Storia della Cartografia

Alessandro Bagioli


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Tolomeo

L'approccio di Claudio Tolomeo (ca. 100 - ca. 170 d.C.) alla geografia e alla cartografia fu squisitamente scientifico. Ottenne ciò attraverso una delle sue maggiori opere la Geographike Syntaxis, che lui stesso definì "una guida geografica alla costruzione di mappe". Si tratta della sua opera espressamente dedicata a ciò che oggi intendiamo con i termini di "geografia" e di "cartografia". Nei secoli successivi l'opera venne indicata semplicemente con Geographia, e talvolta, in maniera impropria, con Cosmographia. Di essa fa parte il primo atlante generale del mondo che sia sopravvissuto. Nella parte testuale dell'opera sono indicati gli obblighi del costruttore di mappe e la natura del materiale con cui egli ha a che fare. Questo trattato rimase l'opera geografica teoretica di riferimento per tutta l'età medioevale, venendo soppiantato solo durante il secolo XVI. La geodesia moderna ancora oggi è basata su alcuni postulati contenuti in quest'opera.

Naturalmente, nessun manoscritto originale dell'opera ci è pervenuto. Disponiamo soltanto di alcune copie eseguite durante il secolo XI, presumibilmente da monaci dell'Impero bizantino. Queste copie appaiono costituite di otto "libri".
Per sua stessa definizione, Tolomeo indica chiaramente che l'essenza della scienza geografica si riassume nella "costruzione di mappe" per cui, in conclusione, per lui "geografia" è sinonimo di "cartografia". Consacra il proprio approccio scientifico a questa disciplina affermando la necessità del suo studio tramite l'utilizzo della matematica.
 

Ricostruzione della proiezione conica di Tolomeo
 

Per evitare, o quanto meno ridurre gli errori che si avevano nelle proiezioni cartografiche di Marino, Tolomeo proponeva quella che oggi viene detta la proiezione conica. Questa consisteva (secondo la personale interpretazione di Tolomeo, si veda la figura sopra) nel proiettare i punti della sfera rappresentativa terrestre su una superficie conica il cui asse coincideva con l'asse terrestre, e che doveva essere secante alla superficie terrestre stessa, intersecandola in corrispondenza dei paralleli di Rodi e di Thule (Islanda) (evidentemente Tolomeo prendeva con ciò in considerazione solo l'estensione del mondo abitato).

Per rappresentare poi la parte conosciuta dell'emisfero sud ricorre a un artificio grafico (piuttosto discutibile nella sua arbitrarietà): considera un parallelo a sud dell'equatore (Equinoctialis) e distante da esso quanto la località nordica di Meroe dista dall'equatore stesso. Un aspetto sconcertante della metodologia cartografica di Tolomeo è dato dal fatto che malgrado le critiche che egli rivolse a Marino e malgrado l'enunciazione della sua proiezione conica,
egli si limitò ad usare la stessa soltanto per la sua prima carta generale del mondo, mentre per le rimanenti ventisei carte regionali, fece uso della proiezione di Marino.
Non sappiamo se quest’opera originale di Tolomeo sia stata da lui corredata di carte geografiche, da lui stesso redatte o sotto la sua direzione. In essa sono contenute semplicemente delle indicazioni operative nella realizzazione di carte. In seguito, nel periodo tardo bizantino vennero prodotti dei manoscritti conosciuti come la Geographia di Tolomeo, alcuni dei quali contengono carte geografiche. Grosso modo, questi manoscritti sono stati suddivisi dagli studiosi in due versioni . La Versione A, che contiene 26 carte geografiche regionali, incluse negli otto libri del Geographia, e la Versione B, che contiene 64 carte regionali, anche queste distribuite lungo tutto il testo.

A parte queste mappe, i manoscritti sono accompagnati da due tipi di carta universale del mondo conosciuto ai tempi di Tolomeo, un tipo su un foglio singolo e un altro tipo su quattro fogli. Di questi manoscritti bizantini del Geographia, undici della versione A e cinque della versione B hanno mappe. Alcuni manoscritti, privi di mappe, contengono però riferimenti a mappe di accompagnamento.
Gli studiosi hanno a lungo dibattuto se gli originali, di cui queste mappe bizantine erano copia, furono fatti da Tolomeo stesso o da qualcun altro.  Se furono fatti da Tolomeo e se davvero le mappe di entrambe le versioni possono essere ascritte a lui, allora quale è la versione precedente tra la A e la B?.

Mappa del mondo secondo Tolomeo. La mappa è attribuita ad Agatodemo (sec. XIII)


Dei dubbi circa la possibilità di ascriverli a Tolomeo sono stati avanzati per il fatto che in alcuni manoscritti le mappe del mondo a foglio singolo portano il nome di Agatodemo, che si presume abbia disegnato le mappe seguendo le istruzioni degli otto libri di Tolomeo, malgrado la proiezione usata sia diversa da quelle trattate da Tolomeo. Vi sono anche ulteriori problemi: chi redasse le mappe del mondo in quattro fogli e quella su foglio singolo? E infine, è Tolomeo l’autore dei testi del Geographia così come ci sono pervenuti ?

