John von Neumann: una biografia 

Terza parte, di Rosanna Giannantonio :

John von Neumann: Teoria dei Giochi, Calcolatore elettronico e Teoria degli Automi


Indice generale della biografia


 

3.10 Fu ucciso dalle radiazioni

 

Von Neumann collaborò con la Standard Oil per consulenze nella localizzazione, la produzione e la raffinazione del petrolio e, poiché credeva molto nell’importanza che la ricerca teorica aveva nello sviluppo delle applicazioni della matematica, durante questa collaborazione sviluppò studi importanti di dinamica dei fluidi applicata all’esplorazione petrolifera analizzando la stabilità delle soluzioni numeriche delle equazioni alle derivate parziali. Nel 1951 firmò un contratto con la IBM che chiedeva una sua consulenza per problemi legati al funzionamento dell’azienda che andavano dal miglioramento dell’efficacia degli impianti con l’aiuto di metodi di programmazione lineare allo sviluppo di sistemi informatici affidabili a basso costo, fino alla progettazione di nuovi prodotti. Il contributo di von Neumann per la crescita dell’IBM fu così importante che come affermerà più tardi il suo amico Edward Teller: “l’IBM deve metà dei suoi soldi alle idee di von Neumann”.

 

Il 1955 fu un anno importante per von Neumann che fu nominato conferenziere delle tradizionali “Silliman Lectures” presso l’Università di Yale, dove espose i suoi recenti studi sulla teoria degli automi, e membro dell’Atomic Energy Commission. Lo stesso anno però segna l’inizio della sua malattia. Egli soffriva di gravi dolori alla spalla sinistra e, dopo un intervento chirurgico, gli fu diagnosticato un cancro osseo che fu molto probabilmente il risultato delle numerose esposizioni ad alte dosi di radiazioni cui si sottopose. Egli infatti insieme ad Enrico Fermi e Robert Oppenheimer assistette nel luglio del 1945 nel deserto del New Mexico all’esplosione della prima bomba atomica, un ordigno del potere di oltre 15.000 tonnellate di tritolo. Dopo von Neumann furono colpiti da cancro Oppenheimer e decine di tecnici, scienziati e generali che avevano assistito alle prime esplosioni nucleari.

 

Von Neumann cercò inizialmente di ignorare la sua malattia continuando ad impegnarsi al massimo nei lavori dell’Atomic Energy Commission (AEC) che, secondo lui, avrebbe avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’informatica cosciente del fatto che i calcolatori non potevano più essere costruiti da singoli gruppi di scienziati. Egli riteneva infatti che era necessario sostenere finanziariamente le imprese private per la produzione di calcolatori e allo stesso tempo favorire la formazione in ambito accademico di specialisti  in questo campo. Nel 1956, sebbene fosse immobilizzato su una sedia a rotelle, accettò di collaborare con l’Università della California e in particolare con i Dipartimenti di Scienze della Terra per portare avanti una serie di ricerche nel campo delle applicazioni alla geofisica e alla meteorologia. Ma la sua malattia avanzava implacabilmente tanto che nell’aprile del 1956 fu ricoverato. Neppure il ricovero riuscì a fermare la sua attività, continuava a partecipare alle riunioni trasportato in ambulanza e collaborava con l’AEC telefonicamente. John von Neumann morì a Washington l’8 febbraio del 1957.

 

Von Neumann ricevette due Premi Presidenziali, la Medaglia al Merito nel 1947, e la Medaglia per la Libertà nel 1956. Sempre nel 1956, egli ricevette il Premio Commemorativo Albert Einstein e il Premio Enrico Fermi.

 

3.11 Conclusioni di Rosanna Giannantonio

 

L’analisi dell’operato di von Neumann ci permette di apprezzare la genialità di un uomo che  ha permesso di apportare contributi significativi, e talora assolutamente nuovi, in ogni campo della ricerca, dalla matematica alla meccanica statistica, dalla meccanica quantistica alla cibernetica, dall'economia all'evoluzione biologica, dalla teoria dei giochi all'intelligenza artificiale e, naturalmente, alla bomba atomica. Ma nell’apprezzarne la genialità emergono i seguenti interrogativi:

 

 

In merito al primo interrogativo si può dire che attorno alla figura di von Neumann sono state scritte e costruite molte storie che non hanno fatto altro che caratterizzare nell'eccesso questo incredibile personaggio, gran parte della quali, però, dettate più che altro da una certa ostilità e avversione nei confronti del suo pensiero politico e sociale piuttosto forte e, per certi versi, estremo. Io penso che se le capacità sono il nostro essere potenziale (capacità logica, critica, motivazionale, espressiva, creativa, sociale, operativa, di porre e risolvere problemi, di elaborare le emozioni, di amare ecc.), molto probabilmente in von Neumann queste capacità non solo c’erano ma erano presenti ad un livello “molto alto” e poi si sono sviluppate grazie all’ambiente in cui è vissuto. Non dimentichiamo infatti che von Neumann, nasce da una ricca famiglia di banchieri ebraici e nel 1911 entra nel Ginnasio Luterano dove le sue capacità matematiche non passano inosservate tanto che Laszlo Ratz, il suo prestigioso professore di matematica del ginnasio, si adopera affinché al giovane von Neumann non manchi un precettore privato universitario che lo segua e lo introduca a poco a poco nell'ambiente matematico. In questo ambiente ricco di stimoli culturali, di contatti con gli ambienti più colti e influenti della società, von Neumann matura a poco a poco la convinzione che gli aspetti economici e sociali della società e le relazioni tra individui possono essere trattati in termini matematici. Abbiamo visto come questa visione "pan matematica" del mondo caratterizzerà il pensiero e la vita del giovane genio fino alla fine dei suoi giorni.

