Scoperta delle Gibberelline


Sebbene le gibberelline furono rese note ai ricercatori americani e inglesi negli anni 50 esse vennero scoperte molto tempo prima da ricercatori giapponesi.
I coltivatori asiatici di riso conoscevano da molto tempo una malattia che faceva crescere in altezza le piante di riso e che ne impediva la produzione di semi.
In Giappone questa anomalia era conosciuta come la malattia della" Piantina sciocca". I patologi vegetali scoprirono che l'altezza delle piante era dovuta alla secrezione chimica di un fungo che infettava le piante alte.
Tale composto chimico fu isolato da filtrati di coltura del fungo e gli venne dato il nome di gibberellina, dal nome del fungo Gibberella fujikuroi.
Negli anni 30 i ricercatori giapponesi riuscirono a ottenere cristalli impuri del composto fungino attivo sulla crescita a cui dettero il nome  di gibberellina A, ma, a causa delle barriere imposte dalla seconda guerra mondiale sulle comunicazioni, l'informazione non raggiunse i paesi occidentali.
Soltanto verso la metà degli anni 50 due gruppi capeggiati da Brian Cross, della stazione di ricerca dell' Imperial Chemical Industries (ICI) a Welynb in Inghilterra e da Frank Stodola, del Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) a Peoria, Illinois, riuscirono a chiarire la struttura del composto che essi purificarono da filtrati di colture fungine e al quale dettero il nome di acido gibberellico.
Circa nello stesso periodo Nobutaka Takahashi e Saburo Tamura, isolarono tre gibberelline a partire dalla gibberellina A e le chiamarono gibberellina A1, gibberellina A2 e gibberellina A3.
Risultò poi chiara  l'esistenza di un'intera famiglia di gibberelline e che in ogni coltura fungina predominavano differenti gibberelline, anche se l'acido gibberellico era sempre il composto principale.
Man mano che ulteriori gibberelline vennero caratterizzate da fonti fungine esse vennero numerate come gibberelline Ax (o GAx) a seconda della loro scoperta cronologica.


LA STORIA
Le Gibberelline
LA BIOSINTESI