1929) Chimico e inventore austriaco. Studiò chimica presso il Politecnico di Vienna e all’Università di Heidelberg, laureandosi nel 1882. Qui, sotto la guida di  R.W. Bunsen, si interessò alla chimica delle terre rare. Nel 1885 confermò la congettura di  P.T. Cleve, che fin dal 1874 aveva sospettato che l’"elemento" allora noto come "didimio" (isolato nel 1841 dal medico e chimico svedese Carl Gustaf Mosander, 1797-1858) fosse in realtà una miscela di due elementi. Ricorrendo proprio alle tecniche spettroscopiche introdotte da Bunsen, Auer von Welsbach dimostrò la compresenza nel didimio di due elementi di numero atomico consecutivo: rispettivamente, il praseodimio (dal greco  "porro", dal colore verde chiaro della linea spettroscopica più importante, simbolo Pr, di numero atomico 59) e il neodimio (dal greco  "nuovo" e  "gemello", simbolo Nd, di numero atomico 60). Dimostrò inoltre che il nitrato di cerio, aggiunto a un’intelaiatura di asbesto impregnato di nitrato di torio dava luogo a uno strato di ricoprimento in grado di emettere una forte luminosità da incandescenza per riscaldamento da fiamma gassosa. Con esso Auer von Welsbach realizzò una reticella avvolgifiamma che, circondando una fiamma poco luminosa (come quella prodotta da un bruciatore Bunsen), era in grado di emettere per riscaldamento un’intensa luce bianca. Questa invenzione, brevettata nel 1885, fece di Auer von Welsbach il fondatore dei processi industriali delle terre rare, in seguito all’utilizzazione delle sue reticelle per l’illuminazione pubblica a gas. Le ricerche di Auer von Welsbach registrarono un nuovo grande successo quando, contemporaneamente e indipendentemente da G. Urbain, scoprì (1905) l’elemento di numero atomico 71, che chiamò "cassiopeio" (in seguito detto invece "lutezio", dal nome a esso dato da Urbain), isolandolo dalle terre di cerio, ittrio e lantanio. Ad Auer von Welsbach si deve inoltre l’invenzione (1903) delle moderne pietrine per accendini, generalmente realizzate con il Mischmetall ("miscuglio metallico") di sua invenzione. Il miscuglio piroforo contiene il 50% di cerio, il 25% di lantanio, il 15% di neodimio e il 10% di altre terre rare e di ferro. Per sfregamento, il miscuglio emette scintille metalliche ad alta temperatura, in grado di incendiare i gas idrocarburici. Il Mischmetall (detto anche metallo di Auer von Welsbach) viene utilizzato anche come deossidante nei tubi a vuoto e come agente legante del magnesio per le leghe. L’invenzione di maggior portata di Auer von Welsbach rimane comunque quella del filamento metallico per lampadine a sostituire il fragile filamento di carbone di  T.A. Edison. Auer von Welsbach realizzò il filamento in osmio (1904) e successivamente in osmio e tungsteno (o wolframio, osram), segnando in tal modo un nuovo decisivo progresso nella tecnologia per illuminazione.

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