Il Geographia dei manoscritti bizantini, e non abbiamo testi precedenti dell’opera, consiste di otto libri. Il Libro I contiene critiche a Marino di Tiro, istruzioni per la costruzione di mappe e proposte per due proiezioni, una semplice e una complessa. Le coordinate sono date in gradi rispetto a un meridiano di riferimento passante per le Isole Fortunate (le Canarie). Il Libro II incomincia con una introduzione sulla valutazione dei dati, preparativi per il disegno, come e in quale ordine marcare i confini, e come usare le tabelle associate. Seguono tabelle di località abitate con latitudini e longitudini in gradi di città, estuari, sorgenti, monti, promontori, ecc. Tutto ciò occupa la maggior parte del Libro II e i successivi fino a parte del Libro VII. Le ultime tre sezioni del Libro VII sono un complemento al Libro I, e danno ulteriori istruzioni circa ciò che ogni mappa dovrebbe mostrare. Il Libro VIII contiene alcune ulteriori istruzioni e, nella versione A, 26 mappe, ciascuna ripiegata a metà e recante sul retro una iscrizione della regione illustrata, dei suoi confini e una lista delle città principali. Le coordinate di queste città sono date non in gradi ma in tempo. La longitudine è espressa in ore e minuti rispetto al meridiano di Alessandria (1 ora = 15º, 1 minuto = 15’), mentre la latitudine è espressa in termini di durata del giorno più lungo (al solstizio estivo).

I dubbi sulla possibilità che questi manoscritti riflettano l’opera originale di Tolomeo, sono stati sollevati a più riprese da frequenti contraddizioni riscontrate, per esempio, dall’inclusione di materiale che non poteva essere conosciuto ai tempi di Tolomeo e da contraddizioni tra i testi e le carte geografiche. Secondo alcuni, Tolomeo fu responsabile solo di alcune parti dei manoscritti. Il Libro I e le istruzioni generali del Libro II sono certamente opera di Tolomeo. Anche le annotazioni sui confini di ogni mappa erano sue. Tutto questo faceva parte certamente dell’originale Geographia. E’ anche possibile che Tolomeo abbia scritto i capitoli 3-28 del Libro VIII. Ma ciò deve essere stato molto tempo prima che il Geographia fosse redatto, perché le coordinate di longitudine sono date in gradi e non in tempo. La lista delle principali città può essere stata intesa ad uso degli studenti del Sintaxis (Almagesto) di Tolomeo, il suo manuale astronomico fondamentale. Ma anche in questa opera, le coordinate sono date in gradi. Sembra quindi probabile che la lista sia stata compilata da qualche predecessore di Tolomeo, forse da Serapione Anticherios, che visse 200 anni prima di Tolomeo e che compose una lista del genere.

Qualche autore successivo a Tolomeo può aver messo assieme gli otto libri del Geographia così come ci sono giunti, traendo dati dall’originale, aggiungendo una lista di punti di riferimento, facendo in modo da dare all’insieme una forte verosimiglianza con l’originale. E’ significativo il fatto che nessuno dei contemporanei di Tolomeo, né alcuno dei secoli immediatamente successivi, faccia menzione di un Geographia in otto libri. In tutti gli elenchi delle opere di Tolomeo non c’è alcun riferimento a un Geographia. Nemmeno nel “Suida”, un dizionario di autori antichi con la lista delle loro opere del secolo X. Quando il Geographia viene menzionato da qualche autore è soltanto per riferimento al materiale polemico contenuto nel Libro I. Agatodemo dice che lui basò la sua carta geografica sugli otto libri del Geographia, ma noi non sappiamo quando egli visse. Questo dei manoscritti è un problema serio da risolvere.

Il monaco bizantino Maximos Planudes (1260 - 1310) fu un collezionista di manoscritti classici. Dopo molte vicissitudini, riuscì ad acquistare un manoscritto del Geographia che attualmente si trova nella Biblioteca Vaticana (Vaticano, Greco, 177). Come lui riferisce, il manoscritto non conteneva mappe, ma soltanto le osservazioni che Agatodemo lasciò su come aveva realizzato la sua mappa del mondo. Maximos Planudes era così soddisfatto di questo ritrovamento da celebrarlo in esametri. Con altri versi egli ci informa di come si decise a realizzare lui stesso una mappa. Ciò fece un gran rumore tanto che l’Imperatore Andronico III espresse il desiderio di avere per sé una copia del Geographia con le mappe. Athanasios, patriarca di Alessandria, che si trovava allora a Costantinopoli, fece eseguire una copia per l’imperatore e Planudes celebrò ancora l’evento con altri esametri.

Planudes ci dice che le sue mappe erano basate esclusivamente sui testi degli otto libri di Tolomeo. Un manoscritto del Geographia è preservato a tutt’oggi nel monastero di Vatopedi sul Monte Athos. Sfortunatamente è stato semidistrutto dai monaci che non disdegnavano di vendere pagine sciolte ai collezionisti, per cui la mappa del mondo è andata a finire al British Museum, e due o tre altre mappe si trovano ora a Leningrado. Studiosi che hanno confrontato il manoscritto di Vatopedi con lettere di mano di Planudes, ritengono che il manoscritto stesso sia stato opera sua, ma esso è incompleto. Probabilmente si tratta di una seconda copia che egli fece per qualcun altro. Planudes dice che riteneva necessario fare una mappa lunga 17 piedi. Altre copie, come quella del manoscritto Vaticano, sono approssimativamente di questa dimensione. Ma siccome il manoscritto originale di Planudes con le sue mappe non è stato ancora trovato, non possiamo dire niente di definitivo circa le mappe originali della Versione A.

Un altro studioso di epoca bizantina che si interessò al Geographia di Tolomeo fu Nikephoras Gregoras (1295 - 1359) che aggiunse diverse note o commenti, generalmente sui margini) al Geographia. A lui è attribuita anche la mappa del mondo su quattro fogli che si trova in alcuni manoscritti, principalmente nella Versione B.
 


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