Herman Kolbe


Gottinga, 27 settembre 1818 - Lipsia, 25 novembre 1884

Chimico tedesco. Studiò chimica con F. Wöhler (1838), dal 1842 al 1847 fu assistente di  R.W. von Bunsen a Marburgo e di Lyon Playfair (1819-1898) a Londra. Ritornato a Marburgo, dal 1847 al 1851 fu redattore dell’Handwörterbuch der Chemie (Dizionario di chimica) di Liebig-Poggendorff-Wöhler (a Braunschweig), dal 1851 al 1865 successe a Bunsen nella cattedra di Marburgo e dal 1865 alla morte fu professore all’Università di Lipsia, dove lasciò un laboratorio attivo. La sua produzione sperimentale è notevole, pur essendosi indirizzata esclusivamente alla chimica organica; ma non è facile scindere, in queste ricerche, ciò che è relativo alla parte teorica dal suo contributo sperimentale, tanto l’una è legata all’altro. Ricordiamo le sue ricerche sulla sintesi degli idrocarburi per elettrolisi dei sali alcalini degli acidi grassi (1847), sulla costituzione del cacodile e derivati (1849), la sintesi dell’acido salicilico e di altri ossiacidi aromatici per azione dell’anidride carbonica sui fenati alcalini (1859), sintesi che doveva acquistare importanza per la preparazione industriale dell’acido salicilico. Egli contribuì a chiarire la natura chimica degli alcoli, chetoni e acidi grassi (1848), ecc. Ebbe una grande abilità sperimentale e modificò anche l’apparecchiatura di laboratorio: fu uno dei primi a usare il condensatore a riflusso (1847). Contribuì inoltre allo sviluppo della teoria della valenza. Come J. von Liebig e Wöhler esplicò anche una grande attività come insegnante e divulgatore della chimica. Oltre a esserne redattore, collaborò al Dizionario di Liebig-Poggendorff-Wölher, compilò la parte di chimica organica del Trattato di Graham-Otto e scrisse un ampio Lehrbuch der organischen Chemie, due piccoli volumi, uno di chimica organica e l’altro di chimica inorganica (1877-83), e un quadro storico della chimica teorica (Die Entwieklungs Geschichte der theoretischen Chemie, Lipsia, 1881), dove reclama per sé il merito di avere ammesso la tetravalenza del carbonio. Dal 1870 al 1884 diresse il «Journal für praktische Chemie». Fra i numerosi allievi di K. ricordiamo Teodoro Curtius, Wladimiro Markonikoff (1838-1904), Ernesto von Meyer (1847-1916) che divenne suo genero, Rodolfo Schimitt (1830-1898). Ebbe per collaboratore Frankland.
Se il contributo di Wöhler alla trattazione dei problemi teorici della chimica è quasi offuscato dalla personalità di Liebig, quello di K. si mostra in tutta la sua luce, come frutto di un’intelligenza indipendente e di uno spirito critico molto accentuato. Probabilmente gli nocque un’eccessiva asprezza di modi e di linguaggio, di cui sono testimonianza le sue dure polemiche contro l’introduzione delle formule strutturali o l’intransigente adesione a una personale teoria dei tipi ( J.B.A. Dumas,  A. Laurent e  G.F. Gerhardt) ormai superata.