LA RETE COME BIBLIOTECA VIRTUALE DI STORIA DELLA SCIENZA

Primi passi per una ricerca storiografica

 

 

Francesca Turco

Dipartimento di Chimica Generale ed Organica Applicata

Università di Torino

francesca.turco@unito.it

 

 

[Si tratta di un estratto; il testo completo sarà inserito in Minerva dopo la pubblicazione a stampa]

 

Pratiche di ricerca

Indice di storia della chimica

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Sulla storia della scienza in generale segnaliamo innanzi tutto il sito http://www.nobel.se/, il sito ufficiale della fondazione Nobel. Chiaramente sono contemplati solo gli scienziati vincitori del premio, ma in questi limiti molto specifici tutto quello che ci si aspetta di trovare si trova, e piuttosto ben fatto. Le biografie sono più o meno valide, a seconda del compilatore (non sempre è esplicitato). Ma soprattutto è pubblicato il discorso delle autorità svedesi al momento della consegna del premio (al collegamento "presentation speech"), dal quale si deduce quali fossero, delle scoperte celebrate con il massimo riconoscimento, gli aspetti che più colpirono la comunità scientifica contemporanea (sempre che il Nobel arrivi entro pochi anni dalla scoperta medesima, cosa tutt’altro che scontata), spesso si trova che non sono gli aspetti che si sono poi rivelati più fecondi di conseguenze importanti e che ci appaiono più ovvii, e il tema è sicuramente interessante. È quindi fornita, per ciascun Nobel, una fonte - primaria – particolarmente preziosa.

Il sito http://www.aip.org/history/,   contiene molto materiale. Non sono trattati in maniera approfondita molti altri scienziati o eventi storici, ma c’è una ricchissima lista di collegamenti ad altri siti di storia della scienza, alcuni mirati proprio all’uso critico della Rete. Merita una visita anche l’archivio visuale "Emilio Segrè", molto ricco e con parecchie immagini non troppo comuni.

Voglio inserire in questa selezione un sito non propriamente dedicato alla storia della scienza: all’indirizzo http://www.csicop.org/bibliography/home.cgi si trova la home page dell’associazione di Scettici citati a proposito del Blue Book Project, che copre un’area decisamente più ampia. Sono trattati temi quali creazionismo, new age, astrologia, criptozoologia (?), profezie, senza particolari commenti (ma si deduce ugualmente la posizione dei curatori), per ciascuno dei quali viene fornita una lunga lista di testi da consultare per formarsi un’opinione in merito. Mi sembra senz’altro opportuno proporlo alle classi, visto lo sconfortante scenario di studenti che girano con vari cristalli appesi al collo e dilapidano fortune per consultare gli oroscopi telefonici.

In parte per lo stesso motivo segnalo http://www.levity.com/alchemy/index.html, che riporta una storia dell’alchimia ricchissima di pagine interne, con articoli, liste di discussione, trascrizioni elettroniche di testi originali (con selezioni diverse in diverse lingue). Lo segnalo, per quanto nessuno di noi si intenda a sufficienza dell’argomento da effettuare un controllo rigoroso sui contenuti, perché appare molto ben fatto, e fortemente orientato verso le fonti primarie.

Altro sito di cui non abbiamo verificato i contenuti, perché in realtà propone servizi e non elaborati, è http://www.university.it/links/link_directory.asp?C=BA8A9 che contiene ben 60 collegamenti a vari siti di storia della scienza, alcuni dei quali ne contengono a loro volta molti altri, in definitiva fornisce una raccolta ricchissima di materiale, ma è di una lentezza esasperante. Non credo che i collegamenti forniti siano vagliati, non c’è nessuna indicazione in merito, ma la quantità lo colloca ai primi posti in un’ipotetica classifica di utilità. Preciso che i collegamenti, pur essendo all’interno di un dominio italiano, rimandano sempre altrove e sono tutti in inglese. Un esempio di sotto-pagina è http://www.university.it/links/ gotoUrl.asp?Pos=3&C=0000000463 che a sua volta propone collegamenti a mezzo mondo, che includono un gran numero di biografie, una discreta selezione di trascrizioni di testi ‘classici’ della storia della chimica e molti collegamenti ad altri siti di storia della scienza. Con le dovute cautele può essere senz’altro molto utile.

Nel caso nessuno dei siti sopra riportati permettesse di rintracciare informazioni, o per lo meno spunti, per la ricerca che si è deciso di intraprendere, la Rete può tornare comunque utile per iniziare a tracciare, o addirittura a procurarsi, una bibliografia di fonti sia secondarie sia primarie. Innanzi tutto due segnalazioni che dovrebbero permettere di orientarsi nella gran parte dei casi: il Journal of Chemical Education dispone di un sito (http://jchemed.chem.wisc.edu/) che consente, al collegamento "JCE index", di effettuare una ricerca per autore, titolo o parole chiave, per gli anni più recenti fornisce anche il riassunto degli articoli pubblicati, per i più vecchi solo le indicazioni bibliografiche, che è comunque un utile punto di partenza per esaminare fonti secondarie di comprovata qualità. Un servizio analogo è fornito da Isis (http://www.journals.uchicago.edu/search.html), la prestigiosa rivista di storia della scienza, che permette addirittura (ma per questo servizio è necessario abbonarsi) la consultazione on-line degli interi articoli. Sono invece disponibili gratuitamente gli abstracts.

In maniera un po’ più ‘artigianale’ è possibile procurarsi anche una buone selezione di fonti primarie, soprattutto per protagonisti dell’ultimo secolo, o anche più remoti se particolarmente celebri. Per scoprire, qualora non lo si sappia già, su quali riviste pubblicava lo scienziato che si è deciso di studiare è possibile effettuare una ricerca, con un qualsiasi motore, digitando fra le parole chiave il nome dello scienziato, eventuali altre parole che si ritengano utili (consiglio di non metterne troppe, meglio poche ma fortemente selettive) e il termine ‘bibliography’. In questo modo si hanno buone probabilità di trovare degli elenchi di fonti; ripetendo poi la ricerca con il nome e i titoli delle riviste si possono trovare, con un pizzico di fortuna, fonti primarie integralmente riportate in Rete. Nel caso non si trovasse niente, o non abbastanza, una volta in possesso dei titoli completi e degli anni delle pubblicazioni è possibile scoprire dove procurarsi il materiale, sul ‘vecchio’ supporto cartaceo, cercando nei siti delle biblioteche. http://www.aib.it/aib/lis/opac1.htm è l’indirizzo corrispondente alla pagina, a cura dell’associazione italiana biblioteche, sugli opac italiani. I cataloghi sono continuamente aggiornati ed è possibile, fra monografie e periodici, cercare uno sconfinato numero di titoli. Consigliamo ancora di rintracciare, naturalmente sul WEB, l’elenco delle biblioteche cittadine, che spesso forniscono servizi ottimi, ma poco conosciuti. Particolarmente utile è la forma dello scambio interbibliotecario, appoggiandosi ad una struttura inserita (a Torino ad esempio la biblioteca di fisica http://www.ph.unito.it/biblio/) nella rete piuttosto capillare di biblioteche italiane che effettuano il servizio, l’articolo desiderato viene cercato su tutto il territorio nazionale e viene procurata praticamente qualsiasi cosa.