Gli antibiotici e il cortisone

 

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Alexander Fleming (1881-1955) aveva osservato nel 1928 che una muffa blu aveva invaso un disco di Petri e aveva causato intorno a sé una lisi delle colonie preesistenti di stafilococchi. Fleming aveva provato sperimentalmente che il Penicillum notatum produceva una sostanza (incognita e non isolata) con proprietà antibatteriche e non tossica per gli animali.Tuttavia Fleming non riuscì a superare le difficoltà sperimentali connesse all’isolamento del principio attivo da lui chiamato PENICILLINA.

Walter Florey (1898-1968) e Ernst Chain nel 1936 riprendono il problema insieme ad un gruppo di Oxford, e dal 1940 le ricerche si intensificano sotto la spinta delle esigenze belliche. Il metodo di purificazione (assai complesso per l’instabilità del composto attivo) fu messo appunto da Chain e un primo chiarimento della struttura si ebbe nel 1943.

La chimica di sintesi, appoggiata dall’industria farmaceutica aveva avuto successo nel campo delle vitamine e degli ormoni, ma i tempi ristretti della guerra non permisero di attendere la sintesi di laboratorio (che per la penicillina avvenne solo nel 1957) e si scelse la via biochimica.

Chaim Weizmann (1874-1952) studiò le tecniche di fermentazione industriale (durante la prima guerra mondiale), le fece progredire, e asservì il Clostridium acetobutylicum alla produzione di massa dell’acetone dall’amido. L’acetone era indispensabile per produrre la CORDITE® esplosivo prediletto dall’esercito inglese e il nuovo processo si diffuse in tutto il Commonwelth. Ma la produzione di penicillina per via biotecnologica era difficile per la già citata sensibilità del prodotto ai cambiamenti di Ph e alle tracce di metalli pesanti.

L’era degli antibiotici era iniziata e la preparazione di penicillina raggiunse rapidamente livelli utili per lo sforzo bellico. Nel 1948 il monopolio anglo-americano della penicillina fu infranto da Domenico Marotta che chiamò Chain a dirigere il Centro internazionale di chimica microbiologica presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma.

Fin dai primi anni 1940 tutte le maggiori case farmaceutiche avevano scatenato una "caccia" ai microorganismi utili:

Selman A. Waksman (1888-1973) isolò la STREPTOMICINA nel 1943, attiva in diverse infezioni che non rispondevano al trattamento con la penicillina.

Benjamin Duggar (1872-1956) ottenne l’AUREOMICINA nel 1948. Negli anni ’50 si dimostrò che questa era un derivato della tetraciclina, sostanza madre di una classe di antibiotici utili nella terapia di malattie di origine batterica e virale e delle rickettsiosi.

Edward C. Kendall (1886-1972) fece laboriose ricerche e scoprì il CORTISONE (1949) che nel secondo dopoguerra vide la commercializzazione. Kendall (nei 15 anni precedenti) studiò anche la porzione corticale delle ghiandole surrenali barattando i rifornimenti di ghiandole surrenali di bue con l’adrenalina pura che isolava dalla porzione midollare. Lo scienziato decise di chiamare con le lettere dell’alfabeto i composti cristallini che andava isolando. Il COMPOSTO E (chiamato poi CORTISONE) si dimostrò essere un potente antiinfiammatorio.

L.H.Sarett mise a punto una prima sintesi nel 1944 che necessitava di 37 passaggi prima di arrivare al prodotto finale.

Al primo cortisone commerciale contribuì anche un PRODOTTO SEMISINTETICO ottenuto impiegando come materia di partenza un composto della famiglia degli steroidi presente nella bile bovina, l’acido desossicolico.

Formula di struttura e ulteriori informazioni sul cortisone