La diffusione delle sintesi ad alta pressione

 

 

Ritorna all'indice di storia dell'industria chimica

  Ritorna all'indice di storia della chimica    Ritorna alla Home Page

 

 

Al momento dell’armistizio gli ufficiali alleati che avevano combattuto nella prima guerra mondiale visitarono l’impianto di Oppau per la sintesi dell'ammoniaca con il rispetto meravigliato che imponeva questo tempio della tecnologia chimica, ma intanto altri scienziati-tecnici in Francia e in Italia mettevano a punto nuove varianti del processo.

Georges Claude (1870-1960), uno dei massimi esperti di reazioni in fase gassosa, faceva operare i suoi impianti in condizioni estremamente severe, mentre condizioni un po’ più blande erano ammesse da …

Luigi Casale (1882-1927), un tecnico-imprenditore indipendente, il cui processo ebbe ampia diffusione negli anni ’20.

Giacomo Fauser (1892-1971), mise in funzione nel 1923 il primo impianto (quasi artigianale), e introdusse modifiche sostanziali rispetto al processo Haber-Bosch.

Il primo impianto su grande scala che lavorava con i brevetti Fauser-Montecatini fu inaugurato a Merano nel 1926, e da allora questo processo si diffuse in tutto il mondo.

Come spesso avviene sia nel campo della conoscenza "pura" sia in quello della conoscenza "applicata", le tecniche acquisite nel trattamento di gas ad alte pressioni trovarono sbocchi imprevedibili, in settori molto lontani da quello originale. Il punto di partenza di questi sviluppi va trovato nelle ricerche di …

Paul Sabatier (1854-1941) sull’idrogenazione di composti organici insaturi mediante l’azione catalitica di metalli finemente suddivisi, in particolare nichel (1897).

K. Normann nel 1902 in Germania brevettò un processo che permetteva la preparazione di grassi solidi per uso alimentare a partire da oli; l’idrogeno veniva fatto gorgogliare in olio caldo in cui era stato sospeso nichel suddiviso. Il metodo permetteva di commercializzare sotto forma di margarina l’olio di semi di cotone (Stati Uniti) o gli olii di pesce (Europa). Normann lavorava a pressione atmosferica, ma il russo…

Vladimir N. Ipatieff (1867-1952) si era fatto da tempo assertore dell’impiego delle alte pressioni anche nelle sintesi organiche, e all’inizio degli anni 1910 questa tecnica fu impiegata nell’idrogenazione dei grassi. Nella stessa direzione si mosse..

Fiederich Bergius (1884-1949), allievo di Nernst e di Haber nel 1913 brevettò un procedimento per l’idrogenazione del carbon fossile, adatto a produrre idrocarburi volatili. Nel 1925 Bergius cedette i suoi diritti alla BASF; le connessioni con le tecniche sviluppate in funzione della sintesi dell’ammoniaca erano evidenti: uso di grandi quantità di idrogeno e impiego di alte pressioni. Il processo fu perfezionato da Bosch, che per questo condivise con Bergius il premio Nobel per la chimica nel 1931. Il Nobel sanzionava l’acuto interesse economico e strategico che il processo suscitava, invero non a torto in quanto durante la seconda guerra mondiale partecipò (equamente) allo sforzo bellico della Germania e dell’Inghilterra. Dobbiamo ancora ricordare un altro processo volto alla produzione di carburanti sintetici, quello dovuto ad altri due tedeschi…

Franz Fiscer (1877-1947) e Hans Tropsch (1889-1935). Secondo questi due ricercatori il gas d’acqua (una miscela di idrogeno e ossido di carbonio) veniva fatta passare a 200° e a pressioni moderate su opportuni catalizzatori; si ottenevano idrocarburi adatti all’impiego come combustibile per motori a scoppio. La produzione commerciale iniziò nel 1935, e si sviluppò grandemente durante la guerra. Dal punto di vista conoscitivo va notato che il processo Fischer-Tropsch si pone in una zona di transizione fra ciò che può essere detto inorganico (i reagenti, idrogeno e ossido di carbonio) e ciò che può essere detto organico (idrocarburi); dal punto di vista economico e politico ricordiamo che agli inizi degli anni 1970 l’unico impianto di questo tipo era mantenuto in funzione in Sud Africa dal governo razzista di quel paese, a salvaguardia delle conseguenze di un embargo petrolifero.