NOMI E COGNOMI PER PIANTE DISORDINATE

Linneo e il grande catalogo della Natura

 

  

 

 

 

 

Se al ritorno da scuola trovate la stanza messa sottosopra da vostra madre, che con voce innocente vi dice: <<Ma io ho solo cercato di mettere un poco in ordine...>>, trattenete per un attimo l’istinto di urlarle cose poco graziose. Ognuno ha un diverso modo di tenere in ordine, e non sempre questi modi vanno d’accordo tra di loro. Lo so, è proprio quello che dovrebbe capire vostra madre, ma c’è di peggio. Un tempo questi diversi modi di mettere in ordine -in quel caso non era la vostra stanza, ma addirittura la Natura- causavano problemi ben più gravi che non ritrovare un CD o un paio di calze. 

 

L’enorme varietà delle specie presenti in Natura è stata sempre fonte di confusione per gli studiosi. Aristotele fu il primo che tentò una classificazione sistematica delle specie viventi, seguito in età romana da Plinio il Vecchio e successivamente dai famosi erbari e bestiari medievali. Questi erano una specie di enciclopedie in cui erano elencate centinaia di animali o piante conosciute, con il loro nome e una breve descrizione delle loro caratteristiche. I criteri con cui erano ordinati questi enormi cataloghi -quando erano ordinati!- erano però differenti da libro a libro. Alcuni animali erano raggruppati in base alla zona di provenienza, altri in base al loro aspetto esteriore, altri ancora erano divisi secondo l’elemento in cui vivevano: animali marini, terrestri o uccelli. Lo stesso valeva per le piante, che per lo più erano suddivise secondo il loro uso: purgative, sonnifere, velenose e così via. E le piante che a piccole dosi avevano proprietà purgative ma a dosi più elevate diventavano velenose? E quelle che non avevano nessuna di queste caratteristiche? C’era una gran confusione, e come se non bastasse ogni studioso metteva a piante e animali dei nomi diversi! Ognuno aveva un suo ordine, proprio come nel caso tuo e di tua madre. Ma mentre nella tua stanza ci devi stare solo tu, quegli studiosi avevano la necessità di scambiarsi informazioni. Per esempio sulle piante medicinali: se per caso un erborista capiva male e al posto di una pianta buona prendeva una pianta velenosa? Chiedetelo a quel povero malato se l’ordine non era importante!

 

Nel ‘500 e ‘600 le cose si complicarono ancora di più a causa della scoperta dei minuscoli animaletti microscopici che abitavano nell’acqua[1] e soprattutto delle nuove specie trovate durante i viaggi di esplorazione nel Nuovo Mondo.[2] Queste vennero aggiunte a quelle già esistenti nei trattati medievali, dando origine a una macedonia spaventosa. C’era un bisogno disperato di un nuovo sistema di classificazione che fosse diretto e semplice, allo stesso tempo valido per tutte le specie, e in cui i nomi non fossero dati a casaccio ma seguissero delle regole ben precise. Un sistema semplice, universale e rigoroso: un’impresa mica da poco!

 

 

 

Carl von Linné (1707-1778) durante una delle sue escursioni naturalistiche

 

Così, quando nel 1735 un naturalista svedese di nome Linneo offrì la soluzione nel suo celebre libro “Systema Naturae”, tutti tirarono un sospiro di sollievo. L’idea di Linneo era semplice ma efficace: assegnare a ciascun tipo di pianta o animale due nomi, e solo due, con cui indicare le caratteristiche della specie e i rapporti di “parentela”. Una sorta di nome e cognome, insomma. Il primo nome (il “cognome”) indicava il genere, cioè la “famiglia” di appartenenza; il secondo (il “nome”) indicava la specie, cioè quel particolare tipo di animale. Come lingua scelse giustamente il latino, l’unica conosciuta da tutti gli uomini di scienza (un po’ come l’inglese di oggi).

 

 

 

 

L'opera fondamentale di Linneo

 

“Quercus ilex” diventa così il nome del leccio, albero molto simile alla quercia (“Quercus robur”). Il cavallo è “Equus caballus”, mentre il suo parente stretto l’asino viene chiamato “Equus asinus”. Stesso cognome -cioè stesso genere- però specie diverse. Linneo introdusse poi una scala di categorie con cui classificare tutti gli animali conosciuti: oltre alla specie e al genere c’erano la famiglia, l’ordine, la classe, il phylum e il regno. Ogni pianta o animale occupava una sua casella all’interno della scala di Linneo, senza salti o sovrapposizioni. Ed era identificabile grazie a due soli semplici nomi! Se pensate che fino a cinquant’anni prima il nome “scientifico” del geranio era composto da una settantina di parole, vi renderete conto di quanto fosse importante la semplificazione di Linneo!

 

 

Un ritratto di Linneo con i vestiti di corte

 

Il sistema di Linneo fu una pietra miliare in botanica e zoologia, e si rivelò tanto utile da essere usato ancora oggi (anche se vi furono da fare un po’ di correzioni: Linneo aveva per esempio messo lo storione e la razza tra gli anfibi, e seppie, calamari e polipi tra i vermi! Ma nessuno è perfetto...). Se oggi gli scienziati sono in grado di districarsi tra le milioni di specie animali e vegetali conosciute, questo è senza dubbio merito di quel grande naturalista svedese. Un ordine valido per tutti certe volte è veramente utile, dovete ammetterlo. Fuori dalla vostra stanza, naturalmente...

 

 


[1] Vedi “I minuscoli abitanti dell’acqua stagnante”.

[2] Vedi “L’errore di Cristoforo Colombo e le mappe di Tolomeo”.