Minibiografie di scienziati

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Lamarck, Jean-Baptiste Bazentin-le Petit, 1 agosto 1744 - Parigi, 28 dicembre 1829 Interessato alla chimica, alla mineralogia e alla botanica, gode della protezione di Buffon. Nel 1793 insegna zoologia al Muséum d'Histoire Naturelle. Considerato il padre dell'evoluzionismo, inizialmente è convinto della fissità delle specie insieme a Cuvier che rifiuta poi il radicale mutamento delle convinzioni di Lamarck e ne ostacola la diffusione con un atteggiamento ostile anche sul piano personale.
Laplace, Pierre-Simon de Beaumont-en Auge, 23 marzo 1749 - Parigi, 5 marzo 1827 Astronomo, fisico, matematico e chimico, convinto assertore della matematizzazione dell'astronomia, collabora con Lavoisier e conosce D'Alembert. Dopo la Rivoluzione francese, nonostante la prigionia durante il Terrore, esercita una grande influenza sugli ambienti scientifici. Sotto il regime napoleonico, per un breve periodo del 1799, viene nominato ministro degli interni, poi membro del senato e più tardi cancelliere.
Laurent, Auguste La Folie, 14 novembre 1807 - Parigi, 15 aprile 1853 Chimico francese, allievo di Dumas. Nel 1843 a Giessen conosce Liebig e nel 1844 comincia la collaborazione con Gerhardt. Professore di chimica a Bordeaux, dal 1845 al 1848 a Parigi lavora presso molti laboratori. Il suo nome è legato allo studio della struttura chimica e alla determinata affermazione della teoria dei tipi, a cui collabora con Dumas, in aperto scontro con il dualismo di Berzelius.
Lavoisier, Antoine -Laurent 26 agosto 1743 - 8 maggio 1794

Lavoisier nacque a Parigi in una ricca famiglia borghese. La sua vocazione per le Scienze si manifestò precocemente e venne coltivata nonostante gli studi chimici non facessero parte dei  curricola universitari e potessero nemmeno garantire introiti finanziari; gli scienziati, infatti, potevano coltivare i propri interessi scientifici solo se godevano di finanziamenti provenienti da altre fonti.

Il padre lo iscrisse al celebre Collége Mazarin; qui, oltre allo studio di materie umanistiche, Lavoisier studiò anche discipline scientifiche, come la matematica e la fisica.

Molte furono le personalità che influirono sulla sua vita e che lo orientarono verso le nuove scoperte. Una di queste personalità fu La Caille, il quale trasmise a Lavoisier il rigore intellettuale e la consapevolezza della necessità di adottare un linguaggio semplice e sistematico. Anche il fisico Nollet ebbe un influsso positivo sulla sua formazione: gli trasmise la convinzione che la scienza dovesse uscire dagli orizzonti della speculazione teorica e dovesse invece attribuire al laboratorio e agli strumenti scientifici una funzione centrale, per osservare direttamente i fenomeni e per sperimentare.

 Successivamente Lavoisier si iscrisse alla Sorbona, per conseguire il titolo di avvocato, che gli avrebbe consentito una qualifica socialmente riconosciuta. Cominciò anche parallelamente a seguire corsi privati di chimica, soprattutto nei laboratori del famoso scienziato Rouelle.

Quando nel 1761 seguì per la prima volta il suo corso di chimica, Lavoisier si rese conto in che stato di confusione e arretratezza era la chimica; oltre all’ambiguità del linguaggio , si davano per scontati dei principi senza che fosse possibile dimostrarne la fondatezza. Le poche prove di laboratorio venivano proposte solo dopo alcuni mesi dall’inizio del corso di chimica, mal nascondendo la povertà sperimentale di una scienza che muoveva solo primi passi impacciati. Malgrado la limitatezza delle conoscenze nella materia, Lavoisier si appassionò alla chimica e seguì il corso per tre anni.
A vent’anni Lavoisier si laureò in legge; non esercitò mai la professione di avvocato e si avvalse del titolo solo per entrare nella pubblica amministrazione. Nei suoi studi chimici affiancò alcuni illustri naturalisti nelle loro sperimentazioni; nei suoi scritti Lavoisier mostrò particolari doti di osservatore accurato e scrupoloso, dallo stile chiaro e sistematico.
Da Jussieu (amico di Linneo) imparò la classificazione e la denominazione delle piante.

