Ardito Desio: le avventure di un geologo

Cinzia Fiussello


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Altri viaggi: Persia, Etiopia, Afghanistan, Tibet, Antartide

 

Oltre agli impegni in Libia e sulla catena dell’Himalaya, dove Desio torna più volte e può svolgere ricerche approfondite, molte altre spedizioni lo vedono come protagonista.

Nel 1933 organizza una spedizione alpinistico-scientifica sui monti della Persia (l’attuale Iran): mentre alcuni suoi compagni scalano le vette ancora inviolate dei monti dello Zagros, Desio e altri scienziati svolgono il rilievo topografico e alcune indagini geologiche, durante le quali scoprono anche alcuni ghiacciai (mai segnalati prima).

Nel 1938 si reca in Etiopia, tra il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, per svolgere ricerche minerarie: lo scopo è di cercare oro e platino, in collaborazione con un ingegnere minerario francese. Era già stato scoperto un giacimento di platino in Etiopia, in corrispondenza di rocce dunitiche, ma si pensava che potessero essercene altri.

1938. I lavoratori indigeni imparano il saluto fascista

 

La situazione dell’Etiopia, a quel tempo, è piuttosto difficile, le vie che collegano i villaggi sono spesso solcate da predoni che assaltano gli stranieri ed è perciò necessario che la spedizione geologica proceda armata. L’esplorazione avviene in zone fittamente vegetate, a dorso di mulo, e, infatti, ad un certo punto la spedizione incappa in un’imboscata: uno degli accompagnatori viene ucciso e tutto l’equipaggiamento per le indagini scientifiche va perduto.

Desio torna in Etiopia l’anno successivo per continuare il rilievo geologico e fare indagini sui filoni di quarzo che possono contenere oro. In questa occasione incontra anche il viceré, Amedeo di Savoia duca d’Aosta, già conosciuto durante la guerra con cui ha condiviso una spedizione in Libia, il quale lo invita ad occuparsi anche della zona eritrea per cercare qualche giacimento da sfruttare.

Secondo gli accordi iniziali la missione in Etiopia si sarebbe dovuta concludere con una terza spedizione l’anno successivo, ma lo scoppio della guerra pone fine alle ricerche.

Grazie all’esperienza fatta in Etiopia, nel 1939 il governo italiano chiede a Desio di fare anche alcune ricerche in Albania, occupata quell’anno dalle truppe italiane, per cercare eventuali giacimenti di platino. Questa spedizione non porta alcun risultato, anche perché, dopo alcuni mesi di lavoro, l’Italia entra in guerra e non è più sicura la permanenza all’estero.

Dopo la guerra la vita riprende la sua ordinarietà e, dopo l’impresa del K2, nel 1961 Desio va in Afghanistan per compiere una serie di ricerche scientifiche, soprattutto geologiche e geofisiche, sulla catena dell’Hindu-Kush. Egli intende cercare eventuali rapporti con la struttura geologica del versante Nord del Karakorum, ma alla fine delle indagini stabilisce che questa catena debba essere messa in relazione con quelle del Pamir piuttosto che con il Karakorum.

Durante il rilievo geologico dell’Afghanistan visita anche una miniera di sale e offre importanti informazioni per sfruttare alcune formazioni calcaree per la produzione di calce.

Per ottenere tutti i permessi necessari all’esplorazione del paese, si reca direttamente dal re, che poco tempo dopo è spodestato dal cugino ed esiliato proprio in Italia, dove è rimasto fino al 2002.

Un’altra spedizione molto importante nella vita di Desio è quella al Polo Sud, infatti egli è stato il primo italiano a mettere piede in Antartide. Questa volta non si tratta di una spedizione da lui organizzata, ma di un invito colto al volo, nel 1962, al seguito di una spedizione americana che intendeva mostrare al geologo italiano la loro base antartica.

1962 - Desio in Antartide. Sullo sfondo il vulcano Erebus

 

Desio parla di due sensazioni contrastanti che caratterizzano questo viaggio: “da un lato la gioia di avere finalmente realizzato un’aspirazione che aveva tenuti imbrigliati i miei pensieri per tanto tempo, dall’altra una specie di delusione per essere arrivato al Polo come passeggero di una specie di linea aerea, anziché lungo una rotta da me progettata e percorsa con mezzi terrestri” (A. Desio, Sulle vie della sete dei ghiacci e dell’oro, p. 326). Quindi più un viaggio turistico che una vera e propria spedizione scientifica come le volte precedenti.

 

1980. Pranzo di Desio con Deng-Xiaoping a Pechino durante il simposio sul Tibet

 

Anche il viaggio attraverso l’altopiano del Tibet presenta queste caratteristiche. E’ il 1980 e, quindi, Desio ha superato gli 80 anni, ma non intende rinunciare a partecipare a questo convegno che si svolge in un luogo per lui ancora inesplorato e di grande interesse geologico.

Questo è lo spirito che lo ha animato per tutta la vita: la ricerca e la scoperta, nonostante le difficoltà e i pericoli.

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Tesina di Cinzia Fiussello, anno accademico 2001-2002, SIS del Piemonte, Classe di concorso A060. Corso di storia ed epistemologia delle scienze (I modulo). Docente prof. Luigi Cerruti. Immagini tratte dal sito dell'Associazione Ardito Desio.

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