XVIII SEC: IL REVERENDO E. STONE

La vera storia dell’aspirina avrebbe avuto inizio nel XVIII secolo grazie alle fortuite associazioni mentali di un pastore della contea di Oxford.

Un giorno, passeggiando in un bosco, il reverendo Edward Stone, esperto botanico, assaggiò, per caso, un pezzetto di corteccia di un salice. Trovandola particolarmente amara richiamò nella sua mente l’amaro sapore della cinchona, pianta dalla quale veniva estratto il chinino, conosciutissimo anti-malarico, importata dal Perù.

Il reverendo, esperto anche di questioni mediche, iniziò a pensare che la scorza di salice poteva essere utile per combattere le febbri malariche, pur essendo stupito del fatto che, paradossalmente, questo albero crescesse proprio nelle regioni più umide e insalubri.

Il 2 giugno 1763, Edward Stone lesse una relazione alla riunione della Royal Society di Londra, in cui venivano presentati i successi ottenuti, nella lotta alle febbri malariche, con il decotto di scorza di salice su 50 soggetti febbricitanti. Nella sua ricerca intitolata: "Sulla corteccia di salice nella cura delle febbri malariche" avviò sulla scena terapeutica i salicilati e quindi l’aspirina.

Il decotto di corteccia di salice tanto esaltato da questo ecclesiastico di Chipping Norton nell’Oxfordshire agiva effettivamente nelle febbri malariche. Poco importava se l’azione antifebbrile non era associata a quella anti-malarica effettiva del chinino.

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