Chimica farmaceutica e sintesi organica

 

 

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In seguito ai progressi delle conoscenze sulla struttura dei composti all’industria chimica organica si aprì un nuovo settore di intervento, quello dei prodotti farmaceutici:

  1. La struttura di un composto naturale riconosciuto attivo poteva essere REPLICATA in laboratorio.
  2. Le capacità costruttive e permutative dei chimici potevano generare illimitate VARIAZIONI da cui attendere effetti fisiologici più efficaci e/o diversi.

Uno dei primi tentativi fu di "mimare" gli effetti terapeutici della CHININA un principio attivo contro la malaria. La molecola della chinina è assai complessa e resistette ad una sintesi completa fino agli anni 1940.

Per una parte di essa, la CHINOLINA fu proposta una preparazione "facile" dal ceco Zdenko Skraup (1850-1910) nel 1880.

Su questa molecola iniziò a lavorare O. Fischer producendone numerosi DERIVATI, uno di questi era attivo come febbrifugo ma non aveva effetti sulla malaria.

Un successo "definitivo" fu colto da Felix Hoffmann con la ripresa della sintesi dell’estere acetilico dell’acido salicilico, già preparato nel 1853 dal francese C. Gerhardt (1816-1856).

L’uso dell’acido salicilico come febbrifugo e antireumatico era stato spinto con vigore da H. Kolbe (1818-1884) che lo aveva sintetizzato nel 1853, ma la sua azione irritante sul sistema digestivo ne aveva limitato l’impiego.

Il composto di Gerhardt e Hoffmann non aveva effetti collaterali vistosi e fu messo in commercio dalla Bayer nel 1899 sotto il nome di ASPIRINA.

Una variante importante di questo modello di ricerca venne alla luce fra il 1886 e il 1889 nei lavori del tedesco E. Baumann (1848-1896) sugli IPNOTICI SOLFONICI. Durante ricerche sul metabolismo di composti contenenti zolfo ci si imbattè sull’effetto saporifero di certi composti solfonici.

Il modello di ricerca chimico-farmaceutica si strutturò in 4 stadi:

  1. Scoperta dell’attività fisiologica di una certa sostanza chimica.
  2. Determinazione della struttura e preparazione di varianti.
  3. Prove cliniche su animali e poi sull’uomo.

4) Produzione su larga scala e lancio sul mercato. I risultati di questo modello operarono (e operano) sul margine più oscuro dell’esistenza, la malattia e la morte, è evidente quindi il suo impatto sociale, e il suo permanente interessre storico. Ci soffermeremo perciò su questa avventura, conoscitiva e umana, descrivendo tre tappe che a partire dalla prima vittoria contro la sifilide (1910), attraverso la scoperta dei sulfamidici (1935), giungerà con gli antibiotici fino ai giorni nostri.

La teoria eziologica di L. Pasteur e R. Koch indicava nei microorganismi responsabili di specifiche malattie gli intrusi da eliminare dall'organismo malato.

Paul Ehrlich (1854-1915) medico, batteriologo e chimico, si pose l’obbiettivo di colpire i microorganismi con MOLECOLE MIRATE partendo dall’osservazione dell’assorbimento differenziato dei coloranti di sintesi nei vari tessuti e nei diversi batteri. Il suo progetto fu di trovare molecole in grado di ATTACCARE IL PARASSITA e non l’ospite (1891).

I primi successi vennero contro i TRIPANOSOMI, protozoi che minavano l’uomo con la malattia del sonno; i "proiettili" erano due derivati azoici della benzidina, il ROSSO TRYPAN (1904) e il BLU TRYPAN (1909).

Al momento della scoperta dell’agente della sifilide, il Treponema pallidum,Fritz Schaudin sottolineò che esso era più vicino ai protozoi che ai batteri. Questa quasi-analogia accese le speranze di Ehrlich che sostituì al gruppo azoico N=N attivo contro i tripanosomi, il gruppo As=As, con l’arsenico trivalente efficace contro la malattia del sonno.

Dopo prove condotte con molte sostanze, nel 1909 Ehrlich e il suo assistente Sahachiro Hata scoprirono che il composto 606 cioè il SALVARSAN era attivo contro le spirochete della sifilide. La tossicità del 606 venne attenuata nel 1912 con la produzione del composto 914, il NEOSALVARSAN.

Malgrado gli effetti secondari le molecole di Ehrlich rimasero l’unico rimedio efficace contro la sifilide fino all’avvento degli antibiotici. Fino al 1935 la totalità dei prodotti farmaceutici di sintesi era attiva solo contro le malattie causate da protozoi , (con l’eccezione per la sifilide). Si trattava di malattie per lo più tropicali, e i batteri nocivi, presenti nelle zone temperate parevano richiedere l’intervento di molecole che si dimostravano invariabilmente troppo pericolose per il malato Ma la tradizione di ricerca instaurata da Ehrlich mantenuta con determinazione nei laboratori dell’industria tedesca diede i suoi frutti migliori nel 1930.

Nel 1932 F. Mietzsch (1896-1958) e J. Klarer sintetizzarono un COLORANTE DIAZOICO ROSSO che conteneva il gruppo SONH;

Gerhard Dogmack (1895-1964) ne determinò la forte attività contro infezioni da streptococchi e da stafilococchi. Il lancio del PRONTOSIL il primo sulfamidico avvenne nel 1935.Ulteriori studi dei coniugi francesi Tréfonel e degli italiani D. Bovet e F. Nitti dimostrarono in realtà che il principio attivo era un METABOLITA del prontosil, la SULFANILAMIDE sintetizzata da P. Gelmo nel 1908.

I sulfamidici si dimostrarono efficaci contro malattie mortali come la febbre puerperale e la meningite da streptococchi.