Minibiografie di scienziati

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Paracelso Etzel, in Svizzera, 1493 - Klagenfurt, 1541.

Paracelso, noto alchimista del XVI secolo, si chiamava in realtà Theophrast Bombast,   Iniziato dal padre alla pratica medica ed alla conoscenza dei minerali, dei vegetali e degli animali della regione montana in cui viveva, il giovane Paracelso studiò poi medicina a Ferrara. Il resto della sua vita fu estremamente movimentato: lunghi vagabondaggi lo portarono in Germania, in Italia, in Spagna, in Inghilterra, in Svezia, in Russia, in Polonia, in Transilvania, in Ungheria e in Slovacchia. A partire dal 1527, prese domicilio a Basilea, da dove fu cacciato a causa di inimicizie, e si trasferì a Vienna e Klagenfurt, dove morì nel 1541, a 48 anni. Egli sostenne che era molto più giusto indirizzare le ricerche dell’alchimia a favore della salute dell’uomo, piuttosto che cercare l’introvabile pietra filosofale, e propugnò anche l’unità tra l’uomo e il resto del mondo. 

Pasteur, Louis Dole, 27 dicembre 1822 - Villeneuve-l'Etang, 28 settembre 1895 Biologo francese. Noto per gli studi sulla fermentazione e per gli sviluppi di una teoria dell'immunità, nel '75 dimostra l'origine biologica dei microrganismi e introduce il processo di "pastorizzazione". Si laurea nel '47 e nel '57 è direttore scientifico all'Ecole Normale di Parigi. Nel '64 riceve un premio dall'Académie, per gli studi sulla generazione spontanea. Nel '67 insegna chimica alla Sorbona e nel 1881 è eletto all'Académie Française.
Piria, Raffaele Scilla di Calabria 20.8.1814 - Torino 18.7.1865  Fu uno dei chimici italiani più eminenti della prima metà del secolo XIX. Si dedicò allo studio della chimica, dopo essersi laureato in medicina, sotto la guida di J.B.A. Dumas. Svolse la maggiore parte delle sue ricerche nell’Università di Pisa, dove ricoprì la cattedra di chimica dal 1842. Fondò con C. Matteucci prima «Il Cimento» (1844), poi la rivista scientifica «Il Nuovo Cimento» (1855). Dal 1856 insegnò all’Università di Torino. Stabilì la relazione esistente tra asparagina e acido malico e indicò il modo per trasformare il gruppo ammidico in uno ossidrilico. Introdusse nuovi metodi di sintesi e compì ricerche classiche sulla salicina, populina, tirosina, acido aspartico, essenza di Wintergreen. Nel 1838 scoprì l’acido salicilico. Contribuì a generalizzare la legge formulata da C.F. Gerhradt secondo cui se N corpi si accoppiano il prodotto conterrà tutti gli elementi dei corpi generatori meno quelli di un numero di equivalenti di acqua pari a 2(N - 1). Fu un seguace della teoria dei radicali e poi di quella dei tipi con cui vennero spiegate le reazioni di accoppiamento sia in chimica organica, sia inorganica. Fu un sostenitore della teoria degli equivalenti che divulgò attraverso la corposa pubblicazione, "Lezioni elementari di chimica organica". Si servì di tale teoria per razionalizzare i risultati delle trasformazioni chimiche ma non riuscì a riformularla nel linguaggio della nuova teoria atomica e molecolare che uno dei suoi allievi, S. Cannizzaro, stava costruendo. Nel 1848 prese parte, con il battaglione dei professori universitari e degli studenti dell’Università di Pisa, alla prima guerra di indipendenza nazionale. Tra i suoi allievi figurano anche C. Bertagnini e Paolo Tassinari (1829-1909).
Priestley, Joseph Birstal Fieldhead, 13 marzo 1733 - Northumberland, 6 febbraio1804 Eclettico pastore unitario, studia teologia, filosofia, storia sacra e civile, ma si dedica anche alla fisica e alla chimica ed è sicuramente una delle personalità più importanti del Settecento. Priestley intraprende le ricerche sull'aria fissa, riuscendo a isolare un gran numero di gas ignoti. Assertore della teoria del flogisto, radicale in religione e in politica, è favorevole alla Rivoluzione francese tanto da dover emigrare in America.
Prout, William Horton, 15 gennaio 1785 - Londra, 9 aprile 1850 Chimico inglese, studia e si laurea in medicina a Edimburgo nel 1811. Membro della Royal Society (1819) e del Royal College of Physician (1829), dal 1815 si interessa alla chimica con l'intenzione di approfondire le sue conoscenze di fisiologia. Studia il processo digestivo e dieci anni prima di Wöhler tenta la sintesi dell'urea. Nel 1827 gli viene conferita la Copley Medal.