Ardito Desio: le avventure di un geologo

Cinzia Fiussello


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Indice

La giovinezza

Il primo viaggio: il Dodecaneso

In Libia

Sulla catena dell’Himalaya

Altri viaggi: Persia, Etiopia, Afghanistan, Tibet, Antartide

L’attività accademica

Bibliografia

                            Su carta

                            In Rete



1917, Ardito Desio a venti anni prima di partire per il fronte

(Desio è al centro, con il ginocchio a terra)

LA GIOVINEZZA

 

 

Ardito Desio è nato a Palmanova del Friuli (UD) il 18 Aprile 1897, giorno di Pasqua. La famiglia ha un’attività commerciale che garantisce una vita non agiata, ma dignitosa, ad Ardito e alle due sorelle.

Frequenta le scuole elementari nella sua città, ma poi, per proseguire gli studi, deve andare ad Udine, in collegio, dove ha la possibilità di coltivare anche diversi sport (podismo, calcio, scherma, ciclismo e canottaggio), che contribuiranno a formare un fisico in grado di affrontare viaggi e peripezie.

Nel 1910 lascia il collegio per trasferirsi al ginnasio di Cividale, città natia della madre, e nel 1912 inizia il liceo ad Udine tornando a vivere in famiglia a Palmanova. Negli anni del liceo comincia anche a coltivare la sua grande passione per l’alpinismo, iniziando proprio dalle sue montagne del Friuli, incoraggiato anche dal padre, buon sportivo.

Allo scoppio della Grande Guerra Desio è ancora un liceale, ma decide di arruolarsi nei volontari ciclisti per perorare la causa della patria, molto sentita in queste zone di confine. Così il 24 Maggio 1915, appena diciottenne, parte per la guerra. Nel dicembre di quello stesso anno è sciolto il corpo dei volontari e Desio decide di riprendere gli studi per prepararsi all’esame di licenza liceale.

In attesa di essere richiamato alle armi, si iscrive alla facoltà di Scienze dell’Università di Firenze, dove, grazie alle raccomandazioni di un suo docente del liceo, ottiene anche un posto di lavoro all’Istituto di Geologia.

Riesce a dare due soli esami prima di essere richiamato nell’esercito: chiede di essere arruolato nel corpo degli Alpini, vista la sua passione per la montagna, e di poter tornare presto al fronte, ma è avviato alla carriera militare e solo dopo numerose insistenze riesce a lasciare la Scuola Militare e tornare a combattere al fronte. Sia nel primo, sia nel secondo periodo in cui prende parte attiva alla guerra, fa tesoro della sua conoscenza delle montagne del Friuli, dei sentieri, delle vie percorribili delle scorciatoie e dei pericoli.

Purtroppo gli austriaci riescono ad accerchiare le truppe italiane di cui fa parte Desio e a fare tutti prigionieri.

Durante l’esperienza della guerra Desio incontra alcuni personaggi, che ritroverà in altre circostanze, come Italo Balbo e Amedeo Duca d’Aosta.

Palmanova è bombardata e la famiglia Desio è costretta a rifugiarsi prima a Modena e poi a Napoli ed è proprio qui che Ardito riesce a raggiungerli, una volta sfuggito alla prigionia austriaca.

Finita la guerra egli può tornare a Firenze e riprendere gli studi, sebbene il servizio militare non sia ancora concluso e debba contemporaneamente anche prestare servizi d’ordine pubblico.

Nel luglio del 1920 Ardito Desio, finalmente tornato civile, si laurea in Scienze Naturali con il massimo dei voti e la lode, presentando una tesi di geologia su di una valle dell’alto Friuli.

Carlo De Stefani, direttore dell’Istituto di Geologia di Firenze, gli propone subito un posto da assistente, seppur con una paga estremamente bassa, ma almeno questo gli permette di continuare a lavorare nell’ambito universitario e fare ricerca.

 

IL PRIMO VIAGGIO: IL DODECANESO

 

Nel 1922 compie il primo viaggio di lavoro all’estero: la meta propostagli è la Grecia e lo scopo della missione è di rilevare le isole del Dodecaneso, farne la carta geologica e riuscire ad interpretarne la struttura. Le condizioni di lavoro non sono certo idilliache, i soldi stanziati sono pochi e i mezzi a disposizione scarsi, tanto che, per spostarsi da un’isola all’altra, è costretto ad approfittare delle navi o dei pescherecci di passaggio.

1922, Simi,  il porto dai mulini a vento.

La fine delle ricerche è segnata dall’esaurimento dei fondi, ma una volta rientrato in Italia il lavoro non può dirsi concluso poiché bisogna rielaborare i tanti dati raccolti. Nel frattempo, però, deve anche cercare un nuovo impiego perché durante i due anni di ricerche nell’Egeo all’università sono cambiate un po’ di cose e il suo incarico è terminato. Senza soldi e senza lavoro Desio torna a Palmanova dove, nel frattempo, la famiglia è riuscita a riparare i danni della guerra per ritrasferirsi nella vecchia casa.

All’inizio del 1925, dopo alcuni mesi di disoccupazione, Desio è informato dal direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Ettore Artini, di un prossimo concorso ad un posto nel reparto geologico del Museo. Così si riaccende la speranza, infatti, vince il concorso e si trasferisce a Milano, dove rimarrà 50 anni, per tutta la carriera universitaria.

Arrivato in Lombardia comincia una serie di studi su questa regione, tra cui, molto importanti, quelli sul ghiacciaio del gruppo Ortles-Cevedale, per incarico del Comitato Glaciologico Italiano. Questi studi sono stati portati avanti per tutta la vita accademica con una costante opera di monitoraggio e raccolta di dati. “Ritornare ogni anno a rivedere le fronti degli stessi ghiacciai per controllarne le variazioni, era per me come andare a fare visita a vecchi amici, a tastare il polso per avere notizie sullo stato della loro salute” dice egli stesso nella sua autobiografia (A. Desio, Sulle vie della sete dei ghiacci e dell’oro, p. 79), a dimostrazione della passione che ha nutrito per il suo lavoro.

 

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Tesina di Cinzia Fiussello, anno accademico 2001-2002, SIS del Piemonte, Classe di concorso A060. Corso di storia ed epistemologia delle scienze (I modulo). Docente prof. Luigi Cerruti. Immagini tratte dal sito dell'Associazione Ardito Desio.

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