Liebig, Justus von

 

 

 

(Narmstadt 12.5.1803 - Monaco 18.4.1873) Chimico tedesco. Manifestò presto attitudine per le indagini sperimentali e l’osservazione, più che per gli studi umanistici. Le sue prime esperienze furono quelle fatte nel retrobottega del negozio paterno per preparare, non senza incidenti lievi e imprevisti, colori, lacche, vernici e petardi (il padre era droghiere). Liebig non poté frequentare molte scuole, ma nel laboratorio della farmacia di un famigliare riuscì ad apprendere i primi rudimenti della chimica, anche qui con qualche problema con sostanze esplosive. In seguito ottenne di sostenere l’esame di ammissione all’università. Proseguì quindi negli studi universitari prima a Bonn, poi a Erlangen. Si laureò (1822) dottore all’Università di Erlangen a soli 19 anni. A Erlangen ebbe come insegnante il filosofo  F.W.J. Schelling che, intuito il talento di Liebig, lo aiutò a pubblicare una prima memoria sui fulminati.

Attratto dalla grande risonanza scientifica della Sorbonne, raccomandato dal professor Kastner, Liebig fu inviato dal granduca d’Assia per una borsa biennale di studio a Parigi. Molti anni più tardi lo stesso granduca ebbe il piacere di elevare al titolo di barone il suo protetto. Raccomandato da  A. von Humboldt, poté entrare nel laboratorio di  J.Liebig Gay-Lussac, dove compì alcune ricerche sui fulminati (1823). Sempre per interessamento di Humboldt, ottenne nel 1824 la cattedra di chimica a Giessen. Alla sua scuola di Giessen, dove rimase per 28 anni, si formarono molti dei maggiori chimici dell’epoca. Fondò un laboratorio di ricerche che presto acquistò fama mondiale. Liebig mise a punto metodiche analitiche per determinare i componenti elementari (carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno) dei composti organici. Questi studi furono fondamentali per i chimici dato che servirono a chiarire la composizione, e quindi la struttura, dei prodotti naturali. Tra Liebig e  J.B.A. Dumas nacque una polemica, in quanto Liebig non condivideva la teoria dei tipi del chimico francese.

Altro importantissimo settore di ricerca fu quello connesso con la chimica per l’agricoltura. Nel suo libro Die Chemie in Ihre Anwendung auf Agricultur und Phisiologie (1840) descrisse il processo che ora chiamiamo di fotosintesi e comprese il valore fondamentale per un potenziamento della resa agricola dei fertilizzanti. In questo senso a Liebig si devono molti suggerimenti utili nella agricoltura pratica. Le polemiche con Dumas rinacquero nel 1841 quando questi pubblicò sue considerazioni che riprendevano concetti espressi da Liebig. Dumas fu accusato di avere preso le sue idee dalle opere di Liebig. Liebig arricchì notevolmente la chimica organica con ricerche innovatrici: studiò le aldeidi, gli acetali, i sali dell’acido fulminico e per primo sintetizzò il cloroformio. Nel 1842 Liebig pubblicò l’opera Die Thierchemie oder die organische Chemie in ihrer Anwendung auf Physiologie und Pathologie (La chimica animale ovvero la chimica organica nella sua applicazione alla fisiologia e alla patologia, Braunschweig, 1842), opera nella quale Liebig cercò di sistematizzare il problema del metabolismo animale ottenendo come sottoprodotto l’introduzione di un sistema di alimentazione inferito su basi scientifiche. Sottoprodotto di queste ricerche fu l’estratto di carne ideato da Liebig, che rese famoso il suo nome nel campo dell’alimentazione.

In collaborazione con  F. Wöhler compì notevoli ricerche sull’amigdalina e sull’acido cianico e stabilì l’esistenza dei radicali organici. Nel 1852 Liebig si trasferì a Monaco di Baviera dove rimase fino alla morte, ma senza più ottenere quei successi che avevano caratterizzato il periodo precedente. Fu uno dei primi scienziati ad applicare sistematicamente la chimica all’agricoltura, alla fisiologia e alla patologia.

 

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