Corso di studi di Scienza dei materiali
Corso di Storia delle scienze sperimentali

Indice delle lezioni 2011-2012

 

Dispense del corso di Storia delle Scienze Sperimentali

 

Fascicolo 1                        Lezioni 1-2

 Fascicolo 1 in formato pdf             Diapositive delle Lezioni 1-2

 

Avvertenza generale

Queste dispense sono scritte come commento e integrazione delle diapositive proiettate a lezione.

Le dispense sono incomprensibili se non si hanno sotto gli occhi le diapositive.

Contengono inoltre brevi passi di fonti originali e di scritti di storia della scienza.

Se il rinvio alle diapositive è seguito dalla scritta "Nessun commento" si intende che il contenuto delle diapositive è adeguato ad essere di base per l'esame.

In ogni caso si deve studiare il contenuto delle diapositive.

Tuttavia le dispense e le diapositive non sono sufficienti per la preparazione dell'esame. Occorre riflettere sugli appunti presi a lezione. Chi non li avesse presi (o non possedesse una formidabile memoria) può sempre chiederli ad un collega.

Sono richiamate in modo specifico le pagine oggetto di esame dei testi forniti agli allievi, ma una lettura più estesa degli stessi testi non potrà che essere utile ad una migliore comprensione della storia della scienza.

 Diapositiva 1

 Argomenti delle lezioni 1-2

Introduzione al Corso

Cenno sull'eredità culturale del Medioevo e le grandi novità del Rinascimento

Il Cinquecento: le guerre di religione. I grandi trattati

Il seicento e la guerra dei Trenta anni.

Nova reperta: un nuovo mondo

Paracelso

Copernico

Brahe

Keplero

 Diapositiva 2   Nessun commento

 Diapositiva 3

 Alcuni nomi di grandi autori della letteratura mondiale sono noti al grande pubblico, ma spesso senza una conoscenza diretta (non nella lingua originale, così indispensabile per una effettiva comprensione e senza il contesto culturale in cui i loro capolavori furono concepiti e scritti)

 Per quanto riguarda gli scienziati, e quindi la storia della scienza, la situazione è molto peggiore. E non solo per la scarsissima conoscenza dei personaggi. Infatti è il contenuto scientifico di quanto hanno fatto che è totalmente ignorato e che, in molti casi,  rimarrebbe comunque incomprensibile data la scarsissima cultura scientifica del pubblico generale.

 Diapositiva 4

 La storia della scienza, intesa come successione di eventi, si presenta come un insieme caotico di personaggi, proposte, ipotesi 'sbagliate' o fantasiose, discipline che nascono, fioriscono e vanno in ombra, strumentazioni prima eccellenti e poi superate, interazioni di ogni tipo con gli sviluppi filosofici ed economici, con i cambiamenti del costume civile, con le guerre, ecc.

Il compito dello storico non è quello di 'mettere ordine' ma di chiarire le scelte possibili e quali sono state effettivamente fatte. 

Diapositiva 5

 Gli storici ricostruiscono (o meglio costruiscono) la storia della scienza utilizzando i più diversi approcci storiografici. In questa lezione diamo un primo sguardo ad alcuni di essi, ma le pratiche storiografiche saranno meglio commentate alla fine del corso, quando avremo accumulato parecchio materiale su cui discutere.

 Diapositive 6-7

 Ventaglio di posizioni su fede, ragione, esperienza in importanti autori medioevali. 

Nota sul rasoio di Occam  (da wikipedia con aggiustamenti)

 È il nome con cui viene contraddistinto un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of Ockham, noto in italiano come Guglielmo di Occam.

 Tale principio nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più ipotesi di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi.

 La metafora del rasoio concretizza l'idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare con tagli di lama e mediante approssimazioni successive le ipotesi più complicate. In questo senso il principio può essere formulato come segue:

 Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem

« Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »

[È la versione più nota; è un invito alla parsimonia ontologica; è inutile portare all'esistenza enti/proprietà/relazioni di cui è nulla la funzione effettiva in ciò di cui si sta parlando; è un principio utile, che di per sé ha poco a che fare con la molteplicità delle ipotesi presenti in una proposta teorica. Alcune ipotesi possono avere una importante funzione di apertura esplorativa dell'orizzonte di ricerca, altre sono tentativi di giustificazione razionale di regolarità o di eccezioni (una giustificazione non è una spiegazione)]

oppure

« Pluralitas non est ponenda sine necessitate. »

« Non considerare la pluralità se non è necessario. »

oppure ancora

« Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora. »

« È inutile fare con più ciò che si può fare con meno. »

 Ma attenzione:

 "Occam's Razor" is a modern myth. There is nothing mediaeval in it, except the general sense of the post-mediaeval formula: Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. This myth has come to full maturity and secured general assent, within the lifetime of many philosophers of the present day; though it is a matter of purely intellectual interest, without any impulse or reinforcement from commercial greed, family-pride, national vanity, sectarian zeal, or political party-spirit.

