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Testimonianze

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Chimica & Industria -

Maggio 2001                                            |seguente> 

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D

i recente, ho avuto una lunga con-
versazione con il direttore di questa

rivista proprio all'interno dell'industria di
vernici dove anch'io ho lavorato per
molti anni, la Siva di Torino
Riporto in questa nota il contenuto di
quell'incontro lasciando la forma primiti-
va d'intervista.

Quando ha conosciuto Primo Levi?
Nel 1965, quando sono stato assunto
alla Siva, un'azienda chimica che pro-
duceva vernici, smalti e prodotti affini.
Lui era il direttore generale.
Io, invece, lavoravo in laboratorio: face-
vo ricerche, analisi e controlli. Però, da-
to che l'azienda non era grande, mi ac-
cadeva di occuparmi anche di altre co-
se. Per esempio della produzione.

Riusciva a comunicare con Levi
nonostante la differenza di mansioni,
di grado e d'età?
Nei primi giorni di lavoro ho pensato che
sarebbe stato difficile. Avevo l'impres-
sione che volesse "tenersi sulle sue" coi
collaboratori, ma mi sbagliavo; certa-
mente teneva un atteggiamento più ri-
servato con chi non conosceva, forse
per una sorta di timidezza. Ma, una vol-
ta rotto il ghiaccio, era gentile e disponi-
bile con tutti.
Nonostante la sua carica, seguiva molto

da vicino la parte tecni-
ca e il laboratorio in par-
ticolare: addirittura,
quando poteva ci lavo-
rava. Così abbiamo la-
vorato molto insieme.
Inoltre alla Siva c'era
una mensa dove era
servito il pasto di mez-
zogiorno. Io mi sono se-
duto accanto a lui, a ta-
vola, per molti anni, cir-
ca nove. Fino a quando
è andato in pensione. È
poi rimasto qualche an-
no come consulente,
ma allora veniva rara-
mente in mensa.

Qual è stata la sua esperienza
d'interlocutore di Primo Levi?
Com'è ovvio, non sono stato l'unico a
beneficiare di quest'esperienza. A tavo-
la con lui eravamo in molti, con gusti,
esperienze di vita, formazioni culturali
differenti. Lui cercava di usare un lin-
guaggio comprensibile per tutti e, nello
stesso tempo, di mantenere alto il livello
della conversazione. E quest'esercizio,
secondo me, gli piaceva. Di regola di-
scuteva con tono pacato e altrettanto
pacatamente sapeva richiamare all'ordi-
ne l'interlocutore. Qualche volta mi la-
sciavo trascinare dall'entusiasmo o dal-
la foga e smarrivo il filo del discorso e
lui, con calma, riusciva a richiamarmi a

di Renato Portesi

Nel rispondere alle domande di quest'intervista, ho colto
l'occasione per delineare la figura di Primo Levi come
chimico esperto e ingegnoso impiantista.
Primo Levi, uomo attento e sensibile, razionale e
appassionato e di grande preparazione scientifica e tecnica,
ha contribuito allo sviluppo della Siva, l'azienda produttrice di
smalti e vernici di cui è stato direttore generale.

Primo Levi

Un chimico, un impiantista... un uomo

R. Portesi, Via Ornavasso, 19 - 10145 Torino
- renatoportesi@hotmail.com.

terra e a farmi provare un po' di vergo-
gna. Vergogna salutare, che mi ha inse-
gnato molto. Amava sommamente rac-
contare e questo piacere si comunicava
agli ascoltatori. Con altrettanto interesse
ascoltava gli altri, sforzandosi di capirli e
di entrare nei loro problemi. Per rispon-
dere alla sua domanda direi che per me
l'esperienza d'interlocutore di Levi è sta-
ta interessante, gradevole e soprattutto
formativa.
Con lui si parlava di tutto: fatti di crona-
ca, spettacoli, libri, nostre esperienze
quotidiane e altro ancora. Ad esempio
ricordo che ci ha divertiti raccontando
alcuni episodi de "I viaggi di Gulliver" di
Jonathan Swift. Quando si parlava di

Renzo Galeotti, "Primo Levi, studio per dipinti"
(olio su carta - cm 60x100)

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