Il metodo linneano, che aveva messo ordine nel confuso mondo botanico eliminando equivoci, fu determinante nel fornigli spunti per la riforma della nomenclatura chimica.

L' obiettivo di Lavoisier era quello di iscriversi all’Academié des Sciences; nel perseguire questo intento riuscì a dimostrare le sue profonde capacità: sotto la guida di Guettard , naturalista membro dell’accademia, presentò un’accurata "Analisi del gesso". In essa esaminava la natura e la composizione del minerale, rendendo conto di una serie di reazioni riproducibili a cui il gesso era stato sottoposto. Tutto il lavoro svolto da Lavoisier fu accolto positivamente dall’Accademia, ma per l’elezione di membro associato occorreva comunque aspettare fino al 1768.

L’ingresso all’Accademia fu affiancato da un altro evento: l’incarico come membro della Ferma Nazionale. Questa fu  la garanzia dell’afflusso di denaro.
Un altro evento positivo fu il matrimonio, nel 1771, con la figlia del fermiere generale, unione che rispondeva bene a questioni di interesse, ma che si rivelò solido e collaborativo.

Lavoisier ebbe, grazie alle sue scoperte, una risonanza internazionale positiva. Questo lo indusse nell’85 a considerarsi pronto a sferrare un attacco definitivo contro la teoria del flogisto.

La conservazione della tradizione di guardare la natura da un punto di vista qualitativo aveva, secondo Lavoisier, fermato lo sviluppo scientifico.
Il coronamento dell’attività scientifica di Lavoisier fu il "Traité élémentaire de chimie" (1789), che costituì il quadro riassuntivo di tutti i suoi studi e di  tutte le sue scoperte. L’opera verte sulla critica della teoria del flogisto, sulla ultimativa riforma della nomenclatura chimica, sull’utilizzo di nuovi strumenti e sulla validità chimica dell’importantissima legge della conservazione di massa.
All’indomani della proclamazione della Repubblica, gli scienziati furono invitati a partecipare alle riforme tese all’ammodernamento della società francese, mettendo in evidenza il valore della Scienza e delle sue applicazioni.
I numerosi incarichi prestigiosi che gli furono affidati limitarono il tempo che Lavoisier poteva dedicare alla scienza.

Nonostante la sua partecipazione ai nuovi movimenti innovatori, Lavoisier apparve troppo compromesso con le istituzioni del vecchio regime.
Lavoisier aveva partecipato alla riforma dello stato assoluto, aveva collaborato alla riforma finanziaria, alla riforma della struttura sanitaria, delle carceri, mettendo a disposizione i suoi studi sulla salubilità dell’aria.
Aveva espresso ideali di uguaglianza fiscale, che lo ponevano contro i privilegi di una piccola parte della società, e, all’inizio della rivoluzione, animò i dibattiti in favore delle riforme. Un suo grosso errore però fu quello di non prendere posizione nella valutazione degli eventi politici e sociali che evolvevano troppo velocemente.
Dopo la chiusura dell’Acadèmie, Lavoisier si trovò considerato esclusivamente come rappresentante della Ferma, una istituzione che simboleggiava ingiustizia e soprusi, in quanto raccoglieva le tasse dovute allo Stato con un ampio lucro privato.

Nel periodo della rivoluzione non bastarono i suoi interessamenti alle riforme, ma bastò il ruolo di fermiere, ingiusta carica 'istituzionale' dello stato monarchico, a costargli la vita. Fu processato e giustiziato.