 B. The age of the English title is not yet three-score years and ten: dating from the publication of Sir William Hamilton's Discussions (1852).

 C. The Latin title, Novaculum Nominalium, is little (if at all) more than a century older: being a translation of the French title, Rasoir des Nominaux, bestowed upon the current formula by Condillac in 1746.

 D. (1) The current formula was unknown to Ockham and the other Schoolmen [scolastici, enfasi mie].

     (2) It was invented in 1639, substantially in its present wording, by the Scotist Commentator, John Ponce of Cork: a little-known man of great abilities and very independent disposition.

    (3) It first appeared in its present exact order of words, in the Logica Vetus et Nova of John Clauberg of Groningen in 1654.

 [testo di William M. Thorburn, The Myth of Occam's Razor , Mind 27 (107): 345–353 (1918) ; http://en.wikisource.org/wiki/The_Myth_of_Occam's_Razor]

 Diapositive 8-9

Molto interessante la posizione di Alberto sull'astrologia (potenza degli astri vs. libero arbitrio).

 Diapositive 10-11

 La situazione inferiore delle 'arti meccaniche' esplicita nel pensiero classico non è molto risalita anche in tempi moderni. Si pensi ai Promessi sposi, romanzo ambientato dal 1628 al 1630 in Lombardia durante l'occupazione spagnola.

 Diapositive 12-13

 Ricchezza, dispersione e commistione nelle pratiche magiche.

 Testo di Dalla Porta:

   

 

 Diapositiva 14

 L'odio religioso: una eredità delle guerre di religione del Cinquecento

 Diapositive 15-17

 I grandi manuali del  Cinquecento. Da notare la ricchezza comunicativa delle illustrazioni.

Le illustrazioni sono un notevole risultato dell'arte rinascimentale e delle innovazioni legate alla diffusione in Europa della stampa (e delle pratiche ad essa connesse, ad es. incisione su legno, ecc.).

 Diapositive 18-21

 La guerra dei Trenta anni. La Germania ricacciata indietro di secoli. Follia, crudeltà e stupidità delle guerre.

 Diapositiva 22

 Il tentativo degli alchimisti di unire la purificazione interiore con le pratiche di laboratorio per ottenere la trasmutazione dei metalli, l'elisir di lunga vita, la pietra filosofale.

Diapositive 23-26

 Le tavole di Nova reperta: le meraviglie tecnologiche e le scoperte dell'epoca (tra Cinquecento e Seicento).

Da commentare (ricorrendo agli appunti presi a lezione, o alla memoria): la scoperta dell''America (n. 24) e la distillazione (n. 26).

 Diapositive 27-28

 Il cenno biografico su Paracelso è sufficiente. Leggere e studiare la seguente tesina:

 Tesina su Paracelso di Elena Andreis, Sara Bertò, Paola Quaglia, Luca Stenech, Barbara Vender

 Contesto storico

Il Rinascimento è la culla dell'età moderna e della scienza moderna. Nel 1517 ha inizio la Riforma protestante iniziata da Lutero che porta in Europa una rivoluzione teologica. Caratteristica del Rinascimento è il naturalismo inteso come indagine filosofica sulla concezione però di una natura animistica o sulla magia e l'astrologia e collegata sia con l'aristotelismo, sia con la metafisica neoplatonica.

La vita

Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelso nacque il 14 Novembre 1493 a Einsiedeln in Svizzera, dove trascorse i primi anni della sua infanzia, frequentando forse, come studente girovago varie università tedesche da Tubingen a Heidelberg da Wittenberg a Ingolstadt e Monaco.

Intorno agli anni '20 va in Tirolo per studiare le miniere, le caratteristiche dei minerali e le malattie dei minatori.

