IL RE SCORBUTICO DELLA SCIENZA

Una mela, Saturno e leggi universali di Newton

 

  

 

 

 

 

Se vi ricordate dell’anno 1642 avete preso due piccioni con una fava; in quell’anno muore Galileo Galilei e nasce Isaac Newton. E’ una data storica per la scienza: se il primo è il fondatore della scienza moderna, il secondo può esserne considerato il re per l’importanza delle sue leggi, che ne costituiscono l’ossatura.

 

Che Newton è un genio non ci sono dubbi, lo si vede sin dalla sua infanzia. Di origine umile, viene cresciuto dai nonni in campagna, dove dà prova di una straordinaria abilità nel costruire giocattoli meccanici, meridiane e altri aggeggi strani; è un ragazzino sveglio, peccato destinarlo ai lavori della fattoria. Newton viene così mandato all’università, anche se con 3-4 anni di ritardo. Quello studente schivo e trasandato dimostra ben presto una capacità d’apprendimento fuori dal comune, soprattutto nelle materie scientifiche. Avete presente quei ragazzini geniali da film americano che a sedici anni sfidano i cervelloni della NASA via Internet? Beh, Newton era ancora meglio. In un paio d’anni impara tutta la matematica nota a quei tempi e diventa più bravo del suo professore Barrow. E’ un super-studente, e per lui si prospetta una veloce, ma ordinaria, carriera accademica. 

 

Se non che, nel 1665, accade un fatto imprevisto. Una violentissima epidemia di peste colpisce le città dell’Inghilterra, e costringe gli abitanti a rifugiarsi nelle più sicure campagne. Le università chiudono, e Newton si ritira nella sua fattoria dove rimane completamente isolato per due anni. Lui, il suo genio e le sue galline. Voi cosa fareste se vi capitasse improvvisamente di avere due anni di vacanza? Sicuramente non quello che fece Newton: mettersi a studiare! Il nostro eroe è ben contento di questa solitudine, lo aiuta a concentrarsi meglio. Anzi approfitta di questa assoluta libertà per dedicarsi a ciò che più gli interessa, senza la seccatura di professori che gli dicono cosa e come studiare, o che lo annoiano con argomenti che conosce già da mesi.

 

 

 

Isaac Newton (1642-1727), in un ritratto del 1689

 

Durante questi due anni di intenso lavoro Newton pone le basi per le sue successive, importantissime scoperte. Innanzitutto la forza di gravità, pilastro della fisica moderna. La leggenda dice che ebbe l’illuminazione vedendo cadere una mela dall’albero: <<Cos’è>> si chiede, <<che fa cadere la mela verso il basso invece che verso l’alto?>>. Newton ci studia sopra e capisce che quello stesso tipo di forza fa muovere i pianeti intorno al sole. L’orbita di Saturno segue quindi le stesse leggi che regolano la caduta di un mela! Ecco dove sta la grandezza di Newton: con la teoria della gravitazione aveva formulato delle leggi universali, valide cioè per la terra così come per il cosmo. Si tratterà della più grande rivoluzione da quando la scienza era stata fondata, la fisica terrestre di Galileo era stata unificata con quella celeste di Keplero.[1] Adesso tutto l’universo, dalla mela fino a Saturno, poteva essere studiato grazie ai pochi, semplici principi espressi nelle sue leggi.

 

Passata la peste Newton ritorna nella sua università. A soli 27 anni diventa professore di matematica al posto di Barrow. Quando presenta la prima parte del suo “Principia”, il libro in cui sono contenute le sue rivoluzionarie scoperte, viene acclamato come un genio. La sua fama varca i confini dell’Inghilterra, e in pochi anni diventa la più importante personalità scientifica in Europa. E’ un mito vivente della scienza, paragonabile a un Einstein del nostro secolo.

 

 

 

Isaac Newton in un ritratto del 1702

 

Newton da parte sua è più che consapevole di essere il migliore, e non si può dire che non lo faccia pesare. Diventa presto tanto famoso per i suoi meriti scientifici quanto per il suo brutto carattere: è arrogante e tirannico, smisuratamente orgoglioso delle sue scoperte e soprattutto non accetta nessuna critica. Se aggiungete tutto questo a una natura già di suo poco amabile, avrete un’idea di com’era fatto il re della scienza. Nessuno stupore quindi se Newton non aveva amici né affetti femminili: uno il cui servitore racconta di avere visto ridere una volta sola nella vita! Dopo un esaurimento nervoso che lo tormenta in vecchiaia la sua personalità già nevrotica peggiora; il grande scienziato si fa ancora più solitario, paranoico e pieno di complessi di persecuzione. 

 

 

 

Newton, sovrano della scienza inglese

 

I suoi funerali, nel 1727, sono comunque quelli di un re. Newton sarà stato anche antipatico, ma rimane uno dei migliori scienziati che l’umanità abbia mai conosciuto, e questa sua superiorità glielo riconosceranno tutti, perfino i suoi avversari. Ancora oggi in tutto il mondo milioni di studenti -voi compresi- studiano le leggi del re della scienza, identiche a come lui stesso le formulò, in perfetta solitudine, più di tre secoli fa in una sperduta fattoria della campagna inglese.

 

 

 

Newton, uomo del mito, in una rappresentazione di William Blake (1757-1827), grande poeta e pittore inglese

 

 

 

[1] Vedi “La musica divina dei pianeti”.