Storia degli ormoni sessuali


Le tappe fondamentali della ricerca endocrinologica sotto l'aspetto degli ormoni sessuali si registrarono nel secolo scorso. Il decennio 1925-35 fu caratterizzato dalle scoperte peculiari nel campo degli ormoni legati al sesso. Un progresso decisivo si ebbe nel 1927, quando ricercatori tedeschi e americani, indipendentemente gli uni dagli altri, riuscirono a ottenere estratti attivi dalle ghiandole maschili. Da quell'epoca la letteratura scientifica si arricchì straordinariamente di pubblicazioni sui metodi di preparazione e di dimostrazione dell'ormone maschile. Un progresso così immediato fu possibile quando si identificarono gli animali adatti per i test, dato che non si possedevano mezzi chimici di dimostrazione. I ciprini maschi, all'epoca della fregola, indossano un abito di nozze a smaglianti colori. Ma se si asportano le ghiandole sessuali questa colorazione non si produce più, e i ciprini privi della veste nuziale debbono votarsi al celibato. Basta però un'iniezione che contenga l'ormone testicolare perché il bell'abito di nozze compaia e si mantenga per alcune ore, quanto basta per la cerimonia. Questo è un esempio di un test biologico per il riconoscimento dell'ormone maschile. Rane, pesciolini rossi, cavie, ratti, topi furono usati per lo stesso scopo. Ma la prova più importante e famosa è quella della cresta del cappone, ideata nel 1929 dagli americani Gallagher, Moore e Koch: nei giovani galli castrati la cresta e i bargigli rimangono piccoli, ma iniettando l'ormone testicolare si sviluppano notevolmente e riacquistano le dimensioni normali. Una unità gallo era la dose minima che, iniettata due volte al giorno nei giovani galli castrati, produceva al quinto giorno un accrescimento della cresta del 15 per cento. Resi così possibili la ricerca e il dosaggio dell'ormone col test della cresta di gallo, subito le conoscenze migliorarono e si estesero, fino a che Ernst Laqueur, un biochimico olandese, isolò l'ormone maschile o testosterone, estraendone dieci milligrammi da cento chilogrammi di testicoli di toro. Ciò avveniva nel 1935.

Le scoperte degli ormoni ovarici andarono di pari passo con quelle dell'ormone testicolare. La storia è più complicata perché gli ormoni femminili sono più d'uno, ma inizialmente venivano indicati con un solo termine, follicolina. Oggi si parla di ormoni estrogeni (generatori dell'estro): estradiolo, estriolo, estrone, progesterone. Il biochimico americano Edward Doisy ottenne nel 1935 da 4 tonnellate di ovaie di scrofa circa 10 milligrammi di estradiolo. Questo si dimostrò strutturalmente identico a una sostanza preparata due anni prima da E. Schenk e F. Hildebrandt. Questi due studiosi avevano ottenuto, senza neppure immaginarlo, l'ormone femminile naturale. Quasi contemporaneamente vennero ricavati pochi milligrammi di progesterone dalle ovaie di cinquantamila scrofe, a opera di Adolf Butenandt, un tedesco la cui guancia sinistra era solcata da profonde cicatrici dei duelli universitari. Riconosciuta la struttura, la sintesi di questi ormoni fu un grande trionfo per la chimica allorché gli svizzeri Karl Miescher e Georg Anner riuscirono a preparare in via totalmente sintetica l'estrone e l'estradiolo. Questo fatto ebbe una ripercussione terapeutica di eccezionale portata. La sintesi mise infatti gli ormoni a disposizione d'ogni medico nelle quantità desiderate, e in forma esattamente dosabile. Se si fosse ancora legati agli ormoni naturali si dovrebbe ricorrere alle ovaie di due milioni di scrofe per ottenere un grammo di estradiolo , e lo stesso è accaduto per l'ormone maschile, oggi preparato mediante sintesi chimiche: se fossimo ancora legati agli ormoni naturali si dovrebbe ricorrere ai testicoli di dodicimila tori per ottenere un grammo di testosterone. La vera storia degli ormoni femminili ebbe inizio però nel 1922, quando Doisy e Allen ebbero l'idea miracolosamente feconda di applicare allo studio degli estratti ovarici l'esame microscopico del muco vaginale delle topine, che permetteva di svelare l'apparizione dell'estro. Con questo test della fregola dei roditori Doisy e Allen dimostrarono che l'iniezione degli estratti ovarici a topine private delle ovaie faceva ricomparire l'estro. L'ormone responsabile di questo effetto era la cosiddetta follicolina. Ma l'isolamento di questo ormone allo stato di purezza era molto difficile per la piccola quantità contenuta nel liquido dei follicoli ovarici.
Una tappa decisiva fu compiuta dal giorno in cui due endocrinologi tedeschi, Selmar Aschheim e Bernhard Zondek, dimostrarono la presenza di quantità considerevoli di follicolina nell'urina della donna gravida. L'estrazione dell'ormone diventava cosi piu facile. Zondek fece poi conoscere che l'urina di giumenta gravida conteneva quantità enormi di follicolina, fino a quaranta volte più che nella donna. Cosi fu messo a punto il primo metodo di produzione industriale dell'ormone. Oggi sappiamo che la produzione degli estrogeni da parte delle ovaie è regolata da un ormone ipofisario, FSH (Follicle Stimulating Hormone), e che la sua produzione è a sua volta sotto il controllo d'un altro ormone, il GRH (Gonadotropin Releasing Hormone), proveniente dall'ipotalamo, una piccola zona del cervello attigua all'ipofisi. Si tratta dunque d'un sistema a retro-controllo grazie al quale gli estrogeni sono presenti nel sangue nella quantità opportuna per quel dato momento, per quella determinata circostanza.

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