La storia delle gibberelline

Nel 1926 Eiichi Kurosawa (1926) scoprì che l'altezza anomala delle piantine di riso  era dovuta alla secrezione chimica di un fungo che infettava le piante alte.

Negli anni 30 i ricercatori giapponesi  (Yabuta e Yusuke Sumiki)  riuscirono a ottenere cristalli impuri del composto fungino attivo sulla crescita a cui dettero il nome  di gibberellina A

Verso la metà degli anni 50 due gruppi capeggiati da Brian Cross, della stazione di ricerca dell' Imperial Chemical Industries (ICI) a Welynb in Inghilterra e da Frank Stodola, del Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) a Peoria, Illinois, riuscirono a chiarire la struttura del composto che essi purificarono da filtrati di colture fungine e al quale dettero il nome di acido gibberellico.

Circa nello stesso periodo Nobutaka Takahashi e Saburo Tamura, isolarono tre gibberelline a partire dalla gibberellina A e le chiamarono gibberellina A1, gibberellina A2 e gibberellina A3.

Intorno agli anni 50 Margaret Radley dimostrò la presenza di sostanze simili alla gibberellina in specie diverse di piante.

Nel 1958 fu portata a termine la prima definitiva identificazione di una gibberellina (gibberellina A1) per opera di Jake MacMillan, anche lui dell'ICI.

Nel 1968 J.MacMillan & N. Takahashi raggiunsero l'accordo che  tutte le gibberelline sarebbe state numerate come gibberelline Ax, a seconda della loro scoperta.


Le Gibberelline LA SCOPERTA