Paracelso muore a Salisburgo, in Austria, il 24 settembre del 1541 (si presume ucciso).

Adottò il nome con cui ci è noto, poiché, probabilmente, intendeva significare che il suo obiettivo era di superare il pensiero del famoso medico dell'antichità, Aulo Cornelio Celso (I secolo d.C.). Aveva un carattere difficile: infatti viene descritto come un genio paranoico e speso ubriaco, testardo e ostinato. A dimostrazione di ciò al suo discorso pubblico di fronte all'università di Basilea disse

 "Sappiate dottori, che la mia barba ha più esperienza di tutte le vostre università, il più sottile capello della mia nuca ne sà più di tutti voi, le fibbie delle mie scarpe sono più sapienti dei vostri sapienti più famosi."

E' facile immaginare l'indignazione che provocò, alla sua prima lezione si fece portare un vaso in ottone e dopo averlo riempito di zolfo e salnitro vi appiccò il fuoco bruciando i libri di Galeno e Avicenna. A causa del suo carattere focoso, le sue lezioni pian piano furono disertate dagli studenti, e Paracelso iniziò a bere, tanto che ben presto lo additarono come ubriacone. Dopo tre anni lasciò la cattedra per riprendere i suoi vagabondaggi. Non smise mai di bere, eppure pur essendo ubriaco riusciva a compiere operazioni chirurgiche di tale bravura e precisione da rasentare l'impossibile; quindi come medico era molto stimato. 

Pensiero

Il suo desiderio di diffondere il più possibile quella che per lui è la verità, il suo pensiero, le sue teorie agli altri, lo porta a scrivere di tutto e su tutto in quanto su ogni cosa che ha pensato ha detto qualcosa di nuovo.

Può essere considerato il primo erborista e farmacista della storia poiché condusse la sua ricerca  verso delle sostanze prodotte o ricavate dalle piante in grado di curare le malattie dell'uomo ( preparazione).

È stato anche filosofo, chimico, medico, alchimista: visto da molti come il pensatore del Rinascimento cerca  di diventare il medico ideale, esperto in ogni ramo della conoscenza in quanto sapeva il segreto ultimo dell'uomo e della natura.

Chiamato il Lutero della medicina per il suo spirito rivoluzionario, nel testo "Paragranum" teorizza e fonda i quattro pilastri su cui la medicina si deve basare (teoria in antitesi alla medicina tradizionale da Avicenna a Galeno): la filosofia, l'alchimia, l'astronomia e le virtù .
Paracelso cresciuto nella scuola dell'alchimia, scrisse molte cose che non si distinguono molto da quello che dicevano gli alchimisti contemporanei. Quello che lo distingue lo esprime in questa massima: "Il vero scopo della chimica non consiste nella preparazione dell'oro, bensì nella preparazione delle medicine." Infatti è qui che si ritiene universalmente il più grande merito di Paracelso: aver spianato la strada alla "iatrochimia", cioè alla disciplina che fonde la medicina con la chimica. La causa delle malattie dipendeva, secondo lui, da eccessi o carenze di certe sostanze chimiche nel corpo. Ma Paracelso non era ancora in grado di sviluppare i metodi sperimentali che avrebbero potuto dare un vero valore scientifico alle sue teorie.

Paracelso formulò anche alcune teorie sulla natura del creato attribuendo a ogni elemento (all'epoca aria, acqua, terra e fuoco) uno spirito che ne impersonava le qualità. Chiamò questi spiriti “Elementali”: essi non discendevano da Adamo ma sono una via di mezzo tra la concretezza degli esseri umani e l'astrazione degli spiriti.

 

Curiosità [Leggere ma non memorizzare]

1.  Egli inventò delle preparazioni che consistevano in semplici operazioni chimiche che tendono, tramite l’attacco di solventi, per lo più acidi, a trasformare la sostanza presa in esame in forma salina, affinché fosse più facilmente assimilabile dall’organismo umano.Un esempio di preparazione è l’“Archidoxis”, considerato una delle  più importanti nella sua pratica.  La ricetta è la seguente:

 

Prima di tutto prepara un’acqua forte in questo modo: prendi parti eguali di allume, vetriolo e salnitro. Distilla sino ad un’energica acqua forte. Versa sulla parte che è rimasta e ridistilla in una cucurbita di vetro. In quest’acqua forte purifica dell’argento, e poi dissolvivi del salmiax. Dopo che questo è stato fatto separalo in un bagno d’acqua e versalo di nuovo finché alla lunga si trova un olio in fondo, dall’oro un olio molto scuro, dall’argento azzurro lucente, dal ferro rosso o molto scuro, dal mercurio molto bianco, dal piombo color plumbeo, dal rame un verde intenso e dallo stagno giallo.


