La soda Solvay e la questione ambientale

 

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Dopo il 1863 ci fu una pressione economica e politica sul processo Leblanc:

 

Processo alternativo del belga Ernest Solvay (1838-1922)

Le nozioni di base del nuovo processo erano conosciute fin dal 1820: se in una soluzione di sale saturata con NH 3 veniva fatta gorgogliare anidride carbonica e si otteneva un precipitato di bicarbonato di sodio, poco solubile, da cui per riscaldamento si otteneva la soda.

Ernest Solvay e il fratello Alfred, dopo anni di tentativi, resero il processo praticabile grazie anche a una particolare torre di carbonatazione e a un perfezionamento nei forni per la produzione di anidride carbonica e per la calcinazione del bicarbonato.

La società Solvay et Cie fu fondata nel 1863 e i diritti per l’Inghilterra furono acquistati da Ludwig Mond (1839-1909) nel 1872.

Concorrenza acuta fra i due processi : sorpasso nel 1902 del processo Solvay (1.650.000 t. contro 150.000 t. del processo Leblanc).

 

La prima legge anti-inquinamento: l’Alkali Act, 1863

 

L’ostinata resistenza dei produttori Leblanc era stata agevolata (dialetticamente) dagli effetti dell’Alkali Act.

Per ogni tonnellata di soda prodotta con il metodo Leblanc ¾ di tonnellata di cloruro di idrogeno venivano scaricati nell’aria, erano stati così devastati interi distretti industriali inglesi; un produttore di soda, GOSSAGE, per porre rimedio agli effluenti acidi, (sotto la pressione delle proteste degli agricoltori) aveva brevettato nel 1836 una torre in cui i gas provenienti dal primo stadio venivano lavati con acqua prima di essere immessi nell’atmosfera. La soluzione molto diluita di acido cloridrico veniva scaricata nei fiumi.

Questo sistema rimase opzionale fin dal 1863 quando fu imposto un radicale abbattimento dei fumi acidi. Anche il "rimedio" di gettare tutto nei fiumi venne bloccato dopo qualche anno dal Rivers Pollution Act di Disraeli.

Per un insieme di ragioni politiche, sociali ed economiche era diventato indispensabile usare il cloro contenuto nel salmarino.