Le Bel, Joseph-Achille Pechelbronn, 24 gennaio 1847 - Parigi, 6 agosto 1930 Chimico francese. Sembra che giunga in modo del tutto autonomo alle conclusioni di Van't Hoff sulla rappresentazione grafica dell'atomo di carbonio nello spazio. Dedito alla ricerca, studia a Parigi con Wurtz, dove conosce Van't Hoff. Presidente della Società chimica francese dal 1892, non insegna in alcuna istituzione pubblica.
Le Châtelier, Henri-Louis  Parigi 1850 - Miribel-les-Echelles, Isère 1936 Chimico francese. Studiò a Parigi all'Ecole Polytechnique e all'Ecole des Mines e tra il 1878 e il 1925 insegnò chimica all'Ecole des Mines, al Collège de France e alla Sorbona; nel 1907 divenne ispettore generale delle miniere. Uno dei risultati fondamentali della sua attività di ricerca è la formulazione del principio di Le Châtelier, secondo cui un sistema in equilibrio chimico risponde a un qualsiasi cambiamento di pressione o di temperatura di un componente modificando l'equilibrio in modo da minimizzare le variazioni subite. Le Châtelier promosse l'uso della chimica nell'industria francese influenzando in modo rilevante la produzione dell'ammoniaca, del cemento, dell'acciaio e della ceramica. Tra i suoi libri: Scienza e industria (1925) e Metodo di scienze sperimentali (1936).
Lewis, Gilbert Newton, Weymouth, Massachusetts,1875-1946 Chimico americano, studiò ad Harvard (B.a., 1896; Ph.D., 1899). Ha insegnato a Harvard ed al Massachusetts Institute of Technology (1907-12) e nel 1912 divenne professore di chimica fisica nell' Università della California. Il suo riconoscimento dell'importanza del legame costituito da una coppia di elettroni ha condotto ad una revisione della teoria della valenza (1916) . Inoltre ha effettuato studi speciali in termodinamica, ha formulato la teoria di Lewis degli acidi e delle basi , e con Harold C. Urey, un suo allievo, ha studiato l'acqua pesante (1932). Ha scritto Valence and the Structure of Atoms and Molecules (1923).
Liebig, Justus Darmstadt, 12 maggio 1803 - Monaco, 18 aprile 1873 Noto chimico tedesco. Laureato a Erlangen (1822), studia a Parigi con Gay-Lussac (1822-1824). Professore di chimica a Giessen (1824), fonda una scuola di grande fama e in seguito una rivista di chimica. Dedicatosi allo studio della chimica agricola e animale, inventa il metodo per preparare l'estratto di carne; nel '40 si dedica alla chimica organica applicata alla fisiologia e nel '42 pubblica Die Tierchemie.
Lorentz Hendrik Antoon Arnhem 1853, Haarlem 1928 Fisico e matematico olandese gli si deve la formulazione delle trasformazioni spazio-temporali, dette poi di Lorentz, fondamentali nella teoria della relatività. Nel 1895 interpretò l'emissione della luce come un fenomeno prodotto dall'accelerazione del movimento di un elettrone e perfezionò tutte le teorie dell'elettrologia partendo dall'ipotesi della presenza di elettroni nella materia e della struttura corpuscolare dell'elettricità. Premio Nobel 1902 per la fisica.
Lumière, Louis-Jean Besançon, 5 ottobre 1864 - Bandol, 6 giugno 1948 Inventore francese, con il fratello Auguste (1862-1954) porta avanti gli studi del padre, fotografo, che trasferitosi a Lione apre una fabbrica per la produzione di lastre fotografiche (1883). Le ricerche di Jean portano alla creazione del cinema, del fotorama e alla produzione di lastre tricromatiche autocrome (1907), per la fotografia di immagini a colori; famosi, inoltre, sono i suoi studi sui procedimenti di zincografia.