Non è sempre chiaro che tipo di prodotto si potesse ottenere. L’oro avrà formato il suo cloruro e questo si accorda col colore ottenuto, mentre l’argento avrebbe dovuto dare una miscela di nitrato e cloruro.

Comunque tutti i composti avrebbero dovuto variare considerevolmente in funzione della concentrazione dell’acido usato e delle condizioni della reazione.

Il passo successivo consisteva nell’aggiunta all’olio, ottenuto nel modo precedente, di due parti di acqua forte per poi lasciare il tutto a riposare per un mese in sterco di cavallo, cioè lasciarlo digerire ad una temperatura leggermente superiore a quella atmosferica. Ovviamente questo avrebbe schiarito il liquido facendo depositare ossidi o idrossidi lasciati dal primo processo. La preparazione prosegue:

 

Poi distilla a fuoco lieve in modo che la materia coaguli in fondo. E l’acqua forte che sale, distillala per bagno maria: allora tu troverai uniti due elementi. E non gli stessi due elementi in tutti i metalli, ma dall’oro rimangono nel bagno gli elementi di terra e acqua. L’aria è in tutti e tre e l’elemento fuoco rimane in fondo, dato che la sostanza e la tangibilità dell’oro è coagulata dal fuoco. Dall’argento rimane in fondo l’elemento acqua, nel bagno gli elementi di terra e fuoco, dato che la sostanza e la corporeità dell’argento deriva dal freddo e umido ed è di una natura fissa e non si può innalzare.

 

La separazione finale :

 

Ora si deve notare che il restante, cioè l’elemento corporeo in fondo, va ridotto di nuovo in olio con nuova acqua forte con un bagno. Allora questo elemento è completo e perfetto.

 

Paracelso pensava in questo modo non di ottenere, come in realtà invece avveniva, dei composti salini dei corpi trattati, ma di estrarne la parte attiva, vigorosa e pura, che chiama quintessenza del corpo.

2.   Dopo la sua morte iniziarono a circolare strane voci sulla sua vita e sulle sue opere: ad esempio si diceva che nel suo laboratorio avesse creato un “homunculus”, un essere di piccole dimensioni che era al suo completo servizio.

Frasi celebri...

"L'origine delle malattie è nell'uomo e non fuori di esso; ma le influenze esterne agiscono sull'intimo e fanno sviluppare le malattie... Un medico... dovrebbe conoscere l'uomo nella sua interezza e non solo nella sua forma esterna".

"Un uomo adirato non è adirato solo nella sua testa o nei suoi pugni, ma dappertutto; una persona che ama non ama solo con l'occhio, ma con tutto il suo essere; in breve, tutti gli organi del corpo, e il corpo stesso, sono solo forme-manifestazioni di stati mentali...".

"La vita che è attiva negli organi è l'anima vegetativa (l'anima animale). E' un fuoco invisibile (zolfo), che può facilmente divampare in fiamma per il potere dell'immaginazione."

“...bisogna fare una distinzione tra i medici che procedono secondo la legge di Dio e quelli che procedono secondo la legge degli uomini; gli uni sono al servizio della carità, gli altri dell’utile privato".

 

Diapositive 29-31

Il cenno biografico su Copernico è sufficiente.

1543, De revolutionibus orbium coelestium    Opera e data da ricordare!

 

 

Su Copernico e la 'rivoluzione copernicana' studiare le seguenti pagine di Singer: pp. 180-182

 

Qualche riflessione richiede anche questo quadro:

 

 

 

Jan Matejko, 1873, Astronom Kopernik, czyli rozmowa z Bogiem

 

Matejko, un pittore polacco, ha intitolato questo quadro: "Copernico astronomo, ovvero dialogo con Dio"

 

Diapositive 32 Nessun commento

 

Diapositive 33-34

 

Su Keplero studiare le seguenti pagine di Singer: pp. 200-205

I solidi pitagorici (o platonici) ebbero una funzione importante nel pensiero di Keplero, si veda Singer p. 22.