Questionario di epistemologia

 

 

 

 

Nome                                    Cognome    

                        

Classe di abilitazione 

 

 

 

 

(a’) Quale era la finalità filosofica ed epistemologica fondamentale del Circolo di Vienna?

 

Al massimo quattrocento battute:

 

 

 

(a’’) Uno dei più famosi aforismi di Wittgenstein è il seguente

Wovon man nicht Sprechen kann, darüber muß man schweigen”: “Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere” (trad. di A.Conte).

Commentate liberamente l’aforisma di Wittgenstein:

 

Al massimo seicento battute:

 

 

(a’’’) Quale fu la maggiore difficoltà logica che si presentò di fronte ai filosofi del Circolo di Vienna?

 

Al massimo quattrocento battute:

 

 

 

(b) Portate uno o più esempi di teorie che non sono confutabili nel senso di Popper e che sono – comunque – accettate come teorie scientifiche

 

Al massimo ottocento battute:

 

 

 

(c) Leggete il seguente passo di Kuhn, facendo particolare attenzione ai termini con cui viene definita la prassi scientifica:

 

In questo saggio, “scienza normale” significa una ricerca stabilmente fondata su uno o più risultati raggiunti dalla scienza del passato, ai quali una particolare comunità scientifica, per un certo periodo di tempo, riconosce la capacità di costruire il fondamento della sua prassi ulteriore. Oggi tali punti fermi sono elencati, seppure raramente nella loro forma originale, dai manuali scientifici sia elementari che superiori. Questi manuali espongono il corpo della teoria riconosciuta come valida, illustrano molte o tutte le sue applicazioni coronate da successo e confrontano queste applicazioni con osservazioni ed esperimenti esemplari. Prima che questi testi diventassero popolari all'inizio del XIX secolo (e fino ad un periodo ancor più recente, per quanto concerne le scienze che solo da poco hanno raggiunto uno stadio maturo) molti famosi classici della scienza assolvevano tale funzione. La Fisica di Aristotele, l'Almagesto di Tolomeo, i Principia e l'Ottica di Newton, l'Elettricità di Franklin, la Chimica di Lavoisier e la Geologia di Lyell e molte altre opere servirono per un certo periodo di tempo a definire implicitamente i problemi e i metodi legittimi in un determinato campo di ricerca per numerose generazioni di scienziati. Esse furono in grado di fare ciò poiché possedevano in comune due caratteristiche: i risultati che presentavano erano sufficientemente nuovi per attrarre uno stabile gruppo di seguaci, distogliendoli da forme di attività scientifica contrastanti con essi; e nello stesso tempo, erano sufficientemente aperti da lasciare al gruppo di scienziati costituitosi su queste nuove basi la possibilità di risolvere problemi di ogni genere.

D'ora in avanti, per indicare i risultati che hanno in comune queste due carat­teristiche, userò il termine “paradigmi” che ha una precisa relazione col termine “scienza normale”.

Con la scelta di questo termine ho voluto far presente il fatto che alcuni esem­pi di effettiva prassi scientifica riconosciuti come validi – esempi che compren­dono globalmente leggi, teorie, applicazioni e strumenti – forniscono modelli che danno origine a particolari tradizioni di ricerca scientifica con una loro coe­renza. Queste sono le tradizioni che lo storico descrive con etichette quali “astro­nomia tolemaica” (o “copernicana”), “dinamica aristotelica” (o “newtoniana”), “ottica corpuscolare” (o “ottica ondulatoria”), e così via. Lo studio dei paradigmi, inclusi molti che sono ampiamente più specializzati di quelli che abbiamo citati poco fa come esempi illustrativi, è ciò che principalmente prepara lo stu­dente a diventare membro della particolare comunità scientifica con la quale più tardi dovrà collaborare. Dal momento che in tale comunità egli incontra scien­ziati che appresero i fondamenti della loro disciplina dagli stessi modelli concreti, la sua attività successiva raramente susciterà un aperto disaccordo riguardo ai principi fondamentali. Coloro la cui ricerca si basa sui paradigmi condivisi dalla comunità scientifica si impegnano a osservare le stesse regole e gli stessi modelli nella loro attività scientifica. Questo impegno, e l'evidente consenso che esso produce, sono requisiti indispensabili per una scienza normale, ossia per la gene­si e per il mantenimento di una particolare tradizione di ricerca.

 

(c’) Commentate brevemente il passo di Kuhn mettendo in evidenza gli aspetti del suo pensiero che lo distinguono dal circolo di Vienna e da Popper:

 

Al massimo mille battute:

 

 

 

(d) Come si può trovare una via d'uscita di fronte alla sfida di Feyerabend per cui non possiamo distinguere nettamente tra le pratiche di un cartomante e quelle di un astronomo?

 

Al massimo seicento battute:

 

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