John von Neumann: una biografia 

Seconda parte, di Cristina Marchiol :

John von Neumann – Negli Stati Uniti, tra guerra e computer
 


Indice generale della biografia


2.7 Altre armi per la guerra preventiva

Le ricerche proseguivano a Los Alamos, dove si pensava alla costruzione della bomba H o termonucleare. Von Neumann dimostrò che era possibile fabbricarla e che sarebbe stata efficace.

 

Dopo il primo test atomico sovietico e l’inizio della guerra di Corea nel 1950, iniziò un’ampia discussione sulla politica militare orientata a mantenere la supremazia statunitense. Si diffuse l’idea – sostenuta, a quante pare, dallo stesso von Neumann – di una guerra preventiva. In un articolo pubblicato sulla rivista Life, pubblicato poco dopo la sua morte, si scrisse che von Neumann affermò: “Se tu dici perché non una bomba domani, io dico, perché non oggi. Se tu dici alle cinque, io dico perché non all’una”.

La sua teoria dei giochi, ed in particolare la strategia minimax, fu applicata estesamente alla problematica della guerra preventiva, in particolare nelle analisi strategiche sviluppate dalla RAND Corporation, fondata dall’aviazione nel 1946, e con la quale von Neumann collaborò sistematicamente dal 1948.

 

Il Presidente Truman decise di procedere con le ricerche per la bomba H. Von Neumann aveva sostenuto l’idea di sviluppare un’unica bomba, mente Oppenheimer era più orientato a produrre piccole armi nucleari tattiche. Le ricerche culminarono con il primo test realizzato nelle Isole Marshall nel 1952. Nello stesso anno, von Neumann ricoprì un posto vacante nel “Comitato dei consulenti scientifici dell’aviazione”, mentre Oppenheimer cominciò a perdere rapidamente influenza.

 

Alla fine del 1952, fu eletto Presidente il generale Eisenhower che aveva dichiarato di voler contenere lo sviluppo degli armamenti. Paradossalmente si scelse di diminuire le armi convenzionali a favore di quelle atomiche che a minori costi ottenevano maggiore potenza. La posizione di von Neumann all’interno dell’aviazione non è ben conosciuta, perché molti dei verbali dei comitati cui partecipava, anche come presidente, sono ancora segreti.

 

Nel 1953, von Neumann divenne presidente del “Sottocomitato per le armi” e sembra che propugnasse uno sviluppo senza intralci della tecnologia nucleare, in particolare la produzione di bombe sempre più potenti, la necessità di fare i test atomici e il perfezionamento dei sistemi di lancio. Nello stesso anno divenne presidente del panel di scienziati sulle armi nucleari dell’aviazione e del gruppo di valutazione dei missili strategici, conosciuto anche come “ Comitato von Neumann”. Nel 1954, questo comitato consigliò di dare la massima priorità allo sviluppo di un missile balistico intercontinentale, il progetto “Atlas”. Questo progetto destava perplessità e opinioni contrastanti, anche legate alle rivalità tra Esercito che sosteneva lo sviluppo di missili a medio raggio, Marina e Aviazione, quest’ultima da poco costituita in arma autonoma. Alla fine il progetto fu approvato ed affidato ad una compagnia privata fondata da due ex-membri del “Comitato von Neumann”, con la quale con Neumann collaborò come consulente. Sotto la sua supervisione si studiò problemi di traiettoria, problemi di resistenza al calore e la miniaturizzazione dei componenti. Il primo test del missile Atlas fu realizzato nel 1958 con un lancio di 2500 miglia.

 

Nel 1954, von Neumann divenne membro del “Comitato tecnico di consulenza sull’energia atomica” del Dipartimento della Difesa. Raggiunse il vertice della carriera l’anno dopo, quando fu nominato membro della “Commissione dell’Energia Atomica” (AEC), la massima posizione ufficiale che uno scienziato potesse raggiungere nel Governo statunitense, diventando lo scienziato con il maggiore potere politico negli Stati Uniti.


 

Pagina 13 di 26

< precedente | Indice generale della biografia di von Neumann | seguente >