Usi specifici



Malattie cardiovascolari

Molto studi testimoniano che l'Aspirina può essere impiegata, con eccellenti risultati, nella prevenzione e nella cura di malattie cardiovascolari. E' il caso, per esempio, della trombosi, tecnicamente definita dai medici come cardiopatia ischemica, e dell'arteriosclerosi. Secondo gli studi effettuati, pare che la cura possa essere applicata ai pazienti affetti da diabete, maggiormente esposti a disturbi cardiovascolari. La terapia, a basso dosaggio, a base di acido acetilsalicilico, quello utilizzato per la produzione dell'Aspirina, è adottata per la prevenzione primaria e secondaria di tutte le malattie cardiovascolari e viene utilizzata anche per i soggetti diabetici. Gli effetti collaterali di questo tipo di terapia sono dipendenti dalle dosi con cui il farmaco viene assunto.
Nelle persone che hanno già avuto un infarto, oppure una ischemia cerebrale, l'acido acetilsalicilico è il farmaco che per primo ha dimostrato di ridurre notevolmente il rischio di ricadute: nella prevenzione secondaria di queste malattie una dose compresa tra 200 e 300 milligrammi di acido acetilsalicilico, equivalente a quella contenuta nell'aspirina pediatrica, rappresenta attualmente il trattamento più utilizzato in tutti i Paesi occidentali.
Anche nella cura dell'infarto acuto e nel trattamento post-chirurgico dei pazienti sottoposti a interventi cardiaci o vascolari l'impiego del farmaco è certamente utile. Nel 1988 lo studio inglese ISI-2 ha confermato che, indipendentemente da altri interventi farmacologici, l'aspirina somministrata ai primi segnali dell'infarto ne riduce la mortalità del 23%. L'acido acetilsalicilico dunque viene impiegato attualmente nelle Unità Coronariche di tutto il mondo come uno dei farmaci di prima scelta nel trattamento dell'infarto acuto.
Tuttora discussa invece è l'utilità dell'acido acetilsalicilico come prevenzione primaria dell'infarto. Per chiarire questo problema una grande sperimentazione è stata condotta negli Stati Uniti alla fine degli anni '80: lo studio, noto come PSH, Physicians' Health Study, ha coinvolto oltre 22.000 medici americani per un periodo di 5 anni. Al termine della sperimentazione il numero di infarti è stato significativamente minore nel gruppo di coloro che avevano assunto ogni due giorni una dose di 325 milligrammi di acido acetilsalicilico: qualche perplessità, però, è stata suscitata dal fatto che la mortalità complessiva non appariva influenzata dall'uso del farmaco. Attualmente numerosi studi sono in corso in tutto il mondo, e anche in Italia, per verificare definitivamente l'efficacia dell'acido acetilsalicilico nella protezione delle coronarie e del cuore dal primo episodio di infarto e nello stesso tempo per dare indicazioni precise sulle dosi utili, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione delle ischemie cerebrali.

Cura per i diabetici

La terapia a base di Aspirina è indicata per i soggetti diabetici con almeno una delle seguenti caratteristiche: anamnesi familiare positiva, abitudine al fumo di sigaretta, ipertensione, obesità, albuminuria e tasso di colesterolo alto.
 La terapia è invece sconsigliata ai diabetici di età inferiore ai 30 anni e nei soggetti con ipersensibilità all'acido acetilsalicilico e tendenza ad emorragie.
Ancora più recentemente è stata indagata l'azione protettiva dell'acido acetilsalicilico nei confronti della retinopatia diabetica: i primi risultati sono incoraggianti. Altri studi, che vanno considerati come preliminari e che hanno bisogno di ulteriori conferme, ne dimostrerebbero l'utilità nella prevenzione della pre-eclampsia, una della patologie più diffuse in gravidanza, e in quella dei tumori del colon.

Cura contro i tumori

Nel 1996 lo scienziato spagnolo Joan Clária Enrich ha accertato che una speciale azione dell'ASA potrebbe ridurre il rischio d'insorgenza di alcuni tumori.
Per la sua scoperta gli è stato assegnato, alla fine di novembre del 1996, il premio Aspirina per la ricerca. E gli studi continuano.