Poche persone nella storia della cultura occupano una posizione cosi'
rilevante come Dimitri Mendeleev (1834-1907), il chimico russo che scopri' e
divulgo' una delle più straordinarie proprietà della materia, la regolarità
del comportamento degli atomi. La scoperta di quella che oggi di chiama 'Tabella
di Mendeleev" apri' nuovi orizzonti alla conoscenza del mondo ed e' dovuta
a un grande scienziato che fu anche un personaggio pittoresco.
Nato in Siberia nel 1834, si trasferì da ragazzo a Mosca e studio' a
Pietroburgo --- la leggendaria Leningrado del periodo sovietico, la città
martire che fermò l’avanzata nazista verso oriente e resistette ad un assedio
durato mille giorni, ora chiamata San Pietroburgo. Mendeleev continuò e
approfondì gli studi di chimica nei laboratori chimici europei più famosi, in
Francia e in Germania.
Nel 1866, a 32 anni, divento' professore universitario di chimica e tre anni
dopo, nel 1869, pubblico' la prima edizione della tavola periodica degli
elementi. Alla base di questa scoperta sta una visione illuministica: l'idea che
le faccende della natura dovessero essere disposte "in ordine". Che ci
fosse un ordine anche nelle proprietà degli elementi che compongono tutta la
materia ? Per tentare una risposta a questa domanda Mendeleev comincio' a
disporre, sulla carta, gli elementi noti in quel tempo, una sessantina, in
ordine di peso atomico crescente.
Il peso atomico e' un numero che indica di quante volte un atomo pesa più di un
atomo di idrogeno, il cui peso atomico e' preso (praticamente) uguale ad uno.
(Più esattamente è la massa atomica media di un atomo, calcolata prendendo
uguale a dodici il peso atomico dell’isotopo del carbonio di massa 12).
Mendeleev dispose cosi', in una riga orizzontale, uno dopo l'altro, l'idrogeno
(simbolo H; peso atomico 1), il litio (Li; 7), il berillio (Be; 9), il boro (B;
7), il carbonio (C; 12), l'azoto (N; 14), l'ossigeno (O; 16), il fluoro (F; 19).
L'elemento successivo era il sodio (Na; peso atomico 23), il cui comportamento
chimico e' simile a quello del litio.
Mendeleev comincio', cosi' un'altra riga orizzontale, sempre disponendo gli
atomi in ordine di peso atomico crescente e mettendo ciascun atomo nella casella
sottostante l'atomo precedente dotato di comportamento simile. Dopo il sodio
veniva il magnesio (Mg; 24) che ha comportamento simile a quello del berillio;
l'alluminio (Al; 27), chimicamente simile al boro .Seguiva poi il silicio (Si;
28), che stava bene in colonna sotto il carbonio; il fosforo (P; 31) simile
all'azoto; lo
zolfo (S; 32), simile all'ossigeno e il cloro (Cl; 35) simile al fluoro.
L'elemento successivo, in ordine di peso, era il potassio (K; 39) che Mendeleev
pote' sistemare convenientemente all'inizio di una terza riga orizzontale, in
colonna sotto il litio e il sodio che hanno comportamento chimico simile a
quello del potassio. Veniva poi il calcio (Ca; 40) che andava bene sotto il
berillio e il magnesio.
A questo punto Mendeleev incontro' una serie di elementi con proporieta' che non
si erano ancora incontrate. Dovette
allora predisporre, dopo due righe "corte", alcune righe
"lunghe", ma il principio della periodicita' delle caratteristiche
chimiche continuava, in maniera soprendente, ad essere rispettato.
Continuando con questo criterio Mendeleev sistemò i 63 atomi che conosceva nel
1869; se non trovava al posto giusto l'atomo giusto lasciava vuota una casella e
andava avanti. Nella edizione inglese del suo "Trattato di chimica",
pubblicata nel 1891, figurano 65 elementi, con molti "vuoti". Per
esempio c’era una casella vuota fra il molibdeno (Mo) e il rutenio (Ru); se si
osserva una tabella moderna si vede che oggi tale tabella è occupata dal
tecnezio (Tc), un elemento radioattivo, per inciso il primo elemento prodotto
artificialmente con reazioni nucleari nel 1937 da Segrè; le sue proprietà
corrispondono esattamente a quelle degli altri elementi della colonna in cui si
colloca.
Mendeleev non conosceva i gas rari, o gas nobili: fra l'idrogeno (H) e il litio
(Li) c'e' un altro elemento, l'elio (simbolo He), con peso atomico 4, il primo
dei gas rari; il secondo gas raro, il neon (Ne), con il suo peso atomico 20
trova posto perfettamente nella casella sotto quella dell’elio, fra il fluoro
e il sodio.
Nel 1935 gli elementi noti erano diventati 92; l'ultimo era l'uranio (U) che già
Mendeleev conosceva.
Con le reazioni nucleari sono stati preparati vari elementi artificiali di peso
atomico superiore a quello dell'uranio, o transuranici. Giustamente a uno di
questi, scoperto nel 1955, e' stato dato il nome di "mendelevio"
(simbolo Mv; peso atomico 256), in onore del chimico russo. Inutile dire che
anche i transuranici presentano proprietà chimiche del tutto rispettose del
principio di periodicità, rispetto agli elementi delle righe precedenti.
Tutto questo e' ormai patrimonio della nostra cultura e anche i ragazzi che
studiano qualche elemento di chimica nelle scuole medie conoscono bene la
"Tabella di Mendeleev". Il riconoscimento della scoperta non fu, pero',
ne' rapido ne' facile. La scoperta fu accolta infatti con scetticismo e la sua
importanza fu riconosciuta soltanto perche' nel corso degli anni settanta del
secolo scorso, furono identificati e analizzati vari nuovi elementi che si
collocavano perfettamente nelle caselle lasciate vuote nella prima edizione
della "tabella".
Questa verifica della validita' della sua intuizione assicuro' a Mendeleev una
celebrita' mondiale e, nel 1906, il premio Nobel per la chimica.
Nonostante la celebrità la vita del grande scienziato fu abbastanza agitata;
Mendeleev fu anche un progressista e un contestatore. La Russia zarista ebbe un
suo 'sessantotto' di contestazione universitaria e Mendeleev fu sempre dalla
parte degli studenti, insieme ai quali fu arrestato dalla polizia durante una
manifestazione.
Mendeleev viaggiava in ferrovia in terza classe per stare in mezzo al popolo e
capirne i problemi. Si tagliava i capelli e la barba una volta all'anno; quando
lo zar - che era un tiranno, ma rispettava gli scienziati - lo invito' a corte,
gli addetti al cerimoniale chiesero a Mendeleev di mettersi un po' in ordine i
capelli. Il grande chimico rispose che o lo zar lo riceveva cosi' com'era,
oppure sarebbe rimasto a casa propria. E la ebbe vinta.
All'esempio di indipendenza e di rigore morale si accompagnavano felici doti di
sperimentatore, di docente e di divulgatore. Un suo trattato: "Principi di
chimica", ebbe molte edizioni e fu tradotto in molte lingue contribuendo a
diffondere la fama dell'autore e della scienza russa.
Alcuni anni fa nei paesi civili il 150. anniversario della nascita di Mendeleev
e' stato celebrato con l'emissione di francobolli, con manifestazioni popolari,
con trasmissioni televisive. In Italia niente. Per curiosità ho esplorato gli
elenchi stradali delle grandi citta' per vedere se almeno una di queste avesse
dedicato una strada a Dimitri Mendeleev.
Macche'. E poi ci lamentiamo della crisi della chimica in Italia !