John von Neumann: una biografia 

Seconda parte, di Cristina Marchiol :

John von Neumann – Negli Stati Uniti, tra guerra e computer
 


Indice generale della biografia


 

2.6 L’esperto di fiducia degli organismi militari e governativi
 

La bomba atomica fu sperimentata con successo nel luglio del 1945, nel deserto del Nuovo Messico. Il nuovo presidente americano Harry Truman (Roosevelt era morto il 12 aprile 1945) decise di impiegarla contro il Giappone. Il 6 ed il 9 agosto del 1945, le bombe atomiche esplosero sopra Hiroshima e Nagasaki, all'altezza calcolata da von Neumann affinché esse producessero il maggior danno aggiuntivo. In entrambi i casi le conseguenze furono spaventose: i morti furono circa 100.000 a Hiroshima e 60.000 a Nagasaki, i sopravvissuti subirono le conseguenze delle radiazioni per un lungo periodo e le due città furono completamente distrutte. Come testimoniato da Sam Cohen che lavorava a Los Alamos, la notizia della prima esplosione fu accolta con entusiasmo, con l’orgoglio di chi apprende che ciò che ha costruito ha funzionato; gli scienziati e l’opinione pubblica, però, non furono informati subito del reale numero di morti civili che erano stati provocati. La sera del 6 agosto, la BBC aveva annunciato che la bomba era stata sganciata su una base militare giapponese, e non su una città di 290.000 civili e 43.000 soldati.

L’obiettivo del bombardamento fu raggiunto con la firma dell’armistizio del 2 settembre 1945: si concludeva il secondo conflitto mondiale. Forse c’erano altri modi per far finire in fretta la guerra, minimizzando le perdite per gli Stati Uniti, ma sicuramente il comitato di quattro scienziati (Fermi, Compton, Oppenheimer, Lawrence) che doveva consigliare il governo americano sull’uso delle nuove bombe, non disponeva di tutte le informazioni per prendere una decisione simile. L’invasione del Giappone era inevitabile, perché così era stato loro detto. Il ricorso alla consulenza di questo comitato è un esempio dell’influenza degli scienziati sulle scelte politiche; non bisogna però dimenticare che gli scienziati, in questa situazione, sono anche stati usati dal potere politico in quanto non erano in grado di valutare le possibile alternative al lancio delle due bombe e molte informazioni furono loro nascoste.

La partecipazione di von Neumann al progetto di Los Alamos non si limitò agli aspetti scientifici, ma ebbe intensi rapporti con le istanze militari che controllavano il progetto; ad esempio, fece parte del comitato che decise gli aspetti tattici dell’uso militare della bomba e la localizzazione degli obiettivi giapponesi del bombardamento.

La posizione di von Neumann sull’utilizzo della bomba atomica a Hiroshima e Nagasaki era allineata alle posizioni del Governo; difese gli interessi e la politica degli Stati Uniti anche nel periodo postbellico.

Il periodo nazista aveva riunito molti scienziati di varie nazionalità attorno al progetto di Los Alamos. Il bombardamento creò divergenti opinioni nella comunità scientifica. Dopo la guerra, alcuni scienziati, come Oppenheimer, contribuirono alla politica nucleare americana; altri, come Einstein, iniziarono una campagna pacifista per impedire un ulteriore sviluppo delle armi atomiche. Si formò anche una Federazione di scienziati americani che si opponevano allo sviluppo degli armamenti nucleari.
Von Neumann prese fin dall’inizio le distanze dalle iniziative dei suoi colleghi pacifisti ed evitò ogni pronunciamento pubblico circa l’uso militare dell’energia atomica; affermava che, in quanto esperto, la sua competenza era strettamente tecnica. Nel luglio del 1946 egli partecipò come osservatore ufficiale ai test atomici realizzati nell’atollo Bikini delle Isole Marshall nel Pacifico meridionale.

La decisione di Truman di impiegare contro il Giappone la nuova “arma letale” aveva avuto lo scopo di abbreviare il conflitto, ma aveva avuto anche l’obiettivo di mostrare al mondo, e soprattutto ai sovietici, la potenza militare americana. Infatti, una volta vinto il nazismo, il nuovo nemico era l’Unione Sovietica. Mentre l’Europa era impegnata nella ricostruzione, soltanto gli Stati Uniti e l’URSS potevano aspirare a conservare il loro ruolo di potenza mondiale. L’ideale, almeno ufficialmente, dell'Unione Sovietica era fondato sul principio di una rivoluzione sociale che avrebbe eliminato lo sfruttamento delle classi povere e realizzato l'uguaglianza e la giustizia sociale. Il messaggio americano era l’espansione della democrazia liberale, in regime di pluralismo politico, di concorrenza economica e di ampia libertà individuale.

In questa situazione, si esprimevano le caratteristiche personali di von Neumann, il suo interesse per l’attività pubblica e per le relazioni ad alto livello, la capacità non soltanto di dare consigli a livello scientifico-tecnico, ma anche di collaborare alla macchina esecutiva con una prospettiva politica generale. In particolare egli dimostrava una gran naturalezza nel rapporto con i militari, che non riusciva sempre facile ad altri scienziati. Il contributo di von Neumann fu riconosciuto nel 1947, quando ricevette la Medaglia al merito dal Presidente degli Stati Uniti e una decorazione per il servizio civile prestato nella Marina. In questo modo, fu consolidata la sua posizione di esperto di fiducia degli organismi militari e governativi.

 


 

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