OSSERVAZIONI E ESPERIMENTI DELL’ERETICO GALILEO

La sconfitta di Aristotele e la nascita della scienza moderna

 

 

 

 

 

 

E’ il luglio del 1609, l’Arsenale di Venezia brulica di attività come tutte le mattine. Fornaci, ruote dentate, stampi per la colata del ferro, corde e argani: il più grande centro di conoscenze tecniche dell’epoca ribolle di metallo e di fuoco. In fondo al cantiere, un professore universitario di nome Galileo discute con operai e mastri artigiani e si appunta alcuni complicati calcoli sulla gittata dei cannoni. Ma cosa ci fa un professore universitario dentro quell’enorme officina?

 

A quei tempi i professori stavano dietro ad eleganti scrivanie, a leggere libri. Erano convinti che i grandi filosofi del passato, primo di tutti Aristotele, avessero già scritto tutto quello che c’era da sapere sul mondo; chi la pensava diversamente da quei libri aveva torto. Galileo invece sin da studente si era convinto che le cose è meglio osservarle di persona, Madre Natura ne sa sicuramente più di Aristotele stesso!

 

 

 

Galilei, Galileo (1564-1642)
Discorsi e dimostrazioni matematiche, intorno à due nuove scienze Attenenti alla Mecanica & i Movimenti Locali.

Leiden: Appresso gli Elsevirii, 1638

 

Galileo iniziò a fare i primi esperimenti e così scoprì che le cose non sempre andavano come aveva scritto Aristotele. Allora, per studiare la natura, era più utile fare un esperimento che leggere un vecchio libro di filosofia. Galileo si mise ad architettare esperimenti nel suo laboratorio di casa. Pensate che, non essendoci orologi, le prime volte misurava il tempo con il battito del suo polso! Poi, per fortuna, costruì una sorta di clessidre a grano o ad acqua, e altri ingegnosi marchingegni. Questa era un’altra novità portata da Galileo: l’importanza data alle cose pratiche (ecco perché lo abbiamo incontrato all’Arsenale). E pensare che ai suoi tempi le parole “mechanico” e “ingegnere” erano considerate degli insulti!

 

L’altra grande rivoluzione di Galileo fu quella di tradurre le osservazioni fatte durante gli esperimenti in leggi matematiche. Prima di lui i filosofi scrivevano pagine e pagine piene di descrizioni lunghissime e inutili. Oggi sembra scontato, ma Galileo fu il primo a dire che la matematica è il linguaggio in cui è scritto il libro della Natura. E all’epoca la matematica non era molto popolare: pensate che per ogni dozzina di professori di medicina ce n’era solo uno di matematica. Ecco che era nato il metodo sperimentale, anima della scienza moderna: osservazione imparziale, esperimento e riduzione a leggi matematiche. Senza però cercare spiegazioni filosofiche, il perché veniva lasciato ai filosofi mentre il come spettava agli scienziati. Anche se molti studiosi, anche tra i grandi scienziati, continuarono a chiedersi il perché...

 

Proprio nei giorni in cui si trova all'Arsenale, Galileo viene a sapere dal suo amico Sarpi che in Olanda è stato inventato uno strumento che permette di vedere gli oggetti lontani come se fossero vicini. Era però considerato un oggetto curioso, niente di più. Galileo perfeziona il cannocchiale, riuscendo a ottenere un ingrandimento 10 volte maggiore di quello dei primi modelli. Quindi lo vende al Senato veneziano come strumento militare: era possibile avvistare una nave ben quattro ore prima che fosse visibile a occhio nudo!

 

 

Uno dei cannocchiali usati da Galileo

 

Poi, una sera, ha un’idea brillante: perché non puntare lo strumento verso il cielo stellato? In poche notti gli viene rivelato un mondo fantastico che per secoli era rimasto nascosto a schiere di pazienti astronomi babilonesi, egiziani e greci. La Via Lattea diventa un ammasso di migliaia di stelle, la Luna è percorsa da monti e valli, e Giove possiede addirittura quattro satelliti che gli girano intorno! Grazie al cannocchiale (poi chiamato telescopio) Galileo comprende che le teorie aristoteliche sono sbagliate anche in astronomia: non è il sole a girare intorno alla terra ma viceversa, come aveva detto un astronomo polacco di nome Copernico 65 anni prima. 

 

L’ipotesi copernicana però non solo va contro l’insegnamento di Aristotele, ma si scontra soprattutto con gli insegnamenti della potentissima Chiesa cattolica. E chi si metteva contro la Chiesa rischiava grosso, la tortura e anche il rogo. L’ipotesi copernicana viene infatti dichiarata eretica e Galileo stesso è costretto a ripudiare le sue scoperte. L’Inquisizione lo condanna agli arresti domiciliari a vita, con il divieto di scrivere o pubblicare altri libri.

 

I suoi scritti verranno comunque stampati clandestinamente e si diffonderanno in tutta Europa insieme al sistema copernicano e al metodo sperimentale. Quest’ultimo, fatto di osservazioni e misure, darà origine alla moderna scienza, eredità di due pezzi di vetro e di uno scienziato che aveva creduto ai suoi occhi più che ai suoi libri.