CHIMICA ORGANICA E INDUSTRIA: ONDE LUNGHE (1850-1950)

L'INDUSTRIA DEGLI ESPLOSIVI

 

 

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Gli esplosivi ad alto potenziale

Gli sviluppi più avanzati della chimica farmaceutica non ci devono far dimenticare come anche le tecniche più "rudimentali" della chimica organica industriale, quali la nitrazione, siano stati in grado di fornire materiali di natura tale da mutare la strategia delle nazioni, il sistema di trasporti, i metodi di estrazione mineraria. Il riferimento è, ovviamente, agli esplosivi ad alto potenziale.

La storia di questi particolari composti comincia verso la fine degli anni 1840, quando si cercava di nitrare qualunque composto organico venisse "a tiro". Particolare successo ebbero il tedesco C.F. Schönbein (1799-1868) con la preparazione del fulmicotone (1846) e l'italiano Ascanio Sobrero (1812-1888) con la sintesi della nitroglicerina (1847). La produzione di fulmicotone a scopi militari, che seguì immediatamente la scoperta, fu sospesa quando una terribile esplosione distrusse la prima fabbrica inglese il 14 luglio 1847. La produzione riprese solo dopo che il ricercatore inglese Frederick Abel (1827-1902) dimostrò che il fulmicotone poteva essere stabilizzato mediante un processo di purificazione completa da ogni traccia di acido, lasciata nella massa dopo l'operazione di nitrazione.

Ancora più drammatica e avventurosa la vicenda dell'impiego pratico della nitroglicerina. Alfred Nobel (1833-1896) ne iniziò lo studio nel 1859, e dopo la scoperta che l'esplosione poteva essere innescata con polvere da sparo ne iniziò la commercializzazione sotto il nome di "olio esplodente". Un'esplosione distrusse la prima fabbrica svedese e uccise il fratello di Alfred, ma questi, con determinazione degna di un corsaro, riprese la produzione, e spedì barili di nitroglicerina in tutto il mondo, utilizzando - se era il caso false etichette per eludere i controlli doganali. Questo commercio infernale, che provocò più di una catastrofe, si interruppe solo nel 1867, perché Nobel adottò il fulminato di mercurio come detonatore e stabilizzò la nitroglicerina facendola assorbire da kieselguhr, ottenendo una pasta morbida che chiamò dinamite. Il tecnico-imprenditore svedese era un vero genio degli esplosivi: nel 1875 brevettò la gelatina esplosiva, a base di cotone collodio e nitroglicerina, più potente della dinamite.

I nuovi esplosivi erano tutti dirompenti, e quindi non adatti a un uso balistico. Qui la prima innovazione avvenne in Francia, con la Poudre B di P.M.E. Vieille (1854-1934) prodotta nel 1886, cui seguì la balistite di Nobel nel 1887, e la cordite di Abel nel 1889. In tutti questi casi si trattava di miscele particolari di composti già noti; la rivoluzione delle tecniche costruttive delle armi e della loro mortale efficacia tattica fu profonda, al punto che gli stati maggiori delle grandi potenze dovettero organizzare i massacri della prima guerra mondiale per accorgersene. L'altra faccia di Giano ci mormora anche che gli esplosivi moderni resero più sicuro il lavoro in miniera, e permisero la realizzazione di grandi opere civili come il canale di Panama. E' un bilancio diffìcile.

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