Storia della Cartografia

Alessandro Bagioli


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Eratostene, Cratete e Posidonio

Eratostene (276 - 195 a.C.), pietra miliare nella storia della cartografia, suggerì che un certo numero di linee fossero tracciate parallelamente a una di riferimento, ma non distanziate regolarmente. Era stato nominato all’incarico di direttore della Biblioteca di Alessandria, che probabilmente era dotata di poche carte geografiche ma di molte mappe catastali. Strabone dal quale sono derivate la maggior parte delle notizie su Eratostene, si riferisce in maniera piuttosto confusa alla carta di Eratostene. Non chiarisce se la carta venne effettivamente redatta da Eratostene o semplicemente arguita dalla lettura delle di lui opere.
 

Ricostruzione della carta di Eratostene

E' certo che le conquiste di Alessandro Magno permisero alla comunità scientifica greca di progredire enormemente, anche sulle conoscenze geografiche, specialmente per le regioni asiatiche, e quindi anche Eratostene poté beneficiare di esse.
E' abbastanza curioso il fatto che Eratostene sia stato considerato con scarsa stima dai suoi contemporanei. Gli studiosi moderni invece lo ritengono il "padre della geografia scientifica". Certamente il più grande dei meriti che gli vengono ascritti è quello che si rifà alla straordinaria precisione della sua misura della circonferenza terrestre .
Dopo aver risolto il problema fondamentale della dimensione della Terra, Eratostene passò a considerare la dimensione di quello che ancora ai suoi tempi era considerato il mondo abitato. Occorre subito dire che queste dimensioni furono, a cominciare da Eratostene, grandemente esagerate (era inevitabile) e tali rimasero, con successivi aggiustamenti, fino a buona parte del secolo XVIII. Allora, i dimensionamenti del mondo abitato di Eratostene furono: in longitudine, dalle Colonne d'Ercole all'India 70.000 stadi e in latitudine, dalla Terra delle Spezie (Somalia-Etiopia) all'isola di Thule (Islanda?) all'incirca 38.000 stadi. (Per avere un'idea dell'errore nel dimensionamento longitudinale di Eratostene, si tenga presente che, prendendo come riferimento il parallelo di Rodi, 70.000 stadi corrispondono a circa 140º di longitudine, cioè a un'estensione da Gibilterra alla Corea).
Ci sembra ozioso soffermarci sulle ancora numerose convinzioni geografiche erronee di cui Eratostene non riuscì a liberarsi. E' degna di nota, invece, la spiegazione geograficamente razionale che egli fornì per primo delle inondazioni annuali del Nilo (le precipitazioni copiose che si avevano all'inizio della stagione estiva nelle regioni di origine del fiume).



Ricostruzione del globo di Cratete

Questa illustrazione mostra una ricostruzione moderna del globo che si dice essere stato costruito a Pergamo da Cratete di Mallos (210 - 150 a.C.). Le dimensioni che Eratostene aveva attribuito all'ecumene e alla superficie sferica della Terra davano origine a un problema: come era possibile che l'intero mondo abitato fosse concentrato in una così piccola zona, praticamente un solo suo quadrante? Ciò non era in accordo con i criteri tipicamente greci di equilibrata simmetria.
Cratete pensò di dare una soluzione al problema ipotizzando l'esistenza di tre "altri continenti".
(Macrobio dice che nel 168 a.C. Cratete aveva visitato a Roma la Cloaca Massima, ed essendosi rotto una gamba durante la visita, durante la convalescenza aveva tenuto delle conferenze che avevano suscitato una grande impressione sull'uditorio).

Le ipotesi di Cratete sui nuovi continenti ebbero una vasta eco anche presso i successori. Cicerone le riprese nel Somnium Scipionis (Il sogno di Scipione). In seguito, Macrobio nel suo commento al Somnium Scipionis, nel 390 d.C. circa, amplificò le teorie di Cratete che finirono per trovare ampio credito nel Medioevo.



La carta di Posidonio nella ricostruzione di Petrus Bertius

Questa illustrazione mostra una ricostruzione, eseguita da Petrus Bertius (Pieter Bert) nel 1630, del mondo così come era concepito dal filosofo greco Posidonio, vissuto dal 135 al 51 a.C. Questa ricostruzione di Bertius venne pubblicata nell' Antiqua Geographia. Come si vede, la Terra aveva una forma lenticolare. E' noto che Posidonio occupa un posto importante nella storia della cartografia.

Ma è altrettanto noto che in genere si ritiene che egli abbia avuto un'influenza nefasta sullo sviluppo delle conoscenze geografiche, perché Tolomeo si era basato sulla misura (molto erronea) della circonferenza terrestre eseguita da Posidonio, anziché su quella molto precisa di Eratostene.
Sembra dunque che anche Tolomeo abbia partecipato a quell'attitudine di disistima nei confronti di Eratostene di cui abbiamo detto in precedenza.

Agli studiosi del Rinascimento quindi arrivò (1) la dimensione terrestre (erronea) di Tolomeo e (2) l'esagerata estensione del complesso Europa-Asia (sempre di Tolomeo), con tutte le conseguenze che conosciamo.

Posidonio era nato nella località siriana di Apamea. Dopo aver viaggiato a lungo nel Mediterraneo, si stabilì a Rodi, dove aprì una scuola. Molte delle notizie che disponiamo su Posidonio derivano dagli illustri visitatori di questa scuola (tra questi il generale romano Pompeo il Grande e Cicerone).
A Rodi Posidonio realizzò anche la costruzione di un planetario, quale strumento didattico per le sue lezioni (Cicerone annota "il planetario costruito recentemente dal nostro amico Posidonio, che ad ogni rivoluzione riproduce fedelmente i moti che hanno luogo nel cielo").
Criticò la usuale suddivisione (risalente a Parmenide ed Aristotele) della superficie terrestre in cinque zone climatiche, suddivisione basata fino ad allora su criteri climatici. Sostenne invece che si dovevano introdurre termini astronomici, quali i circoli tropici e i circoli polari.
Marino di Tiro e Tolomeo dunque, basandosi sulla misura della circonferenza terrestre di 180.000 stadi, trasmisero alla posterità la erronea nozione della estensione del mondo abitato (dalle Colonne d'Ercole all'India) per una metà dell'intera circonferenza terrestre.

 


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