Minibiografie di scienziati

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Macquer, Pierre-Joseph Parigi, 1718 – Parigi, 1784 Chimico, contribuì all’affermazione del concetto di affinità chimica e di quello di sostanza, basandosi sulla descrizione delle proprietà chimiche e fisiche. Classificò in modo sistematico i sali. Sostenitore della teoria del flogisto, fu però di aiuto alle ricerche sulla combustione, effettuate da Lavoisier, grazie ai suoi esperimenti, nei quali ottenne la fusione del diamante. 
Mendeleev, Dmitrij Ivanovic Tobolsk, 7 febbraio 1834 - San Pietroburgo, 2 febbraio 1907 Nato a Tobolsk, in Siberia, dopo la morte di suo padre, nel 1847 si trasferì con la famiglia a San Pietroburgo, città alla quale rimase legato fino alla morte. Nel 1855 si laureò nella facoltà di fisica-matematica e nello stesso anno insegnò nei ginnasi di Simferopoli e di Odessa, ma nel 1857 tornò a San Pietroburgo a svolgere l’attività di professore di chimica generale fino al 1890. Convinto che l’affinità chimica dovesse essere collegata alla coesione molecolare, nel 1860 svolse delle ricerche sulla coesione dei liquidi e scoprì l’esistenza della "temperatura assoluta di ebollizione" sopra alla quale un gas non può liquefarsi. Mendeleev sosteneva che a tali temperature la coesione del liquido è nulla e il liquido si trasforma in vapore, indipendentemente dalla pressione e dal volume; da questa ricerca derivò l’importante conclusione relativa alla possibilità di liquefare i gas permanenti. 

Nel 1868 pubblicò la prima edizione del manuale "Principi di chimica". Nel 1869 lo scienziato scoprì che gli elementi, disposti in ordine crescente in base alle grandezze dei loro pesi atomici, hanno proprietà periodiche e completò la tabella che divenne il prototipo del sistema periodico degli elementi (tavola periodica degli elementi). In quel periodo si occupò della struttura del sistema degli elementi, giungendo a prevedere l’esistenza e le proprietà di alcuni elementi ancora sconosciuti. Nel 1871 definì per la prima volta "periodico" il sistema degli elementi e descrisse i principali aspetti della sua teoria nel libro "La legge della periodicità degli elementi chimici". L’unico errore che fece Mendeleev è stato di ritenere che la periodicità fosse funzione del peso atomico, mentre è funzione del numero atomico; tuttavia la struttura del sistema degli elementi dello scienziato non differisce molto da quello moderno. Nello stesso anno, l’interesse a spiegare le cause profonde della periodicità lo indusse a occuparsi dello studio dei gas, in particolare attraverso lo studio dell’ipotetico elemento (etere universale) che precede l’idrogeno nella tavola degli elementi. Nel 1874 dalle tre leggi sui gas ideali (Boyle e Mariotte, Gay Lussac e Avogadro) Mendeleev ricavò l’equazione con la quale si può determinare il peso dei gas in qualsiasi condizione.

Negli anni 1883-1887 studiò la natura delle soluzioni e, nel 1887, riassunse i principi fondamentali della teoria delle soluzioni nel saggio "Studio delle soluzioni acquose secondo il peso specifico". Nel 1906 uscì l’ottava edizione del suo manuale, "Principi di chimica", che fu tradotta in tre lingue (francese, inglese e tedesco) e svolse un'importante funzione nella formazione scientifica dei chimici di varie generazioni. Mendeleev, inoltre, sosteneva instancabilmente la funzione fondamentale che il progresso della ricerca scientifica esercita sullo sviluppo dell’economia e sulla cultura e nel 1906 scrisse il suo ultimo libro "Per la conoscenza della Russia", nel quale trattò i principali problemi dell’economia e della cultura del suo paese. Già precedentemente, negli anni 1870-1880, aveva manifestato il suo interesse per l’economia, dedicandosi con impegno allo sviluppo dell’industria petrolifera e carbonifera della Russia e aveva scritto un libro sull’argomento, "L’industria petrolifera in Pennsilvania e nel Caucaso", pubblicato nel 1876. I suoi lavori (460 pubblicazioni) su argomenti di vario genere furono apprezzati in tutto il mondo. Tuttavia non gli fu riconosciuto in patria il prestigio che meritava (soprattutto per motivi di carattere politico); nel 1880, per esempio, non fu accettato nell'Accademia delle scienze di San Pietroburgo come membro della Sezione di fisica-matematica. Nel 1907 Mendeleev morì a San Pietroburgo

Meyer, Julius Lothar Varel, 19 agosto 1830 - Tubinga, 11 aprile 1895 Chimico tedesco. Si dedica alla ricerca e si laurea a Würzburg nel 1854. A Breslavia nel 1858 ottiene la specializzazione in chimica organica, grazie a uno studio sui gas, iniziato a Heidelberg con Bunsen. Dopo un primo incarico a Breslavia nel 1859, ottiene la cattedra di chimica al politecnico di Karlsruhe nel 1868 per poi trasferirsi a Tubinga nel 1876, dove resta fino alla morte.
Mitscherlich, Eilhard Oldenburg, 7 gennaio 1794 - Berlino, 28 febbraio 1863 Chimico tedesco, esperto di cristallografia. Probabilmente, nel 1817 si laurea a Gottinga e nel 1819 scopre il fenomeno dell'isomorfismo che contraddice un principio indiscusso della mineralogia dell'epoca. La scoperta attira l'interesse di Berzelius che lo invita a Stoccolma. Nel 1822 ritorna a Berlino, dove viene nominato professore di chimica ed entra a far parte dell'accademia della città.
Moissan, Henri Parigi 1852-1907 Chimico francese. Nel 1906 ottenne il premio Nobel per la chimica. Fu uno dei maggiori studiosi di chimica inorganica della seconda metà dell'Ottocento. Grazie all'impiego del forno elettrico ad arco, da lui stesso ideato, poté studiare molte reazioni che avvengono alle alte temperature, ottenere carburi metallici, idruri, nitruri, siliciuri e boruri cristallizzati. Le sue esperienze indicarono la possibilità di produrre grandi quantità di carburo di calcio, materia prima per ottenere l'acetilene. Riuscì nel 1886 a isolare il fluoro. Nel 1893 tentò di produrre diamanti artificiali. Si devono a lui nuove preparazioni del silicio, del boro e dell'amalgama di ammonio.
Monge, Gaspard Beaune, 9 maggio 1746 - Parigi, 28 luglio 1818 Chimico e matematico francese. Grazie alla sua abilità come disegnatore tecnico, ottiene un posto importante all'Ecole Royale du Génie (1765); dopo soli cinque anni insegna matematica e fonda il metodo algebrico della geometria tridimensionale. Partecipa, durante la Rivoluzione, alla costituzione dell'Ecole Polytechnique, siede nel Comitato di salute pubblica ed è membro fondatore dell'Institut National.
Mulder, Gerardus Johannes Utrecht, 27 dicembre 1802 - Bennekom, 18 aprile 1880 Medico e farmacista olandese. E' noto per gli studi che lo portano a individuare l'esistenza di un gruppo di sostanze, presente in tutto il mondo organico, che egli denomina "proteine". Durante l'epidemia di colera del 1832-33 si impegna nello studio dei secreti degli ammalati, intuendo che i sintomi sono provocati dall'espulsione di proteine del siero nel tratto gastrico.

 

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