 

Ho ritenuto opportuno evidenziare che in von Neumann alcune capacità non solo c’erano ma erano presenti ad un livello “molto alto” perché penso che se molti dei risultati ottenuti da von Neumann erano dettati dalle esigenze dell’epoca e quindi dal contesto socio – culturale in cui lo studioso è vissuto (abbiamo visto il grande contributo dato da von Neumann per la matematizzazione dell’economia e abbiamo anche ricordato che questa idea riprendeva alcuni progetti dell’Ottocento) altri, come il  modello di Automa Cellulare, è stato possibile ottenerli solo grazie alle sue grandi capacità e alla sua geniale fantasia.  La psicologia contemporanea ritiene che i fattori genetici delineano l’ambito delle potenzialità di sviluppo di un individuo, ma non la sua particolare realizzazione; la realizzazione di un talento dipende dall’interazione con le esperienze e le opportunità offerte dall’ambiente, sia prossimale (famiglia, scuola) sia distale (cultura). Alla luce delle considerazioni fatte, nel caso di von Neumann, ciò è vero in parte. Queste considerazioni ci devono far riflettere come futuri insegnanti. E’ importante saper leggere e comprendere le capacità degli allievi in modo tale da indirizzarne lo sviluppo nella giusta direzione.

 

Per quanto riguarda invece il secondo interrogativo bisogna innanzitutto considerare che l’idea del calcolatore moderno era probabilmente già definita, ma la partecipazione di von Neumann alla sua realizzazione ha enormemente accelerato la maturazione di questo processo. I contributi dati da von Neumann alla scienza e alla tecnica sono tanti ma penso che la cosa più importante da osservare è che egli riconosce alle macchine calcolatrici e alla loro potenza di calcolo la capacità, potenziale, di rappresentare i comportamenti a vari livelli della natura. Non solo i comportamenti dei sistemi fisici, ma persino quei comportamenti dei sistemi biologici ritenuti così complessi da essere considerati, da sempre, intrattabili. Questo riconoscimento come abbiamo già ricordato avviene negli anni '50, quando lo studioso elabora i modelli matematici giusti per dar vita ai primi Automi Cellulari che operano nell'ambiente virtuale del computer sulla base di poche semplici regole, simulando alcuni comportamenti delle cellule viventi reali. In questo modo von Neumann pone le basi per la nascita di una scienza che si avvale della simulazione al computer e che si basa quindi sullo studio simulato al computer del battito di un cuore umano, del clima del pianeta Terra, del comportamento in volo di un aereo ecc.

 

Abbiamo già detto che von Neumann, partendo dalla considerazione che il cervello degli animali e dell’uomo pur essendo costituito da strutture fragili e poco affidabili continua a funzionare anche quando si verificano danni alle sue parti a differenza delle macchine artificiali che sono invece progettate in modo che ogni errore si amplifichi, riteneva necessario costruire codici per la trasmissione di informazioni in grado di essere affidabili anche quando la trasmissione dei segnali e dei simboli è poco attendibile e soggetta a rumori. Questa idea di von Neumann è alla base delle ricerche sulla commutazione di pacchetto iniziate nel 1960 ad opera di Paul Baran che costituiscono un momento molto importante per la nascita e lo sviluppo di Internet.

 

Nell’analizzare il contributo dato da von Neumann alla scienza più volte mi sono posta il terzo interrogativo. Dopo circa 50 anni dalla nascita dell’EDVAC, sembra che il numero dei personal computer venduti nel mondo abbiano superato i cento milioni e che gli utenti di Internet crescano al ritmo del 50% l'anno. In Italia, l'Istat informa, una famiglia su cinque possiede un personal computer e un terzo dei ragazzi fra i quindici e i diciassette anni lo utilizza abitualmente; quanto agli utenti italiani di Internet, avrebbero superato la quota di dieci milioni. Per quanto riguarda la diffusione di Internet tutti conosciamo bene i problemi legati alla diffusione di massa della “Rete delle Reti” che vanno dai problemi di sicurezza a quelli di gestione dei dati del World Wide Web e della rete. Penso che la mente geniale di von Neumann avrebbe sicuramente inventato dei sistemi di sicurezza capaci di bloccare anche il più abile degli hacker  e degli antivirus in grado di rilevare e debellare il più potente “cavallo di Troia”. Ma una mente capace di tutto ciò è anche in grado di fare il contrario! Sicuramente von Neumann avrebbe inventato nuovi protocolli per l’Internetworking molto più affidabili e veloci di quelli che utilizziamo oggi.

 

Come tutti sappiamo, i computer che da 50 anni a questa parte sono stati costruiti e che lavorano sulle nostre scrivanie osservano ancora le specifiche dell’architettura di von Neumann, celebrando tuttora il suo genio visionario. Sulla base di ciò penso che se l’esistenza di von Neumann non fosse stata così breve, l’hardware che useremo tra dieci anni, che sarà totalmente differente da quello odierno (anche se “in che modo” e “quanto più efficiente” è difficile a dirsi), probabilmente lo avremmo potuto utilizzare già oggi.

 

E’ stato ricordato che lo scritto The Computer and the Brain pubblicato postumo e anch’esso incompiuto costituisce un punto di riferimento per gli studiosi di scienze biomediche. Se gli studi di von Neumann non fossero stati interrotti dalla malattia, probabilmente avrebbe potuto dare un contributo ancora più grande per la comprensione del funzionamento del cervello che nonostante i progressi della biologia, della medicina e della tecnica rimane ancora in gran parte oscuro.

 


 

Pagina 23 di 26

< precedente | Indice generale della biografia di von Neumann | seguente >