Le Merci e la Merceologia: passato presente e futuro

di Ottilia De Marco

Facoltà di Economia
Dipartimento di Scienze Geografiche e Merceologiche
Via Camillo Rosalba, 53
70124 Bari Italia


Indice

Introduzione

Nascita, sviluppo e trasformazione della Merceologia

La Merceologia in Italia

Il futuro delle Merci e della Merceologia

Bibliografia


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Introduzione

Le merci, da sempre, sono al centro della vita degli esseri umani. Oltre a soddisfare i bisogni primari, esse rappresentano la base di ogni attività economica. Nella loro varietà, inoltre, sono l’oggetto dei desideri che ciascun individuo esprime, in relazione alla propria sensibilità, ai propri interessi e al contesto sociale in cui vive ed opera.
Per le peculiarità che le merci possiedono e per la molteplicità delle funzioni che svolgono, è difficile assegnare loro, in maniera obiettiva, un valore ben definito. Molti sono, infatti, i parametri da considerare nella loro valutazione: il tipo di bisogni che soddisfano, da quelli primari (alimentari, di protezione dagli agenti atmosferici, sanitari, ecc.) a quelli complementari (cura della persona dal punto di vista igienico ma anche estetico, di movimento attraverso i mezzi di trasporto di vario tipo, di comunicazione, ecc.), a quelli che potrebbero essere considerati del tutto voluttuari ma che, spesso, salvo casi particolari in cui si configurano come espressione di status symbol, sono essenziali, anche dal punto di vista psicologico, per la formazione armonica ed equilibrata della personalità di un individuo.
Ovviamente, in un mercato libero, ciascuna merce ha un valore di scambio, rappresentato dalla quantità di denaro necessaria per acquistarla, che raramente o quasi mai è correlato col valore d’uso.
La disciplina che scientificamente si occupa dello studio della produzione, delle caratteristiche e dell’uso delle merci è la Merceologia.

Nascita, sviluppo e trasformazione della Merceologia

Nel 1993 si è celebrato il 200° anniversario (De Marco 1993) della nascita, come disciplina scientifica, della Merceologia, avvenuta in Germania, ad opera di Johann Beckmann (1739-1811), una eclettica figura di scienziato del ‘700, professore di economia, filosofo, cultore di scienze agrarie, di botanica e di tecnologia che, nel 1793, pubblicò un libro dal titolo "Vorbereitung zur Waarenkunde" (Preparazione alla Merceologia) (Beckmann, 1793). A questa data e a questo libro si attribuisce il momento di passaggio da una conoscenza empirica e una trattazione pratica delle merci ad una fase di ricerca scientifica e di attività didattica da parte di esperti della disciplina.
 

Lo stesso Beckmann, circa venti anni prima, con un altro libro " Anleitung zur Technologie " (Insegnamento della Tecnologia) (Beckmann, 1777), si era occupato di Tecnologia, di cui aveva anche coniato il termine, già presente presso i Greci (techne, arte e logos, discorso, definizione). In quell’occasione ne aveva dato la seguente definizione: " La Tecnologia è la scienza delle arti che è cosa ben diversa dalla storia delle arti come la storia della natura è diversa dalla scienza della natura. La Tecnologia illustra i processi di lavorazione attraverso le varie fasi, in maniera completa, ordinata e chiara. La parte essenziale della Tecnologia riguarda la definizione esatta delle materie prime e di quelle ausiliarie, cioè la cosiddetta Materia tecnologica o Conoscenza dei Materiali ".
Beckmann fu anche l’autore della "Storia delle Invenzioni " un’opera monumentale che fu subito tradotta in inglese, con varie edizioni (Beckmann, 1780-1805).
 

L’attività di Beckmann si svolgeva a Gottingen, una fucina di interessi, al culmine dell’Illuminismo e all’alba della Rivoluzione industriale. Questo clima culturale, ma anche politico, presente un pò in tutta l’Europa, incentivò la produzione di merci nuove, a volte alternative a quelle di provenienza coloniale, e favorì la diffusione della Waarenkunde, come disciplina destinata, secondo quanto suggerì lo stesso Beckmann, alla preparazione degli operatori economici, a cui era necessario fornire conoscenze più approfondite sulle caratteristiche delle merci e sui processi di produzione.
 

In Italia la disciplina prese il nome di Merceologia mentre termini simili, aventi lo stesso significato, non entrarono nel linguaggio comune inglese o francese o spagnolo. Forse la parola olandese Warekennis, o quella svedese Varukannedom o quella russa Tovarovedenie potrebbero avere delle analogie con la Waarenkunde o con la nostra Merceologia (Goldan, 1963).
Nella prima metà dell’ottocento, comunque, l’insegnamento della Merceologia si diffonde un po’ in tutta l’Europa e, in Germania, anche quello della Tecnologia. Appaiono diversi testi in italiano, in tedesco e in altre lingue e in questa prima fase l’insegnamento, presente nelle scuole commerciali italiane e di altri paesi, si occupa delle materie prime di origine minerale, vegetale ed animale, di alcuni cicli di trasformazione delle risorse naturali in merci, di alcuni metodi di analisi delle merci e di alcune frodi.
Il merceologo utilizza nell’insegnamento nozioni di botanica, di zoologia, di mineralogia, di fisica e di chimica, per meglio caratterizzare i prodotti di commercio dal punto di vista della qualità e, allo stesso tempo, con lo scopo di fornire ai destinatari dell’insegnamento una formazione più completa.
 

Le merci, nel frattempo, diventano sempre più numerose e crescono in concomitanza dello sviluppo delle conoscenze scientifiche, in particolare chimiche, ma anche metallurgiche e di quelle riguardanti la nutrizione vegetale, e delle loro applicazioni pratiche nel settore industriale e agricolo.
 

Dopo la istituzione, in Europa, delle Scuole superiori di Commercio di livello universitario, la Merceologia cresce sempre più di importanza con corsi spesso triennali. La Scuola superiore di commercio di Anversa fu fondata nel 1852, quella di Parigi nel 1861, quella di Venezia nel 1868, quella di Genova nel 1884 e quella di Bari nel 1886.
Si sentiva, in questo periodo sempre più il bisogno di caratterizzare le merci con metodi analitici sicuri per meglio difenderle dalle frodi e dalle sofisticazioni. Dai testi dei merceologi si evince la preoccupazione prevalente degli autori di preservare dalle insidie delle frodi soprattutto i commercianti piuttosto che i consumatori. A parte certe opinabili preferenze, resta comunque il fatto che il problema delle frodi, antico quanto l’uomo, trova nella Merceologia e nel merceologo un’attenzione particolare che ha certamente delle ricadute sociali ed economiche importanti.
 

Nello stesso periodo, la fine dell’800 viene attuata una grande inchiesta britannica sulle frodi (1875) e in Francia, nel 1877 si istituisce il primo servizio nazionale repressioni frodi, affidato al grande Pasteur. (Nebbia Menozzi, 1986)
 


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